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Valencia "città del running", dalla finish line più spettacolare ai patrimoni Unesco

La nuova puntata di "Turista per corsa" fa tappa in Spagna. L'arrivo su un tappeto blu circondato dall'acqua, in una cornice disegnata da Santiago Calatrava: a Valencia si svolge una delle maratone più spettacolari del mondo. E la città regala tesori architettonici e culturali da visitare anche correndo. Per chi ha più tempo, un tragitto ricamato da luoghi affascinanti porta fino a Toledo
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ROMA - Non c'è miglior passerella per tagliare il traguardo di una maratona. Magari per centrare un personal best. Un tappeto blu circondato dall'acqua, in una cornice disegnata da Santiago Calatrava, tra i più importanti architetti dell'era moderna. L'arrivo e la partenza della Maratona di Valencia (www.valenciaciudaddelrunning.com) sono motivi sufficienti per iniziare a cercare un pettorale (l'appuntamento è per il 19 novembre, mentre proprio oggi alla mezza maratona è stato segnato il record mondiale femminile, con la keniana Joyciline Jepkosgei prima in 1:04:51). Lo scenario è quello della Città della Scienza e delle Arti: si prende via da un ponte che regala una vista indimenticabile mentre la finish line si raggiunge "correndo sulle acque", sopra una piattaforma di oltre 150 metri di lunghezza e 8 di larghezza.

Valencia si è autoproclamata "Ciudad del running" e lo conferma ad ogni respiro. A soddisfare i meno romantici ci pensa un percorso certificato IAAF Gold Label, interamente pianeggiante, ideale per rosicchiare minuti e secondi al proprio personale. La differenza di altitudine tra il punto più alto e quello più basso è infatti di circa 50 metri. I 42,195 km si snodano lungo paesaggi diversi, dal centro storico al lungomare, con un tifo che non ha nulla da invidiare alla movida notturna. A coronare il tutto - in assenza di vento - un clima di novembre con una temperatura che oscilla  tra 12 e 17 gradi. Secondo i dati ufficiali, lo scorso anno sono stati più di 19.000 (con una massiccia presenza di italiani) i corridori che hanno partecipato. Hanno vinto due keniani: Victor Kipchirchir tra gli uomini con un tempo di 2:07:39, e Valary Jemeli Aiyabei, che ha tagliato il traguardo in 2:24:28, il tempo più veloce della storia su suolo spagnolo.
 
Messa la medaglia al collo, Valencia è anche un città da gustare. Dopo gli interventi urbanistici per la Coppa America, non è più famosa solo per Las Fallas e la paella. È un misto di architettura moderna e tracce di un passato tutto da scoprire. A partire dalla Cattedrale del XIII secolo e dalla leggenda che la vuole custode del Santo Graal. Vi si accede attraverso tre ingressi: Puerta del Los Hierros (barocca), Puerta del Palau (romanica) e la Puerta de los Apostoles (gotica). La vicina torre Miguelete offre una panoramica su tutto il centro storico. A catturare l'attenzione è anche la Lonja de la Seda, il Mercato della Seta, edificio dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, come uno degli esempi meglio conservati di architettura tardo gotica in Europa. A breve distanza ci si può perdere tra i profumi e i sapori delle spezie e delle specialità - dalla frutta fresca al pesce - proposte sui banchi del mercato centrale. El Mercat Central de València occupa una superfice di 8.160 metri quadri racchiusi in una struttura in metallo decorata con ceramiche dipinte a mano e vetrate colorate, un luogo che regala un'evasione multisensoriale, la tappa ideale per uno spuntino veloce prima di continuare il viaggio tra le vie del centro.  
 
Valencia è una città in cui perdersi correndo, camminando o pedalando in libertà. Tra i quartieri da vedere il Barrio del Carmen, con i suoi negozi e i locali in cui concedersi tapas e copas. Con o senza le scarpe da running ai piedi, la Città della Scienza e delle Arti è una tappa che, da sola, merita il viaggio: gli edifici bianchi svettano nell'azzurro del cielo  racchiudendo l'Oceanografic, l'Umbracle, il Palazzo delle Arti, il Museo della Scienza e l'Hemisfèric. Cinque attrazioni che vale la pena visitare, magari alla fine di una sgambata nei Giardini del Turia.
 
