«Grazie, per avermi fatto vedere la partita!». Enrico Boiani, audiodescrittore, ricorda commosso il più bel complimento mai ricevuto. Il suo mestiere è raccontare le sfide sportive a chi non può guardarle con i propri occhi. Molto più di un tele o radiocronista. «C’è una differenza sensoriale: non puoi dare nulla per scontato, devi fornire tutti i dettagli di quanto sta accadendo». È già successo col calcio e il basket. Domenica, in occasione di Italia-Francia, terzo turno del Sei Nazioni di rugby, all’Olimpico di Roma esordisce “Connect Me Too”, sistema di audiodescrizione dedicato ai tifosi ciechi, ipovedenti e pluridisabili visivi. «A nome di tutto il movimento, siamo entusiasti di una iniziativa volta al rendere il torneo sempre più accessibile, in coerenza con la nostra visione di un gioco e di una federazione sempre più attenta all’inclusione e alla sostenibilità», dice Andrea Duodo, presidente Fir. «Il rugby è uno sport per tutti e che proprio a tutti vuole rivolgersi, per creare un ambiente inclusivo e per far sì che i giorni di gara diventino sempre di più una festa collettiva».
Come funziona l’audiocronaca
Si tratta di un sistema digitale che si appoggia a una rete 4G o 5G: gli utenti, con cuffie o auricolari, prima dell’inizio della partita devono scaricare la app dallo store, poi seguire le istruzioni. E ascoltare la voce di Boiani o dei suoi colleghi. «Ho sposato il progetto dall’inizio, ora sono trascorsi sei anni: è un lavoro nobile, gratificante», spiega. Viene da lunghe esperienze in radio. «E sicuramente è un tipo di cronaca che si avvicina più a quella, non alla televisiva. Non ci sono immagini, chi ti ascolta vive la partita nella sua mente attraverso le tue parole, ma devi offrire molti più elementi. Devi dire tutto: come è fatto il campo e quello che è intorno, i tifosi e cosa sta facendo l’allenatore; non basta limitarsi specificare che il pallone è giallo, bisogna spiegare che succede perché siamo in inverno o che gli inserti dello sponsor sono di un rosso magenta, che le treccine di quel giocatore sono lunghe o corte, che la cresta dei capelli è di un fucsia più vivo al centro e un rosa sfumato ai lati». Soprattutto, l’enfasi nel tono della voce durante i momenti-chiave del match. «In questo senso, il rugby è sicuramente uno degli sport più emozionanti da vivere: la battaglia fisica, lo scontro, e il fatto che ci si avvicini un metro dopo l’altro al tuo obiettivo, la meta».
L’audiocronaca allo stadio o da casa
L’app Connect Me Too funziona per chi è allo stadio – e all’audiocronaca può associare l’eco dei cori del pubblico, il suono che rimanda l’impatto del pallone – ma anche da casa, attraverso accessi tutelati e riservati. Il sistema è già stato impiegato nel calcio di Serie A e B (Milan, Inter, Genoa, Lecce, Reggiana) e dalla Nazionale, e nel basket (Pallacanestro Varese e Libertas Livorno). «Portare il servizio di audiodescrizione per Italia-Francia è un traguardo significativo, che segna il nostro ingresso nel mondo del rugby», spiega Tony D’Angelo, responsabile del progetto. «È un passo avanti verso un obiettivo che ci guida da sempre: rendere lo sport un’esperienza condivisa, viva e accessibile a tutti, nessuno escluso. Emozionare, raccontare e includere: questo è il cuore del nostro impegno».