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Tennis, Djokovic vince l'Australian Open: Nadal battuto in finale

Novak Djokovic (reuters)
Il serbo trionfa per la settima volta a Melbourne conquistando il 15esimo Slam della carriera. Lo spagnolo si arrende in tre set: 6-3, 6-2, 6-3
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MELBOURNE -  Sembrava tutto apparecchiato per uno scontro tra titani, una finale bellissima con un possibile epilogo al quinto set. Nulla di tutto questo. Novak Djokovic dispone fisicamente e tecnicamente di Rafa Nadal, ridotto a sparring partner nell'ultimo atto degli Australian Open. Il serbo concede la miseria di otto game al fuoriclasse spagnolo, vincendo per la settima volta a Melbourne - mai nessuno come lui nella storia - con una prestazione scintillante, lucida, a tratti impressionante.

Il punteggio (6-3 6-2 6-3) è la fotografia fedelissima di un dominio per certi versi imprevedibile: la semifinale con Pouille era stata archiviata come una prova di forza legata in parte anche al livello dell'avversario, la finale ha spazzato via ogni dubbio. Praticamente impossibile, per Nadal, rispondere colpo su colpo alle mille variazioni di Nole, che continua a cavalcare l'onda lunga della svolta di Wimbledon 2018: l'interruttore del serbo è scattato di colpo a Londra - l'ultimo precedente tra i due risaliva proprio alla lunghissima semifinale dell'All England Club, vinta 10-8 al quinto da Djokovic - e non ha più lasciato scampo ai rivali. Sotto gli occhi di un divertito Rod Laver, il numero 1 del mondo ha dato spettacolo, raccogliendo lo scettro lasciato cadere da Roger Federer dopo due trionfi consecutivi e mettendo in bacheca il quindicesimo slam della sua carriera.

LA PARTITA - Djokovic cerca di imporre la sua legge fin dai primissimi scambi, mettendo in crisi Nadal con lo slice esterno - una delle armi più utilizzate nel corso di un incontro dominato - e mostrando le consuete doti in risposta. Il break arriva subito, già nel secondo game, con il maiorchino che pare voler rinunciare agli scambi lunghi per accorciare il più possibile l'agonia. Sul servizio di Nole non si gioca, in un battito di ciglia si è sul 3-0, Djokovic avrebbe anche la palla break per volare sul 4-0 ma Nadal si aggrappa al servizio per non lasciare scappare troppo in fretta il primo set: al serbo basta l'amministrazione per chiudere sul 6-3. Rafa prova a cambiare qualcosa in avvio di secondo set ma neanche il ricorso più continuo al back sembra poter scombinare la solidità mentale di Djokovic, che nel quinto game mette una seria ipoteca sulla vittoria finale. Nadal è nervoso e prende a pugni il piatto corde dopo aver concesso due palle break al serbo, il pallonetto fuori misura del maiorchino dopo una battaglia a rete permette a Djokovic di andare sul 3-2 e servizio.


La profondità dei colpi di Nole è insostenibile per Nadal, il fuoriclasse spagnolo ha un sussulto d'orgoglio e con il dritto in corsa fa impazzire il pubblico della Rod Laver Arena. Djokovic sente il momento ed esulta con forza quando si aggiudica il game, trovando anche la spinta per il break nel gioco successivo e per archiviare il secondo set sul 6-2. Si respira all'inizio del terzo, ma è un'illusione. Djokovic non ha intenzione di far rientrare lo spagnolo, costruendo due palle break con una risposta sensazionale e ringraziando a un paio di errori gratuiti del maiorchino (saranno ben 28 a fine match contro i soli 9 del serbo). Nadal cancella la prima con un bellissimo rovescio incrociato ma Nole è sontuoso nell'azzannare il rivale sul punto successivo: due colpi profondissimi, poi l'attacco in palla corta. Ennesimo break della serata per il serbo, che accusa un unico momento di sbandamento regalando una palla per il 3-3 al rivale: Nadal cerca di sfruttarla con un rovescio aggressivo, la rete lo frena. Di fatto, è l'ultima chance per la stella di Manacor, che deve semplicemente arrendersi a un Djokovic ingiocabile. Qualche numero che rende l'idea: 72% di prime in campo e 80% di punti vinti in queste condizioni, un mostruoso 84% di riuscita sulla seconda di servizio, 34 vincenti (contro i 21 di Nadal).

NADAL: E' STATO PIU' FORTE - Il primo a parlare, come da tradizione, è lo sconfitto: Rafa Nadal riconosce i meriti dell'avversario. "La prima cosa che devo dire è che il livello di Djokovic è stato straordinario in questa partita, è stato incredibile. Non è stata la mia giornata migliore dopo due settimane esaltanti, dall'altra parte ho trovato semplicemente un giocatore più forte di me. Negli ultimi anni ho vissuto momenti complicati, sono reduce da un anno in cui ho chiuso solamente nove tornei. Anche se stavolta non è stata la mia serata, è stato bello esserci rientrando al meglio da un infortunio. Questo torneo mi darà energia per il futuro. Continuerò ad allenarmi, a migliorare quello che devo per darmi un'altra possibilità in futuro".

LA GIOIA DI DJOKOVIC - Tocca poi al serbo parlare, con il trofeo in mano e qualche vago accenno di commozione: "Ricambio i complimenti di Rafa, è rientrato alla grande per l'ennesima volta, ha avuto tantissimi infortuni: è di ispirazione per me e per tante persone per la sua capacità di non mollare mai. Sono stati dodici mesi particolari, un anno fa venivo operato, essere qui oggi e vincere questo titolo mi lascia senza parole. Ringrazio il mio staff, è uno sport individuale ma il mio team è sempre lì, ad aiutarmi e supportarmi nei momenti difficili. I trofei sono ancora più speciali quando si ha qualcuno con cui condividerli: voglio bene alla mia famiglia, che ha sacrificato tanto tempo per permettermi di vivere questo sogno, dandomi un amore incondizionato che non devo dare per scontato".

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