Goggia, quanta paura a 120 all’ora. Con Brignone cerca l’oro in discesa ai Mondiali di sci
dal nostro inviato Mattia ChiusanoSAALBACH - È il giorno di Sofia Goggia, ma con quanta serenità scierà “Sofi” dopo la caduta? Non può essere il giorno di Federica Brignone, come ha insistito lei togliendosi dal gruppo delle favorite, ma siamo sicuri che “Fede” non stia preparando una bella sorpresa? Dopo una notte piena di pensieri le due azzurre tornano in pista in una giornata chiave di questa stagione: è la discesa del Mondiale di Saalbach, sullo sfondo si intravede l’Olimpiade di Milano-Cortina, ma anche tanto passato delle due. Le cadute che inseguono Sofia da sempre e l’hanno raggiunta anche nelle ultime prove cronometrate sulla pista “Ulli Maier”, l’ostacolo della libera che Federica non ha mai vinto fino a quando è arrivata ai trentaquattro anni, e quest’anno sono già due i successi a St.Anton e Garmisch.
Una giornata di incertezze, ma anche di opportunità. Preceduta dalle prove nell’atmosfera ovattata dello Skicircus di Saalbach Hinterglemm, dove i turisti sciano tranquilli, non ci sono gare alle 9.30 del ma…
SAALBACH - È il giorno di Sofia Goggia, ma con quanta serenità scierà “Sofi” dopo la caduta? Non può essere il giorno di Federica Brignone, come ha insistito lei togliendosi dal gruppo delle favorite, ma siamo sicuri che “Fede” non stia preparando una bella sorpresa? Dopo una notte piena di pensieri le due azzurre tornano in pista in una giornata chiave di questa stagione: è la discesa del Mondiale di Saalbach, sullo sfondo si intravede l’Olimpiade di Milano-Cortina, ma anche tanto passato delle due. Le cadute che inseguono Sofia da sempre e l’hanno raggiunta anche nelle ultime prove cronometrate sulla pista “Ulli Maier”, l’ostacolo della libera che Federica non ha mai vinto fino a quando è arrivata ai trentaquattro anni, e quest’anno sono già due i successi a St.Anton e Garmisch.
Una giornata di incertezze, ma anche di opportunità. Preceduta dalle prove nell’atmosfera ovattata dello Skicircus di Saalbach Hinterglemm, dove i turisti sciano tranquilli, non ci sono gare alle 9.30 del mattino ma solo test sulla pista che assegnerà l’oro della discesa femminile. C’è chi spinge, chi molla, chi non rischia, poi a un certo punto, sull’ultimo salto, si vede Sofia Goggia aprirsi in volo e deviare la traiettoria del suo corpo ormai destinato alla caduta ad alta velocità. Atterra sugli spigoli, colpisce il terreno con un fianco, per un attimo la visuale è coperta completamente da una nuvola di neve polverizzata che fa temere il peggio.
Sofia si rialza subito, ma è chiaro che la botta colpisce duro, più sull’anima che sul fisico. Infatti lei è furibonda, al traguardo vuole dileguarsi poi si ferma un istante: “Mi dispiace, ho rischiato su quel salto, l’ho fatto male, ero storta, probabilmente l’ho affrontato con gli sci che non erano piatti. È andata bene che non sia successo qualcosa di grave: non è bello cadere a 120 all’ora”. È chiaro che questa pista non la ama, quando era serena la definiva da “slittone”, quelle atlete brave soprattutto a far scivolare gli sci ma senza doti tecniche superlative. Ora comincia a temere che su questo pendio continui la maledizione che vede lei, campionessa olimpica a PyeongChang 2018 e argento a Pechino 2022, senza una medaglia mondiale in discesa: “Qui non sono mai riuscita a eccellere, farò un’ulteriore analisi poi metterò in pista tutto quel che ho”.
Intanto Brignone continua a studiare, col passo felpato e il volto concentrato di quella tigre che porta sul casco, sui guanti e la definisce benissimo. Ha lasciato l’argento del superG sul tavolo dell’hotel, ha lottato con l’adrenalina del dopo gara, è andata alla tv austriaca Orf parlando in tedesco: buttandosi e rischiando anche lì, come in pista. Ha dormito poco, ma rispetto al giorno prima ha cambiato versione: “Non sono favorita, non ho un punto in cui posso fare la differenza, però se mi difendo nelle parti più facili potrei anche combinare qualcosa di decente. Le altre avranno più pressioni di me”. Uno spiraglio, alla vigilia del giorno delle due regine.