I Giardini sono un vero e proprio tempio verde del running, che sorge su quello che era il letto del fiume Turia, deviato per preservare la città dalle continue inondazioni a cui era sottoposta. Dal  Parque de Cabecera fino alla Ciudad de las Artes y las Ciencias,  los Jardines del Turia e i 18 ponti che li attraversano si presentano come un itinerario ideale per allenarsi e nel frattempo visitare la città da un altro punto di vista.
 
Tra le zone da percorrere con il vento che accarezza la pelle ci sono inoltre la Marina Real Juan Carlos I e il Paseo Marítimo (lungomare). Proprio il mare è uno degli ingredienti che rendono unica la capitale della Comunitat Valenciana: a breve distanza dal centro (raggiungibili anche in autobus) le spiagge di Les Arenas e Malvarrosa. Per continuare a scoprire quello che la natura offre in questo angolo della penisola iberica, con un mezzo pubblico si può raggiungere la Riserva di Albufera, il più grande lago di Spagna, situata nei pressi di  El Palmar, scenario che ha ispirato numerose opere dello scrittore spagnolo Blasco Ibáñez.
 
 
DA VALENCIA A TOLEDO, ALLA SCOPERTA DI CUENCA E TERUEL
 
Chi ha qualche giorno di vacanza in più può avventurarsi alla scoperta delle bellezze dell'entroterra che separano Valencia da Madrid, in un susseguirsi di luoghi Patrimonio Unesco: il cuore medievale di Teruel, la fortezza araba di Albarracín, la "città sospesa" di Cuenca e Toledo, "la città delle tre culture", in cui  restano ancor oggi le tracce della contaminazione cristiana, araba ed ebrea.
 
Teruel, a circa 150 chilometri da Valencia, è lo specchio di un'architettura medievale che rapisce lo sguardo. La torre della cattedrale e quelle di San Salvador, San Martín e San Pedro affascinano con il loro stile mudéjar, dichiarato Patrimonio dell'Umanità, nel quale si fondono gotico ed elementi architettonici musulmani. La cappella della Chiesa di San Pedro custodisce la famosa storia degli amanti di Teruel:  due giovani, Diego e Isabel, che nel XIII secolo morirono per il loro amore impossibile. 
Da non perdere anche la Plaza del Torico, l'acquedotto degli archi o il pittoresco viale dell'Óvalo.
 
Proseguendo l'itinerario in direzione Cuenca, merita una tappa Albarracín. Nell'antica capitale del regno di Taifa spicca una fortezza araba, Mora de Rubielos: qui le influenze islamiche e medievali si fondono per regalare scorci unici.
A  200 chilometri da Valencia e a 170 da Madrid si apre davanti agli occhi una vera e propria visione: Cuenca, una bellezza assoluta che si percepisce già da qualche chilometro di distanza: la città, "sospesa" sulle rocce, sfida il vuoto ai suoi piedi con il fascino di un fortezza medievale e un centro storico che incanta. Dal Convento di San Pablo si può godere di una vista unica, con il ponte di San Pablo sulle anse del fiume Huécar e le facciate delle Case Sospese che svettano verso l'alto.
 
Continuando il viaggio verso il cuore della penisola iberica, alle porte di Madrid si raggiunge Toledo, un misto di architetture che raccontano la sua storia, tra chiese, fortezze, moschee e sinagoghe. L'arrivo degli arabi nell'VIII secolo, che si aggiunsero ai cristiani e agli ebrei già presenti, trasformò Toledo nella "città delle tre culture". Questa convivenza ha lasciato un'importante eredità artistica e culturale trasformando la cittadina in un piccolo scrigno di tesori da scoprire.
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