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Le rimonte possibili solo per Brignone: “Ogni volta più forte”

Federica Brignone, 33 anni, al traguardo del gigante di Lienz

 (afp)
A Lienz risale da quinta a seconda dietro Shiffrin: è leader di coppa in gigante, in due gare ha recuperato 9 posizioni. Goggia la issa sul podio
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Federica Brignone, ovvero Nostra Signora delle Rimonte. A Lienz non è arrivata la vittoria come a Mont Tremblant, il “Monte Tremante” canadese coperto di nebbia e battuto dal vento, ma un brivido di timore l’ha avuto comunque Mikaela Shiffrin, convinta che il secondo posto di “Fede” a 38 centesimi da lei potesse diventare come niente un primo: «Volevo vincere, ma allo stesso tempo non rovinare tutto» racconta sollevata l’americana. «Dovevo bilanciare il vantaggio di una grande distacco nella prima manche, sciare bene e allo stesso tempo non fare stupidaggini: questa è stata la battaglia nella mia mente, perché Federica poteva davvero andare in testa». Passando dal quinto posto al primo, come in Canada riuscì nella tormenta a salire dal sesto alla vittoria. Prestazioni che le valgono il pettorale rosso, la maglia gialla di leader della coppa di gigante.

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Gut-Behrami superata due volte negli ultim…

Federica Brignone, ovvero Nostra Signora delle Rimonte. A Lienz non è arrivata la vittoria come a Mont Tremblant, il “Monte Tremante” canadese coperto di nebbia e battuto dal vento, ma un brivido di timore l’ha avuto comunque Mikaela Shiffrin, convinta che il secondo posto di “Fede” a 38 centesimi da lei potesse diventare come niente un primo: «Volevo vincere, ma allo stesso tempo non rovinare tutto» racconta sollevata l’americana. «Dovevo bilanciare il vantaggio di una grande distacco nella prima manche, sciare bene e allo stesso tempo non fare stupidaggini: questa è stata la battaglia nella mia mente, perché Federica poteva davvero andare in testa». Passando dal quinto posto al primo, come in Canada riuscì nella tormenta a salire dal sesto alla vittoria. Prestazioni che le valgono il pettorale rosso, la maglia gialla di leader della coppa di gigante.

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Gut-Behrami superata due volte negli ultimi due giganti

Insomma, staccarla di tanto, addirittura 1’’63 nella prima manche, può non bastare. E c’è già una lunga lista di vittime che si sono illuse di aver fatto meglio di lei in base al cronometraggio della prima manche, salvo essere superate nella seconda. Due volte è successo a Lara Gut-Behrami, che aveva vinto i primi due giganti della stagione. In Canada è toccato alla croata Ljutic, a Marta Bassino, alla stessa Shiffrin e alla slovacca Petra Vlhova. In Austria alla neozelandese Robinson, che era pari merito con Federica dopo la prima manche, alla norvegese Mowinckel e alla svedese Hector. Il meglio del gigante mondiale, e quelle che non fanno parte della lista erano già indietro quando l’azzurra aveva sbagliato la prima manche. Perché di errori si tratta, a Lienz è stato evidente, ci sono giustificazioni però peccato. «Una neve saponosa» l’ha chiamata Federica, dopo aver fatto praticamente da cavia dopo un’apripista che si è rotta un braccio ed è dovuta scendere al traguardo a piedi perché l’elicottero era occupato con un turista infortunato, e Marta Bassino scivolata nelle reti dopo 6 porte. La discesa quasi al buio, un errore macroscopico e la perdita della fiducia di attaccare spiegano il pesante ritardo nel gigante del Tirolo orientale. Senza questo intreccio di cause l’azzurra avrebbe vinto.

Brignone: “Una crescita anche mentale”

Sfortuna? Il bello è che ci sono margini di miglioramento nonostante lo stato di grazia in cui Federica sta sciando e vivendo. «C’è un lavoro che prosegue negli anni, un lavoro di tanta gente che mi sta attorno» spiega. «Un percorso di crescita anche mio personale, mentale: ogni anno è uno step in più. Ogni volta che esco da un periodo difficile imparo qualcosa e divento più forte». Che stia bene si è visto anche in una scatenata salsa all’ItaliaTeam Xmas Party, danzata con l’azzurro del curling Mattia Giovannella. Si è visto durante le giornate di allenamento a Courmayeur, vicino alla sua casa di La Salle, insieme a Bassino, Roberta Melesi e Lolli Pirovano. Ma anche con Sofia Goggia il rapporto procede tra pace e goliardia. A sollevare Federica sul podio di Lienz sono stati il fratello allenatore Davide e proprio Sofia. La compagna-rivale che prima ha paragonato la sciata di Brignone all’arte del Mantegna, poi ha scelto una maniera buffa ma efficace per commentare una foto delle due sul podio di Val d’Isère mentre si spruzzano champagne: “Sorelle monelle” ha scritto sul post. Intanto la bergamasca cresce in gigante, ottava ieri a Lienz, e aspetta discese importanti a gennaio per tornare al centro dell’attenzione. Ma intanto, che spasso averle entrambe in pista, a mettere in difficoltà la più grande sciatrice di tutti i tempi.

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