ROMA - Puoi essere il presidente di una federazione sportiva, organizzare l'evento internazionale (annuale) italiano probabilmente più importante di tutti, ed essere un uomo solo, magari anche odiato.
Questa persona è Angelo Binaghi, ingegnere, di Cagliari. È l'uomo che da qualche anno ha iniziato la guerra al 'generone' romano, la battaglia contro i biglietti omaggio. E, quest'anno, ha rilanciato con un j'accuse al Comune di Roma.
Presidente, come ci si sente da odiati?
"Odiato? Di sicuro mi odiano tutte le decine di migliaia di persone che una volta entravano al Foro Italico gratis".
Dicono che abbia ridotto del 90% i portoghesi...
"Pensi che una volta, mi raccontava Pietrangeli, la gente i biglietti nemmeno li voleva".
Altri tempi...
"Come quelli in cui ogni consigliere federale riceveva quindici biglietti al giorno".
Ah però...
"Poi ci sono stati tempi in cui abbiamo anche pensato che qualcuno vendesse ai bagarini. Più di una volta abbiamo dovuto chiamare le forze dell'ordine perché certi bagari i era o all'interno del Foro Italico".
Ora l'aria è cambiata, ma le richieste restano...
"Abbiamo avuto una sola debolezza: se accontentare il capo dello stato romeno e sua moglie. Ma essendo in visita ufficiale e con la Halep in gara...".
In fondo lei si diverte...
"Da morire. Una grande stanchezza, ma la risposta è affermativa".
La novitá 2015 è il suo j'accuse al Comune di Roma.
"Intanto la rivoluzione biglietti - che è condivisa dal consiglio federale - non è finita. Il sogno è che anche la tribuna autoritá sia destinata a coloro che, con biglietto, abbiano ragioni di sicurezza. Ma con biglietto".
Come con biglietto?
"Chiederò al presidente Malagò di scrivere che siamo onorati di invitarli alla manifestazione sportiva più importante d'Italia, che però si devono pagare il biglietto entrando nel settore più riservato".
Non oso immaginare le reazioni. E il Comune?
"Qua è tutto sbagliato. Questo Centrale, e l'ho detto giá sei anni fa, è nato piccolo. All'epoca c'era una giunta di centro-destra che per ragioni ideologiche bocciò il progetto della giunta precedente. Abbiamo perso cinquemila posti e ci hanno costretti a spendere più soldi".
La politica...
"Il problema non è la destra o la sinistra. Qui il personale politico è inadeguato e squalificato. Se il ministro dei Beni culturali non capisce l'importanza e la valenza, anche educativa e formativa, di un evento come gli Internazionali di tennis e impedisce l'ingresso al Colosseo per un sorteggio di venti minuti, non ha capito un emerito e, in un paese normale, si dovrebbe dimettere".
Meno male che Roma è anche candidata olimpica. Se non si sfruttano come spot queste occasioni internazionali quando lo si fa?
"Fortunatamente ogni tanto si trovano delle persone intelligenti. Come l'assessore Masini. Ma è una battaglia contro i mulini a vento".
Certo, se le istituzioni non aiutano...
"Voglio sperare che quello che mi hanno riferito i miei collaboratori, su presunte minacce e ritorsioni da personaggi di basso livello dell'amministrazione comunale di Roma, siano delle bufale".
Minacce?
"Giá. Ma se qualcuno vuol portare il contenzioso in altre sedi noi siamo pronti. Anzi, prontissimi. Abbiamo tutto".
È un peccato, però...
"Qui si danno per scontate molte cose. Si dimentica quale sia il guadagno di Roma grazie a questo evento, con l'indotto che crea. Non è questo l'interesse della cittá?".
Così dovrebbe essere.
"La veritá è che le ultime giunte, qualunque fosse il colore politico, hanno sottovalutato l'importanza di questa manifestazione a livello di un paese incivile".
Cosa non hanno compreso?
"Questi eventi educano. Abbiamo ospitato solo nel 2015 ventimila bambini, con rispetto dei valori e dello sport. Un amministratore dovrebbe avere a cuore tutto questo".
