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Sci, Dominik Paris nella leggenda: “So ancora vincere”

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L’azzurro primo in discesa a Kvitfjell dopo un anno e tre mesi: solo Klammer conta più successi nella storia di questa specialità
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"Adesso gli altri lo sanno: Dominik Paris può ancora vincere". Dalla pista olimpica di Kvitfjell in Norvegia arriva un urlo liberatorio. Il 35enne della Val d’Ultimo ha fatto capire perché ha continuato. Il motivo è semplice: è ancora uno dei migliori, a un anno dalle prossime Olimpiadi in Italia e 15 mesi dopo l’ultima affermazione, in Val Gardena. Si è lasciato alle spalle quattro svizzeri, Odermatt-Rogentin-Von Allmen-Monney. Ma non ci sono espressioni livide nel team elvetico, anzi, Paris è uno che sta simpatico e in tanti, a partire da Odermatt che sta per vincere la Coppa generale, gli riservano generose pacche sulle spalle. E seguendo il suo cammino in Coppa dal debutto nel 2009 si scopre che uno solo ha vinto più discese di lui. Non un uomo, ma un Dio degli anni Settanta: Franz Klammer, 25 vittorie, contro le 19 di “Domme” e dello svizzero Peter Müller. In questi decenni sono transitati discesisti favolosi, Maier, Zurbriggen, Ghedina, ma nessuno ha vinto quanto l’azzurro. E se…

"Adesso gli altri lo sanno: Dominik Paris può ancora vincere". Dalla pista olimpica di Kvitfjell in Norvegia arriva un urlo liberatorio. Il 35enne della Val d’Ultimo ha fatto capire perché ha continuato. Il motivo è semplice: è ancora uno dei migliori, a un anno dalle prossime Olimpiadi in Italia e 15 mesi dopo l’ultima affermazione, in Val Gardena. Si è lasciato alle spalle quattro svizzeri, Odermatt-Rogentin-Von Allmen-Monney. Ma non ci sono espressioni livide nel team elvetico, anzi, Paris è uno che sta simpatico e in tanti, a partire da Odermatt che sta per vincere la Coppa generale, gli riservano generose pacche sulle spalle. E seguendo il suo cammino in Coppa dal debutto nel 2009 si scopre che uno solo ha vinto più discese di lui. Non un uomo, ma un Dio degli anni Settanta: Franz Klammer, 25 vittorie, contro le 19 di “Domme” e dello svizzero Peter Müller. In questi decenni sono transitati discesisti favolosi, Maier, Zurbriggen, Ghedina, ma nessuno ha vinto quanto l’azzurro. E se si resta in campo italiano, tolto Alberto Tomba, Gustavo Thoeni ha appena una vittoria totale in più: 24 contro le 23 di Paris considerando anche le 4 in superG.

Le due medaglie perse per pochi centesimi

È stata una stagione difficile, per Dominik, che a fine dicembre ha fatto intravedere un possibile tramonto. "Dopo Bormio abbiamo capito che la strada andava corretta" spiega da Kvitfjell. "Con Sepp Zanon, il mio skiman, proviamo sempre molto e alla fine abbiamo trovato le soluzioni giuste". Il setup, il bilanciamento delle componenti sci-attacchi-scarponi che ha permesso il ritorno nell’élite già a gennaio a Wengen. Accumulato un po’ di disagio per la caduta a Kitzbühel, Paris si è presentato in forma ai Mondiali di Saalbach, ma ha fatto i conti con due componenti: la Svizzera e la malasorte. La prima sotto forma di uno squadrone pigliatutto. La seconda quantificata in 30 centesimi complessivi di ritardo da due medaglie in discesa (14) e superG (16). "Quello che si lascia in pista non si recupera" non nasconde l’amarezza Paris, "ma è bellissimo essere tornato a vincere. È importante per me e la squadra". E quando si parla di squadra, il riferimento è sopratutto a un compagno, Mattia Casse, che Dominik ha visto cadere spaccandosi il gomito destro in prova: "Purtroppo succede nel nostro lavoro, ma sono sicuro che lui tornerà più forte".

Paris: “La Stelvio olimpica mi piace”

Paris ha due figli, Niko e Lio, una band di heavy metal, ma al momento non sa cosa farà “dopo”. Non guarda lontano, ma sa che Milano Cortina sarà un’opportunità: "La Stelvio è una pista che mi piace anche se l’Olimpiade è ancora lontana. Ora è importante chiudere in bellezza e portare tanta fiducia nella prossima stagione. Per arrivare bene alle Olimpiadi, e lì giocarsi carte importanti".

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