Goggia, fondo e slittino: il dolce inverno azzurro
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoL’Italia della neve si è coperta d’oro e di cristallo nella sua domenica perfetta, una giornata storica di vittorie, medaglie e storie nuovissime in giro per le Alpi e oltre. Mentre Sofia Goggia ha vinto a Crans-Montana, battendo Federica Brignone, la quinta libera su sette disputate in stagione e a due gare dalla fine ha quasi addentato la sua quarta Coppa di specialità (ha 179 punti di vantaggio su Ilka Stuhec), poco oltre il confine friulano, a Planica, ai Mondiali di fondo, il duo valdostano De Fabiani-Pellegrino si è arreso solo al fenomeno Klaebo, in coppia col connazionale Goldberg, nella team sprint.
E non è finita qui. Dodici anni dopo Armin Zöggeler, un azzurro ha rivinto la Coppa del mondo generale di slittino: Dominik Fischnaller si è messo alle spalle il mito Felix Loch e ha sollevato a casa del tedesco, a Winterberg, la sua prima sfera di cristallo. Stesso gesto di trionfo per Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel…
L’Italia della neve si è coperta d’oro e di cristallo nella sua domenica perfetta, una giornata storica di vittorie, medaglie e storie nuovissime in giro per le Alpi e oltre. Mentre Sofia Goggia ha vinto a Crans-Montana, battendo Federica Brignone, la quinta libera su sette disputate in stagione e a due gare dalla fine ha quasi addentato la sua quarta Coppa di specialità (ha 179 punti di vantaggio su Ilka Stuhec), poco oltre il confine friulano, a Planica, ai Mondiali di fondo, il duo valdostano De Fabiani-Pellegrino si è arreso solo al fenomeno Klaebo, in coppia col connazionale Goldberg, nella team sprint.
E non è finita qui. Dodici anni dopo Armin Zöggeler, un azzurro ha rivinto la Coppa del mondo generale di slittino: Dominik Fischnaller si è messo alle spalle il mito Felix Loch e ha sollevato a casa del tedesco, a Winterberg, la sua prima sfera di cristallo. Stesso gesto di trionfo per Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel doppio femminile, specialità olimpica fra tre anni, a Milano-Cortina.
Le esplorazioni del possibile hanno portato l’Italia a piantare una storica bandiera tricolore anche nello skicross, la gara più adrenalinica del freestyle: si parte in linea e ci si butta tra le porte fra sportellate e sorpassi al limite. A Bakuriani, in Georgia, il 22enne trentino Simone Deromedis ha conquistato l’oro un mese dopo essersi fratturato la clavicola. E pochi minuti più tardi Federico Tomasoni e Jole Galli hanno portato a casa il bronzo nella gara a squadre mista. «La strada verso le Olimpiadi» spiega Deromedis, «è quella giusta». La freccia indica proprio il 2026, e l’Italia ci arriva in condizioni di forza mai più viste dopo Lillehammer 1994 (20 medaglie, di cui 7 d’oro). Nonostante la moltiplicazione degli sport nel programma olimpico, la squadra azzurra non è mai tornata con un bottino migliore.
La Fisi gongola. Il suo bacino d’utenza, composto da 73mila atleti, oltre 3000 tecnici, 1100 società ha resistito agli anni della pandemia, agli impianti chiusi, persino al cambiamento climatico che ha diradato la neve e ritardato l’avvio della stagione invernale, soprattutto in Appennino. A fine 2021 la Federazione italiana sport invernali registrava un dato di crescita del business complessivo del 10%, 30 milioni in più di ricavi. Una vitalità che mancava, in queste proporzioni, da almeno un ventennio, dalla fine cioè dell’onda lunga scatenata dalle imprese di Alberto Tomba. La Fisi è quinta dietro calcio, pallavolo, nuoto e atletica per contributi pubblici erogati da Sport e salute (11 milioni e mezzo): una generosità non casuale, ma dovuta alle capacità di mettere sul terreno risultati.
«Una discesa con i baffi» ha commentato Sofia Goggia dopo il successo di Crans-Montana, citando Maurizio Costanzo. Una domenica, una stagione così. Brilliamo nel biathlon (una settimana fa lo storico oro nella staffetta femminile), e, passando al ghiaccio (gestito dalla Fisg), nel pattinaggio di velocità, dove Davide Ghiotto per un pasticcio non ha conquistato la Coppa nelle lunghe distanze, e nello short track, nonostante l’assenza di Arianna Fontana, in rotta con la federazione, abbiamo una base solida. L’Italia ha chiuso il medagliere degli Europei di pattinaggio di figura al primo posto. E all’incasso potrebbero andare adesso anche gli azzurri dello sci alpinismo, ai Mondiali appena iniziati a Boi Taull, in Spagna: lo sci in salita con le pelli di foca farà il suo esordio olimpico al momento giusto, proprio sulle nevi della Valtellina, fra tre inverni.