E oggi, venerdì, c'era uno sciopero dei trasporti pubblici.
"È possibile che non vi sia una linea diretta di bus verso il Foro Italico? È possibile che questo sia un posto irraggiungibile, come ci scrivono gli appassionati che vengono da fuori? Io combatto per questo".
Un messaggio perfino ovvio.
"Parliamo di crisi, di tempi tristi. Perché non dobbiamo valorizzare la bellezza? Quello che abbiamo di buono?".
E meno male che gli Internazionali Bnl vanno a gonfie vele.
"Abbiamo superato i duecentomila paganti. Sfioreremo i dieci milioni d'incasso al botteghino. Mi ricordo di un ex direttore del torneo che mi disse che questo torneo non avrebbe mai potuto superare i tre miliardi di lire. Oggi sarebbero venti, i miliardi. Il presidente dell'Atp ci ha scritto 'Fantastic!'". Certo è che stiamo scoppiando".
Le ragioni di questo successo?
"Varie, ma per importanza ci metto Supertennis. La nostra tv ha sbloccato tutto, ha richiamato le altre tv. Senza Supertennis sei anni fa le tv se n'erano andate da Roma".
Capito. Senta, ma quante telefonate riceve?
"Prego?"
Le cosiddette rogne...
"Ahh, sono costretto a spiegare che i tempi sono cambiati. Alcuni comprendono con signorilitá, altri meno".
Eccezioni?
"Beh, quest'anno, per la prima volta in quindici anni, è accaduto che sia stato convocato dal Comune di Roma per parlare di problematiche del torneo e non per chiedermi i biglietti omaggio. Pensavo che Masini stesse scherzando...".
Il generone romano punta tutto su questa presunta futura legge che vieta le rielezioni dei presidenti sportivi dopo due mandati, visto che lei rientra...
"Non hanno capito che chi verrá dopo di me continuerá la stessa politica. Però vorrei dire: ma perché questi bravi parlamentari non danno l'esempio creando questa norma per loro stessi e per tutte le cariche degli enti di natura pubblica? È una domanda lecita la mia, o no?"
Questa persona è Angelo Binaghi, ingegnere, di Cagliari. È l'uomo che da qualche anno ha iniziato la guerra al 'generone' romano, la battaglia contro i biglietti omaggio. E, quest'anno, ha rilanciato con un j'accuse al Comune di Roma.
Presidente, come ci si sente da odiati?
"Odiato? Di sicuro mi odiano tutte le decine di migliaia di persone che una volta entravano al Foro Italico gratis".
Dicono che abbia ridotto del 90% i portoghesi...
"Pensi che una volta, mi raccontava Pietrangeli, la gente i biglietti nemmeno li voleva".
Altri tempi...
"Come quelli in cui ogni consigliere federale riceveva quindici biglietti al giorno".
Ah però...
"Poi ci sono stati tempi in cui abbiamo anche pensato che qualcuno vendesse ai bagarini. Più di una volta abbiamo dovuto chiamare le forze dell'ordine perché certi bagari i era o all'interno del Foro Italico".
Ora l'aria è cambiata, ma le richieste restano...
"Abbiamo avuto una sola debolezza: se accontentare il capo dello stato romeno e sua moglie. Ma essendo in visita ufficiale e con la Halep in gara...".
In fondo lei si diverte...
"Da morire. Una grande stanchezza, ma la risposta è affermativa".
La novitá 2015 è il suo j'accuse al Comune di Roma.
"Intanto la rivoluzione biglietti - che è condivisa dal consiglio federale - non è finita. Il sogno è che anche la tribuna autoritá sia destinata a coloro che, con biglietto, abbiano ragioni di sicurezza. Ma con biglietto".
Come con biglietto?
"Chiederò al presidente Malagò di scrivere che siamo onorati di invitarli alla manifestazione sportiva più importante d'Italia, che però si devono pagare il biglietto entrando nel settore più riservato".
Non oso immaginare le reazioni. E il Comune?
