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La corsa: quella storia di amore e odio per un'amante gelosa

Il libro 'Maledetta corsa' di Nino Di Francesco racconta, in modo ironico e diretto, quello che un runner non dovrebbe mai sapere

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ROMA  - Quante volte siamo stati a un passo da mollare tutto... e scegliere lo spinning, piuttosto che il nuoto o la bici. E magari lo abbiamo anche fatto. Ma poi siamo tornati lì, scarpe ai piedi e via per strada, o in pista, sotto la pioggia, a 40 gradi o a meno due. Sì, perché la corsa o si ama o si odia. A fasi alterne. Come un'amante gelosa. Un sentimento dalle mille facce, scrutate e analizzate da Nino Di Francesco, imprenditore per necessità, podista per passione, nel suo libro Maledetta corsa. Tutto quello che un runner non dovrebbe sapere (Ultra Sport, 2020). La prefazione è firmata da un gigante della maratona, Orlando Pizzolato, allenatore dell'autore. 
Si tratta di un volumetto a metà tra un testo motivazionale (Di Francesco è un esperto anche in programmazione neurolinguistica) e una cruda descrizione degli aspetti meno entusiasmanti della corsa: dalle levatacce alle scuse inutili che si trovano per non correre e al conseguente rimorso per aver saltato l'allenamento, fino ai rapporti col partner messi a dura prova da un'amante invisibile ma ingombrante. Il tutto raccontato con ironia, sarcasmo e un linguaggio colloquiale e leggero. Non certo un capolavoro di letteratura ma un testo asciutto e semplice che arriva al punto, senza troppi giri di parole e mette davanti a un bivio: che runner vuoi essere? Un tapascione della domenica o un top (o quasi) runner? Una scelta di vita. E questo libro non lascia scampo.
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