ROMA - I dolori del non più giovane Nadal sono arrivati al Foro Italico. Domani, mercoledi, lo spagnolo entra in scena sul Centrale, preceduto da una brutta scivolata in classifica, dal numero quattro al numero sette. Questo può creargli qualche problema al Roland Garros, relativamente al sorteggio. Ma, in generale, lo ha costretto in difesa ala conferenza stampa della vigilia: imbattibile per anni, lo spagnolo ora è alle prese con i primi seri dubbi esistenziali, o almeno è costretto a rispondere a domande che nessuno avrebbe creduto di pronunciare, tipo "pensi di cambiare coach?".
Non s'infuria solo perché è un ragazzo educato, sebbene abbia ammonito il buon Del Piero, andato a salutarlo a fine allenamento. "Non pensate di fare scherzi, voi della Juventus, a noi del Real Madrid..." con il Pinturicchio ad abbozzare. "Io non penso di cambiare coach, perché le responsabilitá delle mie sconfitte sono mie. Non siamo mica nel calcio". Rafa che divorzia da zio Toni, lo credereste mai? Eppure le domande s'intensificano, e il maiorchino deve chiudersi in difesa: a catenaccio. "Ho vinto tutto con lui, dovessi cambiare non sarebbe mai per i risultati ma per un ragionamento generale".
Il solo, ipotetico se, lascia onestamente sorpresi. Effettivamente, negli ultimi tempi, qualche discordia c'era stata, dalle racchette a forse la programmazione. Ma nulla di così grave, almeno pubblicamente. "Essere indietro in classifica non mi cambia nulla. Mi allenavo ieri, così oggi". Ma zio Toni è sempre al centro dei quesiti. "Vincere, perdere... si vive e si va avanti lo stesso, non cambia nulla" ripete Nadal, eppure gli astanti non si convincono: questa sul rosso è la tua stagione migliore, cosa succederá? "Ma non è vero, chi l'ha detto? Vado bene anche sul cemento, sull'erba...", e qui si chiudoni i microfoni. La palla passa al campo, dove Nadal non dovrá rispondere a domande, ma semplicemente a dei servizi.
Non s'infuria solo perché è un ragazzo educato, sebbene abbia ammonito il buon Del Piero, andato a salutarlo a fine allenamento. "Non pensate di fare scherzi, voi della Juventus, a noi del Real Madrid..." con il Pinturicchio ad abbozzare. "Io non penso di cambiare coach, perché le responsabilitá delle mie sconfitte sono mie. Non siamo mica nel calcio". Rafa che divorzia da zio Toni, lo credereste mai? Eppure le domande s'intensificano, e il maiorchino deve chiudersi in difesa: a catenaccio. "Ho vinto tutto con lui, dovessi cambiare non sarebbe mai per i risultati ma per un ragionamento generale".
Il solo, ipotetico se, lascia onestamente sorpresi. Effettivamente, negli ultimi tempi, qualche discordia c'era stata, dalle racchette a forse la programmazione. Ma nulla di così grave, almeno pubblicamente. "Essere indietro in classifica non mi cambia nulla. Mi allenavo ieri, così oggi". Ma zio Toni è sempre al centro dei quesiti. "Vincere, perdere... si vive e si va avanti lo stesso, non cambia nulla" ripete Nadal, eppure gli astanti non si convincono: questa sul rosso è la tua stagione migliore, cosa succederá? "Ma non è vero, chi l'ha detto? Vado bene anche sul cemento, sull'erba...", e qui si chiudoni i microfoni. La palla passa al campo, dove Nadal non dovrá rispondere a domande, ma semplicemente a dei servizi.