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Sarrazin, come nasce il fenomeno della discesa: umiliazioni, forza fisica, cadute, terapia. Paris: “È matto”

Cyprien Sarrazin festeggia a Kitzbühel

 (fotogramma)
Il francese che ha vinto a Bormio e due volte a Kitzbühel è stato convinto a lungo che nessun campione viene dalla sua montagna. Lo scorso anno il cambio dal gigante alla velocità per un atleta robusto e irrequieto, che solo ora ha trovato la convinzione
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L’uomo più audace e veloce del mondo sugli sci, sbucato dal nulla. “Sarrazin? È matto abbastanza, sta facendo qualcosa che non posso spiegare” è incredulo Dominik Paris, come tanti suoi colleghi quando parlano dell’Alieno dello sci, il francese Cyprien Sarrazin. Ex gigantista, ora re della velocità, due volte primo a Kitzbühel e una a Bormio. Ex comprimario, una sola vittoria in un parallelo del 2016, adesso implacabile come se fosse trasformato da una bacchetta magica. Pronto a giurare “non mi metto limiti”, e a tuffarsi sui gonfiabili all’arrivo di Kitzbühel come una rock star. Ma dove nasce la magia di questo mister X? Quasi dal nulla, se così si può definire la zona da cui proviene, poco conosciuta dagli stessi francesi: Montmaur, paese di 500 abitanti nella regione delle Hautes-Alpes. Stazioni piccole, pendii quasi sconosciuti: La Joue-du-Loup, Dévoluy. Il padre Laurent è maestro di sci, ma il primo club del futuro vincitore sulla Streif non aveva nemmeno il simbolo sulle giacche…

L’uomo più audace e veloce del mondo sugli sci, sbucato dal nulla. “Sarrazin? È matto abbastanza, sta facendo qualcosa che non posso spiegare” è incredulo Dominik Paris, come tanti suoi colleghi quando parlano dell’Alieno dello sci, il francese Cyprien Sarrazin. Ex gigantista, ora re della velocità, due volte primo a Kitzbühel e una a Bormio. Ex comprimario, una sola vittoria in un parallelo del 2016, adesso implacabile come se fosse trasformato da una bacchetta magica. Pronto a giurare “non mi metto limiti”, e a tuffarsi sui gonfiabili all’arrivo di Kitzbühel come una rock star. Ma dove nasce la magia di questo mister X? Quasi dal nulla, se così si può definire la zona da cui proviene, poco conosciuta dagli stessi francesi: Montmaur, paese di 500 abitanti nella regione delle Hautes-Alpes. Stazioni piccole, pendii quasi sconosciuti: La Joue-du-Loup, Dévoluy. Il padre Laurent è maestro di sci, ma il primo club del futuro vincitore sulla Streif non aveva nemmeno il simbolo sulle giacche a vento, non partecipava ai campionati maggiori ma a quelli dei cittadini. Radici poco nobili, che lo accompagneranno a lungo. Non solo nella difficoltà di collocarlo in nazionale, ma anche nei retropensieri di uno sciatore che si sentiva marginale. Sin da piccolo quando gli altri bambini entravano nei club più rinomati, ma anche da grande quando la sua crescita veniva inquinata dalla convinzione che “nessun campione è mai arrivato da Devoluy”.

Cyprien Sarrazin con Marco Odermatt e Dominik Paris alla premiazione di Kitzbühel 

 (afp)

Sarrazin svagato e fortissimo

Un freno a mano innestato fino allo scorso anno. Ma molto prima Cyprien Sarrazin è stato un ragazzo svagato, che spesso dimenticava le lezioni imparate, e allo stesso tempo contava su una forza fisica impressionante e un coraggio senza pari. “Il coraggio che serve adesso per batterlo” sottolinea Dominik Paris. A 5 anni Sarrazin – secondo la ricostruzione dell’Èquipe - metteva gli sci fabbricati dal padre, e si lanciava dai 2700 metri dell’osservatorio di Pic-de-Bure. A undici, in estate si tuffava in mountain bike con tempi promettenti. Quando finalmente è riuscito a entrare nel collegio sportivo di Barcelonnette si è rotto tibia e perone sciando, ma in quel periodo si è dedicato a rafforzare i polpacci che protegge ancora oggi con un guscio in carbonio. Riacquistata la forza fisica, ha stupito i tecnici a cui diceva dopo l’allenamento che sarebbe tornato in bici a casa pedalando per decine di chilometri. Un rapporto con le salite che si svilupperà anche su ascese da Tour de France come il Col de Vars, scalato insieme e qualche volta più veloce dei leggeri sciatori di fondo. La porta d’ingresso in nazionale è stato un gigante in cui ha avvicinato il tempo di Alexis Pinturault, ma le sue caratteristiche sono rimaste a lungo le stesse: poca convinzione in se stesso, doti fisiche impressionati, “un cane pazzo, con un’agilità folle” lo ha descritto un suo ex allenatore. Quando i tecnici lo hanno inserito nel gruppo del gigante hanno segnato a lungo la sua carriera: “Forse gli hanno salvato la vita” dice ora il padre pensando a cosa sarebbe potuto succedere in una specialità pericolosa come la discesa.

Sarrazin sulla Streif

 (fotogramma)

Le cadute e la terapia prima delle vittorie

Lo scorso anno il cambio di rotta, con l’ingresso nella squadra discesisti. Prima esperienza: Beaver Creek, 39°. Più avanti Wengen: caduto. Kitzbühel: caduto. Val Gardena lo scorso dicembre: caduto. Ma nel frattempo Cyprien Sarrazin ha deciso di dedicarsi a un lavoro psicologico profondo, affidandosi anche a un nutrizionista e un fisioterapista con cui sperimenta esercizi per la visione periferica. “Ho capito che potevo autorizzarmi a vincere” ha spiegato. Dal 28 dicembre è un’apoteosi, con la prima vittoria a Bormio seguita dai successi nel superG di Wengen, nelle due discese di Kitzbühel e da due secondi posti. Il fuoriclasse svizzero Marco Odermatt non l’ha presa bene, Dominik Paris ha avvicinato il francese e gli ha detto con un mezzo sorriso: “Diventa un po’ pesante se sei così veloce, non ti stiamo più dietro”. Reazioni normali, quando atterra un Alieno.

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