Sci, Mondiali Cortina: Gut-Behrami oro in superG donne, fuori dal podio Brignone e Bassino
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoIl primo oro ai Mondiali di Cortina è di Lara Gut-Behrami. Sull'Olympia delle Tofane finalmente baciate dal sole ma sferzate dal vento, la svizzera, 29 anni, dopo tre argenti e due bronzi mondiali è campionessa vincendo il superG che ha dato il via ai campionati dopo tre giorni da rimandi e cancellazioni delle gare causa maltempo. In un'atmosfera surreale, senza pubblico, senza rumore, senza musica, senza emozione, Gut-Behrami conferma il suo eccellente stato di forma in questa stagione e il suo dominio indiscusso nella disciplina, chiude in 1'25"51 e spiega così: "Ho cercato di non pensare alle aspettative. Ovviamente oggi volevo correre e non commettere errori. Volevo mostrare cosa posso fare e che una carriera non si misura solo con una medaglia d'oro".
Sul podio Suter e Shiffrin
Alle sue spalle sul podio, 2^, è la connazionale Corinne Suter (a +0"34). Terza la campionessa uscente Mikaela Shiffrin (a +0''34) che nella parte finale del tracciato ha commesso un errore, girandosi quasi completamente in aria col corpo, che le è costato probabilmente l'oro. Ai piedi del podio la ceca Ester Ledecka (+0"53), detentrice del titolo olimpico nella specialità.
Le azzurre deludono
Grande delusione per le padrone di case: mai quest'anno le azzurre sono andate tanto male in superG: Federica Brignone è 10^ (+1"09), 11^ è Marta Bassino (a +1"19) che ha aperto la gara col pettorale n°1, mentre più indietro ci sono Elena Curtoni (18^ a +1"79), e Francesca Marsaglia (23^ a +2"49). Quali i motivi di tanto arretramento? Soprattutto la neve, considerata "facile" dalle italiane, molle e con poca presa per loro abituate a sciare sul ghiaccio. Semplice, troppo, anche il tracciato dove fare velocità era complicato. Il vento, invece, non avrebbe condizionato più di tanto le performance. Lo spiega bene Federica Brignone, che ha accusato il maggior ritardo nella parte centrale, paradossalmente quella a lei più congeniale visto che ci sono molte curve, che lei sa fare meglio di tutte le altre, cosa è accaduto: "Sono contenta del mio atteggiamento, ma non sono riuscita a sciare nel modo giusto per essere performante oggi. Non sono mai riuscita ad appoggiarmi nell'ingresso curva specie nella parte centrale, non ho sentito la velocità e ho avuto troppo rispetto nella parte sotto perché ho visto Shiffrin sbagliare e forse ho cambiato la linea. Se l'altro giorno fossimo partite dal Duca d'Aosta avrei preferito. Avevo pochissima risposta sotto piedi da questo tipo di neve, che è facile, molle, e sgranava. Non l'hanno bagnata come dai maschi. Tracciato facile, i due passaggi complicati di due giorni fa li hanno modificati e si è trasformato in un superG davvero facile. Qui a Cortina in superG è forse dove sono andata peggio nella mia carriera, il mio miglior risultato è un 9° posto. Detto questo, la cosa più brutta di oggi non è la gara ma il silenzio che sento attorno, quando sono arrivata al traguardo non ho sentito la musica, né lo speaker, non capisci neanche come sei andato, i pochi che ci sono non applaudono, senti il silenzio di tomba, mi è venuta una depressione addosso che mi passa la voglia di fare le gare. Eppure stamattina ero gasata, sentivo di essere al Mondiale, speravo di sentire un'emozione al traguardo, invece zero. Così è una schifezza".
Bassino: "Peccato l'assenza di pubblico"
Si volta pagina. "L'importante è aver aperto questi Mondiali", dice Bassino che a differenza di Fede ha perso tutto nella parte alta, "ho girato tanto, troppo in quel passaggio in cui c'è la lunga, ero troppo in anticipo. In più c'era questa neve facilissima, soffice, sentivi sprofondare lo sci. Sentivo il venticello che un po' frenava, però mi sembrava di sciare bene. Al traguardo ho visto un po' di gente ma mancava tutto il resto: bello aver iniziato, ma peccato senza pubblico. E' andata così, non si può rimuginare più di tanto".