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Sofia Goggia, i dolori, la fisioterapia, l’abbraccio col padre: così prepara il suo ritorno sugli sci dopo l’operazione

La story postata da Sofia Goggia col padre Ezio (Instagram iamsofiagoggia) 
L’azzurra dopo l’infortunio a Ponte di Legno ha trascorso una notte tranquilla in clinica, ma è sofferente dopo l’intervento. La prima traccia social è una foto col padre Ezio
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Riabilitazione, giorno 1. Dopo lo shock dell’infortunio, le lacrime, il trasporto in elicottero da Ponte di Legno a Milano, i controlli e l’intervento chirurgico alla clinica La Madonnina, Sofia Goggia sta vivendo la prima giornata della vita che la aspetta nei prossimi quaranta giorni. Quando non potrà appoggiare il piede operato, ma tenersi “calda” come atleta in attesa di rimettere gli sci. Una routine già vissuta, anche se abituarsi è impossibile alle ferite che continuano a inseguirla sin da bambina. Com’è andata? Male, com’è normale che sia. La notte è stata tranquilla, ma Sofia è dolorante, dopo un’operazione “tra le peggiori che abbia mai fatto” come ha confidato ad amici. Sofferente, ma subito pronta a ripartire come può fare in questo momento: rispettando il protocollo di riattivazione che le hanno preparato, l’azzurra si è già sottoposta a fisioterapia passiva. Una routine compatibile con chi è stata appena operata per riduzione della frattura articolare scomposta plurifram…

Riabilitazione, giorno 1. Dopo lo shock dell’infortunio, le lacrime, il trasporto in elicottero da Ponte di Legno a Milano, i controlli e l’intervento chirurgico alla clinica La Madonnina, Sofia Goggia sta vivendo la prima giornata della vita che la aspetta nei prossimi quaranta giorni. Quando non potrà appoggiare il piede operato, ma tenersi “calda” come atleta in attesa di rimettere gli sci. Una routine già vissuta, anche se abituarsi è impossibile alle ferite che continuano a inseguirla sin da bambina. Com’è andata? Male, com’è normale che sia. La notte è stata tranquilla, ma Sofia è dolorante, dopo un’operazione “tra le peggiori che abbia mai fatto” come ha confidato ad amici. Sofferente, ma subito pronta a ripartire come può fare in questo momento: rispettando il protocollo di riattivazione che le hanno preparato, l’azzurra si è già sottoposta a fisioterapia passiva. Una routine compatibile con chi è stata appena operata per riduzione della frattura articolare scomposta pluriframmentaria del pilone tibiale destro. Un intervento che ha richiesto l’inserimento di una placca con sette viti nella gamba.

La famiglia per ripartire

Il morale è giù, ma non come il giorno prima quando le è caduto il mondo addosso: e non era solo una questione di perdere la quinta coppa del mondo di discesa, un traguardo ampiamente alla portata fino a lunedì mattina. È stato difficile anche accettare che il destino le ha riservato un altro colpo basso, ma come sono convinti tutti, dal suo allenatore Luca Agazzi alla compagna rivale, Federica Brignone, lei ha già attraversato di peggio ed è sempre tornata. Sa come farlo, ha il “carburante” per correre di nuovo nella vita e sugli sci. Basta sapersi trattare bene e non bruciare le tappe, e in certi casi ripartire dalle basi. Dalla famiglia, che è stata la sua prima traccia social dopo l’incidente di Ponte di Legno. Su Instagram la campionessa olimpica ha postato una story con la foto di un abbraccio col papà Ezio. Un’immagine molto affettuosa e intima. Poi ha ripostato un’altra story di Eurosport intitolata “Sofi sei capace di tutto”, in cui scorrevano immagini delle sue resurrezioni, da Pechino a St. Moritz. Più o meno l’ordine delle priorità è questo: ripartire da chi le vuole bene, poi tornare alla narrazione dei suoi miracoli. Passati ma anche futuri, a cominciare dalla clinica di Milano in cui Sofia trascorrerà le prime notti della sua nuova incerottata vita.

(afp)

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