Sport

Maratona spa: i 42.195 km diventano un business miliardario

Il mondo dei runner inanella fior di profitti: il giro d'affari che si muove attorno alle grandi gare più importanti del circuito, calcola la Ibis World business, vale 1,4 miliardi di dollari.
3 minuti di lettura
MILANO - La Maratona Spa aggiorna i suoi conti e scopre che - oltre a macinare chilometri - il mondo dei runner inanella pure fior di profitti. Il giro d'affari che si muove attorno alle grandi gare più importanti del circuito, calcola la Ibis World business, vale qualcosa come 1,4 miliardi di dollari. Il solo appuntamento di New York ne muove 420 milioni. Numeri che sommati a quelli delle non competitive, alle gare stradali su distanze più brevi, ai grandi trail e all'indotto sportivo che ruota attorno alla corsa a piedi, hanno stuzzicato gli appetiti del mondo della finanza: Richard Branson ha creato una divisione della Virgin per gestire un pool di grandi eventi. Mettendo alla guida Mary Wittenberg, storica ex-presidente del New York Road Runners (Nyrr). La Aso Challenges del gruppo Equipe - organizzatore del Tour de France - ha iniziato da Parigi per lanciarsi nelle maratone e diversificare i suoi affari.
 
Il boom dei partecipanti - I numeri, in questo caso, sono denaro: nel 1976 i partecipanti a gare sui 42,195 km. negli Stati Uniti erano 25mila, calcola Running Usa. Nel 2015 sono stati 509mila. Il reddito medio di queste persone, secondo Competitor Group International (Cgi), è di 112mila dollari l'anno, molto al di sopra della media nazionale e il 76% sono laureati. La spesa media giornaliera di un partecipante all'appuntamento di Chicago, dati della University of Illinois, è di 599 dollari. "Big spender", come dicono i guru del marketing che stanno innamorandosi della corsa in ogni angolo del mondo: la Nielsen ha appena dedicato un corposo rapporto al boom delle gare di lunga distanza in Cina, calcolando che ogni appassionato a Pechino spende su abbigliamento e "optional" sportivi circa 624 euro l'anno, più o meno lo stipendio mensile medio di un suo concittadino.
 
Costi e ricavi - Quanto costa davvero organizzare una Maratona competitiva e quanto renda è però, a dire il vero, un mezzo segreto di Fatima. Il New York Road Runners redige un bilancio annuale che però non comprende nei dettagli il totale di entrate e uscite di un avvenimento così complesso. La voce delle entrate è "trasparente" solo su un punto: il costo dell'iscrizione, salito tra il 2007 e il 2016 a un ritmo pari a 3,5 volte l'inflazione nei vari paesi del mondo. Uno straniero che vuole iscriversi alla gara di New York paga 358 dollari (erano 80 nel 2004 e 1 nel 1970). La caccia ai pochi posti disponibili ogni anno alla tradizionale lotteria per un pettorale della Grande Mela ha visto lo scorso anno partecipare 82mila persone che hanno messo 11 dollari a fondo perduto solo nella speranza di vedersi assegnato un numero di partenza. Il Nyrr incassa così qualcosa come 15 milioni solo dalle iscrizioni, che a Chicago costano 280 dollari e a Roma (per i non tesserati) fino a 120 euro. Il totale dei suoi ricavi - aggiungendo diritti tv, sponsorizzazioni & C - arriva a 82 milioni. Il valore delle entrate "accessorie" è difficile da quantificare per le altre manifestazioni. Ma l'interesse di Cgi, Virgin e Aso dimostra come l'affare - con ogni probabilità - è interessante.
Il Washington Post ha fatto i conti in tasca alla Marine Corps marathon, che con i suoi 99 dollari di iscrizione è una delle più economiche negli Usa. I costi per l'organizzazione a persona sono stati di 36 dollari per la logistica (autobus, bagni chimici, cronometraggio, pattumiera e simili), 34 dollari per la sicurezza, 22 per salari, auto e mezzi di supporto, 13 per medaglie, pettorali e kit, 34 per la promozione, 12 sui rifornimenti e 6 per l'informatica. Totale 158 dollari. Con i 59 non coperti dall'iscrizione più che compensati da sponsor & C.
 
L'indotto della corsa - I conti della corsa sono però solo un lato della medaglia. L'altro è l'indotto che si muove attorno ai 42 chilometri di gara. Che secondo uno studio di Aecom per Nyrr porta a 418 milioni il fatturato complessivo della manifestazione di New York. Trenta milioni, per dire, sono generati dalle donazioni a ong che garantiscono l'iscrizione, 2,75 milioni è il prezzo pagato dall'organizzazione alla polizia di Manhattan per garantire l'assistenza, 22 sono le entrare fiscali generate per la città nei giorni della manifestazione dai 260mila tra turisti e partecipanti all'evento. I Lloyd's di Londra, per capire il valore dell'eventi, sono stati costretti a pagare a Nyrr 15 milioni di rimborso per la cancellazione dell'edizione 2012.  I soldi, insomma, girano. E chi ne ha tanti in tasca può scalare in poco tempo l'Olimpo delle maratone mondiali. La prova? Il clamoroso successo della gara in Dubai, nata nel 2000 e arrivatà già a 25mila partecipanti grazie alla sponsorizzazione (e al portafoglio) degli emiri del Golfo.
 
 
 
I commenti dei lettori