Federica Brignone conquista la coppa del mondo di sci: “Questa la sento veramente mia”
di Mattia ChiusanoLa vera coppa, quella che Federica Brignone desiderava da cinque anni. La seconda Coppa del mondo generale, che le sarà consegnata sulla neve, non nella casa di La Salle da un corriere arrivato con la mascherina all’epoca del Covid. “No, quelle coppe del 2020 non mi erano piaciute. Quest’anno penso che sarà qualcosa di veramente speciale”. Speciale come il secondo trofeo che le arriva senza scendere in pista, la coppa della miglior discesista dell’anno, più di un sogno, anzi “una cosa folle e pazza, perché se me l’avessero detto a inizio stagione mai avrei creduto che sarei arrivata all’ultima gara di stagione in corsa per quel titolo”.
Troppo vento a Sun Valley per gareggiare
A Sun Valley splende il sole, ma tira anche tanto vento, quello che mette…
La vera coppa, quella che Federica Brignone desiderava da cinque anni. La seconda Coppa del mondo generale, che le sarà consegnata sulla neve, non nella casa di La Salle da un corriere arrivato con la mascherina all’epoca del Covid. “No, quelle coppe del 2020 non mi erano piaciute. Quest’anno penso che sarà qualcosa di veramente speciale”. Speciale come il secondo trofeo che le arriva senza scendere in pista, la coppa della miglior discesista dell’anno, più di un sogno, anzi “una cosa folle e pazza, perché se me l’avessero detto a inizio stagione mai avrei creduto che sarei arrivata all’ultima gara di stagione in corsa per quel titolo”.
Troppo vento a Sun Valley per gareggiare
A Sun Valley splende il sole, ma tira anche tanto vento, quello che mette in pericolo le discesiste. La notte prima era scesa una nevicata fitta, avevano fatto di tutto per ripulire la pista anche nelle vie di fuga, ma quando sembrava tutto pronto, ecco alzarsi il vento: era proprio destino. Il destino che queste discese delle finali nell’Idaho non si facessero, e che Federica vincesse due coppe senza indossare il casco da tigre e scendere su una discesa ormai ridotta a un’autostrada priva dei punti più tecnici, dopo l’abbassamento della partenza al via del superG in seguito alle abbondanti nevicate. Meglio così, chissà cosa sarebbe successo, la coppa di discesa sfilata via all’ultimo sarebbe stata una beffa per l’unica italiana capace di vincere la Coppa generale in 58 anni di storia. Con buone prospettive di allargare la collezione di globi a Sun Valley: Federica ci riprova domenica in superG dove è in testa con 5 punti sulla svizzera Lara Gut-Behrami (“Ma dopo la gara non potrò mancare la festa country della sera!”), e martedì ci riproverà in gigante cercando di recuperare 20 punti alla neozelandese Alice Robinson sempre battuta nelle ultime gare, compreso il mondiale di Saalbach che aggiunge un oro e un argento in superG a una stagione magnifica di dieci vittorie in Coppa del mondo.
Il modello Brignone: al top a 34 anni
Federica Brignone è più di una campionessa, ormai è un modello, un format a cui ispirarsi nel futuro dello sport. Non ha mantenuto la forma fino a quasi 35 anni: a quell’età ha raggiunto il top che è ben diverso. Lavorandoci incessantemente, da quando si sono uniti tutti i punti della sua costellazione: il fratello Davide accanto, come allenatore e sostegno psicologico, la madre Ninna Quario come affettuosa tifosa piuttosto che inviata sui grandi eventi dello sci, lo skiman Mauro Sbardellotto, che preparava gli sci a Deborah Compagnoni, è un omone grande così ma per Federica si commuove alle lacrime: “È uno dei primi che ha creduto in me” dice lei, “soprattutto in discesa. Quando arrivo al cancelletto non mi chiedo nemmeno se il mio materiale sarà buono, so già che lo sarà, e quella è una sicurezza incredibile. Il mio sci attuale non è venuto così facilmente, ci ho lavorato anni per migliorare i miei punti deboli”. Federica Brignone non aveva mai vinto una discesa, poi all’improvviso ci è riuscita a St.Anton e Garmisch, con un centesimo su Sofia Goggia, che di coppe di libera ne ha vinte quattro ma stavolta cede il passo e fa i complimenti: “Con il lavoro Federica è riuscita a migliorare tantissimo in discesa”.
Il ruolo della famiglia nei trionfi di Brignone
Nella formula magica della migliore sciatrice del mondo c’è, ovviamente, la famiglia Brignone-Quario, il padre Daniele maestro di sci ed esperto sub, la madre campionessa Ninna, entrambi talmente coinvolti nello sport da lasciare liberi i figli di crescere e divertirsi senza pressioni. “Ringrazio i miei genitori che non hanno mai messo becco in quel che facevo” dice Federica a Sun Valley, ma l’empatia appare evidente quando la madre, arrivata negli Usa per tifare, dice quasi con disagio: “È come se mia figlia avesse rifiutato quella vittoria di cinque anni fa, ai tempi del Covid: lei voleva dimostrare di saper vincere un’altra coppa”. Dal mondo dello sci arriva anche il fidanzato skiman e allenatore Davide, come il fratello di cui è amico.
L’idea del ritiro accarezzata nel 2021
Per arrivare a questa giornata Federica ha sfiorato l’idea del ritiro, non solo per i Mondiali andati malissimo nel 2021, ma anche per la pandemia che la faceva sentire isolata. Ha gestito la rivalità con una star come Sofia Goggia, ha sconfitto il tabù di Cortina dove si sentiva assediata, non andava mai sul podio ma quest’anno ha addirittura vinto il superG. Anche la giornata della consacrazione è stata folle, con la lunga attesa (“Ti mette a dura prova i nervi”), la palestra la mattina e la gara al pomeriggio, ma Federica ne è uscita benone, “è un momento fantastico, ma devo conservare le energie, perché mi giocherò subito un’altra Coppa”. Un appetito da tigre.