"L’età è solo un numero. A tutti quelli che vogliono provarci dico: “Fatelo!”. Se continuate a lavorare non è mai tardi per nessuno". La tournée scandinava di Federica Brignone si infiamma con una vittoria e uno slogan, che le esce naturale, quasi delicato, ma risulta fortissimo nel momento in cui un’atleta di 34 anni vince la nona gara stagionale e mette i guantoni tigrati sulla Coppa del mondo generale. Prima di intraprendere il viaggio tra la Norvegia e la Svezia, tra Kvitfjell e Are dove arriverà martedì e sabato correrà un gigante, Brignone mette in ghiaccio per un attimo le emozioni del pazzo superG vinto sulla OlympiaBakken, e riflette sul messaggio che sta inviando a tanti campioni over 30. Come Marcell Jacobs, che pensando alla sua Olimpiade nel 2028 ha detto: "Mi ispira Federica Brignone, che a quell’età sta dando il meglio. Ha avuto anche lei anni difficili, che però non significano che la carriera è finita: oggi dopo i trent’anni è come se si facesse uno switch nella carri…
"L’età è solo un numero. A tutti quelli che vogliono provarci dico: “Fatelo!”. Se continuate a lavorare non è mai tardi per nessuno". La tournée scandinava di Federica Brignone si infiamma con una vittoria e uno slogan, che le esce naturale, quasi delicato, ma risulta fortissimo nel momento in cui un’atleta di 34 anni vince la nona gara stagionale e mette i guantoni tigrati sulla Coppa del mondo generale. Prima di intraprendere il viaggio tra la Norvegia e la Svezia, tra Kvitfjell e Are dove arriverà martedì e sabato correrà un gigante, Brignone mette in ghiaccio per un attimo le emozioni del pazzo superG vinto sulla OlympiaBakken, e riflette sul messaggio che sta inviando a tanti campioni over 30. Come Marcell Jacobs, che pensando alla sua Olimpiade nel 2028 ha detto: "Mi ispira Federica Brignone, che a quell’età sta dando il meglio. Ha avuto anche lei anni difficili, che però non significano che la carriera è finita: oggi dopo i trent’anni è come se si facesse uno switch nella carriera".
Brignone: “Grazie Jacobs, l’età è un numero in fondo”
Non è più questione di vincere o non vincere una coppa di sci, dopo aver conquistato un oro e un argento mondiale a 34 anni. Non è solo una dimostrazione di eccellenza mai raggiunta in uno sport che tra poche settimane svanirà col cambio di stagione. Qui si tratta di barriere mentali e fisiche abbattute, di protocolli di preparazione riscritti, di mentalità nuove. "Ringrazio Marcell, i suoi complimenti sono graditi" riflette Federica. "Tutti siamo diversi, ognuno ha la sua vita, c’è chi trova subito il suo percorso, ma se parlo della mia esperienza, sono arrivata a questo punto grazie al lavoro fatto in questi anni. L’età è un numero in fondo, quel che è successo a me dopo i 30 anni poteva avvenire dopo i 28: la verità è che nelle ultime stagioni riesco a far funzionare la testa, a usare l’esperienza per arrivare a esprimermi al 100%. Riesco a sfruttare tutto nella maniera giusta. È fondamentale il lavoro mentale, magari non si riesce subito, ma quando trovi la chiave… È bellissimo, ed è una delle cose che dà più soddisfazione".
I 251 punti di vantaggio su Gut-Behrami
È stato un successo, il weekend lungo in cui Federica Brignone non è salita sul podio due volte e dalla terza gara è uscita dicendo "ho combinato tanti errori" nonostante la 35ª vittoria in Coppa del mondo (e 80° podio). Cominciata con 190 punti di vantaggio su Lara Gut-Behrami nella Coppa generale, la tre giorni norvegese si conclude con un +251 in classifica che assomiglia a uno scacco matto. O almeno così lo vive la ticinese: "Se mi chiedete della coppa posso dire che non penso ci sia lotta. Federica sta facendo una stagione incredibile, è a un piano superiore per come sta sciando in tutte le discipline".
Brignone: “Sono stata fortunata”
Certo non aiuta le avversarie vedere Federica sbagliare ma trovare una formula per rimediare: dopo un dosso è atterrata sugli spigoli, poi si è seduta sulle code, ha perso la linea rientrando con una pericolosa serpentina su una porta che stava “bucando” in pieno. Al traguardo ha cacciato "un urlo di frustrazione", non di gioia. Anche Lara ha sbagliato e quella che poteva essere una vittoria agile si è trasformata in una sconfitta per 6 centesimi, la terza in tre giorni nel confronto diretto con Brignone. Con una faccia incredula si è piazzata terza a 9 centesimi Sofia Goggia, anche lei ne ha combinate di belle. Il superG più avventuroso e divertente ha espresso il verdetto più frequente della stagione, soprattutto in quest’ultima parte. Una vittoria di Federica Brignone, che riconosce di essere stata "fortunata con i centesimi". Ma la fortuna fa parte del gioco, e sorride a chi vuole vincere le coppe dopo le medaglie.