"Qua è tutto sbagliato. Questo Centrale, e l'ho detto giá sei anni fa, è nato piccolo. All'epoca c'era una giunta di centro-destra che per ragioni ideologiche bocciò il progetto della giunta precedente. Abbiamo perso cinquemila posti e ci hanno costretti a spendere più soldi".
La politica...
"Il problema non è la destra o la sinistra. Qui il personale politico è inadeguato e squalificato. Se il ministro dei Beni culturali non capisce l'importanza e la valenza, anche educativa e formativa, di un evento come gli Internazionali di tennis e impedisce l'ingresso al Colosseo per un sorteggio di venti minuti, non ha capito un emerito e, in un paese normale, si dovrebbe dimettere".
Meno male che Roma è anche candidata olimpica. Se non si sfruttano come spot queste occasioni internazionali quando lo si fa?
"Fortunatamente ogni tanto si trovano delle persone intelligenti. Come l'assessore Masini. Ma è una battaglia contro i mulini a vento".
Certo, se le istituzioni non aiutano...
"Voglio sperare che quello che mi hanno riferito i miei collaboratori, su presunte minacce e ritorsioni da personaggi di basso livello dell'amministrazione comunale di Roma, siano delle bufale".
Minacce?
"Giá. Ma se qualcuno vuol portare il contenzioso in altre sedi noi siamo pronti. Anzi, prontissimi. Abbiamo tutto".
È un peccato, però...
"Qui si danno per scontate molte cose. Si dimentica quale sia il guadagno di Roma grazie a questo evento, con l'indotto che crea. Non è questo l'interesse della cittá?".
Così dovrebbe essere.
"La veritá è che le ultime giunte, qualunque fosse il colore politico, hanno sottovalutato l'importanza di questa manifestazione a livello di un paese incivile".
Cosa non hanno compreso?
"Questi eventi educano. Abbiamo ospitato solo nel 2015 ventimila bambini, con rispetto dei valori e dello sport. Un amministratore dovrebbe avere a cuore tutto questo".
E oggi, venerdì, c'era uno sciopero dei trasporti pubblici.
"È possibile che non vi sia una linea diretta di bus verso il Foro Italico? È possibile che questo sia un posto irraggiungibile, come ci scrivono gli appassionati che vengono da fuori? Io combatto per questo".
Un messaggio perfino ovvio.
"Parliamo di crisi, di tempi tristi. Perché non dobbiamo valorizzare la bellezza? Quello che abbiamo di buono?".
E meno male che gli Internazionali Bnl vanno a gonfie vele.
"Abbiamo superato i duecentomila paganti. Sfioreremo i dieci milioni d'incasso al botteghino. Mi ricordo di un ex direttore del torneo che mi disse che questo torneo non avrebbe mai potuto superare i tre miliardi di lire. Oggi sarebbero venti, i miliardi. Il presidente dell'Atp ci ha scritto 'Fantastic!'". Certo è che stiamo scoppiando".
Le ragioni di questo successo?
"Varie, ma per importanza ci metto Supertennis. La nostra tv ha sbloccato tutto, ha richiamato le altre tv. Senza Supertennis sei anni fa le tv se n'erano andate da Roma".
Capito. Senta, ma quante telefonate riceve?
"Prego?"
Le cosiddette rogne...
"Ahh, sono costretto a spiegare che i tempi sono cambiati. Alcuni comprendono con signorilitá, altri meno".
Eccezioni?
"Beh, quest'anno, per la prima volta in quindici anni, è accaduto che sia stato convocato dal Comune di Roma per parlare di problematiche del torneo e non per chiedermi i biglietti omaggio. Pensavo che Masini stesse scherzando...".
Il generone romano punta tutto su questa presunta futura legge che vieta le rielezioni dei presidenti sportivi dopo due mandati, visto che lei rientra...
"Non hanno capito che chi verrá dopo di me continuerá la stessa politica. Però vorrei dire: ma perché questi bravi parlamentari non danno l'esempio creando questa norma per loro stessi e per tutte le cariche degli enti di natura pubblica? È una domanda lecita la mia, o no?"