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Guglielmo Bosca, sorpresa a Garmisch: secondo in superG l’azzurro che rischiò l’amputazione di una gamba

Guglielmo Bosca al traguardo del superG di Garmisch (afp)
Vince il francese Allegre, primo podio per il milanese trapiantato in Val d’Aosta. Nel 2017 la frattura esposta di tibia e perone della gamba sinistra lo costrinse a sette operazioni
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Il superG delle sorprese. A Garmisch-Partenkirchen c’è un azzurro sul podio, ma non è Dominik Paris: secondo finisce il trentenne Guglielmo Bosca, 67 gare in Coppa del mondo e nessun podio fino a oggi. A vincere non è il dominatore Marco Odermatt, quarto, ma un francese: anche in questo caso una sorpresa, non è il fenomeno Cyprien Sarrazin, ma per 18 centesimi il compagno Nils Allegre, anche lui trentenne e mai vittorioso in Coppa. Nella nebbia della località tedesca Bosca e Allegre si sono lanciati uno dietro l’altro col numero 17 e 18, quando al comando c’era lo svizzero Loic Meillard (terzo alla fine): l’azzurro è stato brevemente al comando, prima della discesa perfetta del francese di Briancon.

Sette operazioni alla gamba sinistra

Per il milanese trapiantato in Val d’Aosta resta l’apice della carriera finora. Dopo anni terribili in cui ha dovuto pensare a cose ancora più importanti dello sci: nel 2017, dopo una caduta in Coppa Europa a Reiteralm, si procurò la frattura esposta di tibia e perone della gamba sinistra per la quale dovette affrontare sette operazioni, perdendo due stagioni di Coppa del mondo e rischiando l’amputazione della gamba. La terza stagione la perse a causa della rottura di un crociato a Bormio nel 2020.


Il secondo degli azzurri è Dominik Paris, ottavo a 54 centesimi dal leader, 16° Mattia Casse a 1 secondo. Per l’Italia della velocità sono tre gli uomini sul podio in questa stagione, dopo la vittoria in Gardena e i podi di Wengen e Kitzbuehel di Paris, e il secondo posto di Schieder sempre a Kitz.

Bosca: “Ho messo da parte la paura”

“Non è un risultato completamente campato per aria – ha raccontato Bosca – e questo rende tutto ancora più bello. Sapevo che potevo fare una grande gara oggi, ma tagliare il traguardo per primo è davvero un’emozione pazzesca. Sono contentissimo, al settimo cielo. Ho sciato bene da cima in fondo, su una neve difficile. Dopo gli infortuni, il percorso che ho intrapreso è stato frutto di una determinazione che non so in quanti sarebbero riusciti a mettere in campo. Tutto quel percorso ha avuto un senso grazie alla giornata di oggi. Se non avessi fatto un podio sarebbe stata una roba da matti. La storia di uno che si diverte sciando. Oggi, invece, tutto ha un significato ben chiaro. Io ho sempre saputo che sarei potuto salire su un podio e ce l’ho fatta”.

“Da gennaio è come se ci fosse stato un click nella mia testa, ho acquisito maggiore consapevolezza, è come se tutto fosse stato messo da parte finalmente. Mentre prima capivo di avere la velocità ma avevo molte paure. Il nostro è uno sport rischioso e io vedevo rischi e pericoli ovunque. Se vuoi arrivare, però, devi riuscire a metterli da parte e dopo Bormio penso di essere riuscito a farlo. Qualche retaggio degli infortuni in me rimarrà sempre. Non sono uno che pensa che si debba scendere sempre senza rispetto, però ho acquisito una maggiore capacità di affrontare la gara e ho una migliore percezione delle mie capacità. Ora vorrei agguantare una vittoria”.

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