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Sci, Janutin e il dramma sfiorato a Schladming: “Ho avuto paura”

Il momento in cui Fadri Janutin sfiora il guardaporta (Instagram servustv.sport)
Il momento in cui Fadri Janutin sfiora il guardaporta (Instagram servustv.sport) 

Lo svizzero è passato a pochi centimetri da un guardaporte: “Non potevo più fermarmi”. Dopo l’incidente evitato da Sofia Goggia a Soelden, un’altra leggerezza che poteva costare cara nella Coppa del mondo.

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È successo di nuovo. A ottobre una Sofia Goggia scatenata nel gigante di Soelden si ritrovò vicinissima a un guardaporte, intento a lavorare con la pala accanto a una porta. Per sicurezza lei si fermò, e tornò in partenza dove riuscì comunque a qualificarsi per la seconda manche. “Leggenda vuole che gli abbia impartito una lezione in bergamasco express di quelle che sono le nostre espressioni più colorite” commentò scherzando sui social la campionessa. Nemmeno tre mesi dopo, sempre in Austria, ecco un nuovo pericolosissimo caso. Stavolta durante la prima manche del gigante di Schladming vinto da Marco Odermatt, compagno di squadra di un altro svizzero meno conosciuto e meno fortunato di lui martedì sera sulla Planai. Fadri Janutin, grigionese partito con il pettorale 45, ha affrontato un piccolo dosso a metà percorso, senza immaginare quel che si sarebbe trovato davanti: accanto a un porta rossa su una curva verso destra c’era un guardaporta con lo stesso colore del telo che stava sistemando dopo il passaggio dell’atleta precedente. Janutin è stato costretto a sterzare all’improvviso, compromettendo non solo la sua gara che lo vedeva in ottima posizione. In gigante infatti gli atleti avvicinano gli 80 kmh, anche in punti ripidi come quello che lo svizzero stava affrontando. Una tragedia sfiorata, forse, sicuramente un possibile incidente con gravi conseguenze.

Janutin: “Non potevo più fermarmi”

“Avevo paura. È stato pazzesco. Sono arrivato alla porta e all'improvviso c'era una persona vicino al telo” ha spiegato lo sciatore di Obersaxen. “Mi chiedevo se dovevo fermarmi ma ero già arrivato a quella porta e non ero in grado di arrestarmi". Janutin era tra i primi dodici in quel momento, dopo l’incidente sfiorato è scivolato al 47° posto ed è stato eliminato. “Ci ho pensato” ha commentato, senza rabbia nei confronti del guardaporte. “È umano, può succedere. Ma è un peccato perché ho avuto degli intertempi pazzeschi”.

Ai Mondiali di Sierra Nevada 1996 la russa Tatjana Lebedeva sperimentò l’incubo di tutti gli specialisti della velocità. Durante un salto cieco nelle prove della discesa libera si trovò di fronte a un tecnico americana che stava attraversando la pista. Non poté evitarlo, lo travolse in pieno, stramazzando a terra e scivolando a valle mentre gli sci spaccati volavano via. Per fortuna non ci furono conseguenze gravi come le immagini potevano lasciare immaginare. Ventotto anni dopo lo sci resta uno sport pericoloso, e condizionato da troppe leggerezze che possono essere fatali.

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