COURCHEVEL — Nella discesa dei giganti non c'è posto per l'Italia sul podio. Anche se due azzurri si sono avvicinati alle medaglie, a 20 centesimi Florian Schieder settimo, a 24 Dominik Paris ottavo. Anche stavolta ha vinto un "debuttante", se così si può chiamare il fuoriclasse svizzero Marco Odermatt che non aveva ancora una medaglia mondiale e un successo in discesa. Ma si era capito che stava preparando la gara perfetta anche ad alta velocità, dopo i 19 giganti e superG vinti in Coppa, e questa è arrivata nel giorno più importante sulla pista L'Eclipse. Battendo il favorito, il norvegese Aleksander Aamodt Kilde, argento in superG e vincitore di 5 prove stagionali su otto in Coppa del Mondo. Il fidanzato di Mikaela Shiffrin che ha esibito una discesa bellissima, ma non sufficiente per affiancare un maestoso Odermatt. Bronzo per il canadese Cameron Alexander, che per 4 centesimi ha difeso il podio dall'attacco dell'austriaco Marco Schwarz, quarto davanti all'altro canadese James Crawford. Sesto il francese Maxence Muzaton, che ha lottato per il podio fino all'ultimo tratto prima di allargarsi troppo su una delle ultime curve.
Schieder, medaglia vicina
L'attesa di Florian Schieder è stata lunghissima, e per un certo periodo gli ha permesso di sognare il podio perché la sua discesa è stata la prima, il pettorale numero 1 non ha dato punti di riferimento immediati al di là di una bella interpretazione della pista francese e una sbavatura con gli sci sugli spigoli su una curvone verso sinistra. Quando alle sue spalle si sono piazzati il campione del mondo in carica Vincent Kriechmayer, lo svizzero Hintermann, il vicecampione olimpico francese Johan Clarey, Schieder ha cominciato a pregustare la medaglia. Un premio dopo gli infortuni a raffica che l'hanno cancellato dallo sci per quasi due anni, compreso l'infortunio nella discesa dei Mondiali di Cortina 2021 con la rottura del crociato e danni alla cartilagine. Ma Odermatt ha calato subito una prestazione che ha scavato un secondo e 9 tra i due, e all'azzurro non è rimasto che abbracciare lo svizzero rendendogli omaggio, in attesa delle successive discese. A scavalcarlo prima Crawford, il campione del mondo di superG, poi ovviamente Kilde.
Paris in crescita
Dominik Paris è stato molto più in gara di quasi tutto il resto della stagione, è partito addirittura con 11 centesimi di vantaggio su Odermatt, ma ha pagato 47 centesimi tra il muro di Son e la esse des Arolles. Difficile il confronto con lo svizzero, che pesava su ogni settore tra uno e due decimi di ritardo, senza speranza per l'ultimo medagliato azzurro in discesa (argento a Schladming 2013). È stato un Paris comunque protagonista, non per la medaglia d'oro, ma in un pacchetto di dodici sfidanti per il podio racchiusi in soli quattro decimi. Tra le medaglia di bronzo Crawford e l'austriaco Hemetsberger 14°. Più indietro Matteo Marsaglia (+1''53) e Mattia Casse (+1''83), in una squadra italiana che alla vigilia è stata turbata dalla polemica di Christof Innerhofer, il più veloce nella prova di venerdì che ha lasciato Courchevel in anticipo dove aver saputo di essere stato escluso a favore di Marsaglia. "È triste che non sia il miglior tempo a decidere, ma l'opinione di un allenatore" ha dichiarato "Inner". "Una qualifica in squadra sarebbe stata giusta. Perché altre nazioni lo fanno e noi no?".