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Djokovic leader totale, la rinascita partita dalla testa

Novak Djokovic (afp)
Il serbo è tornato dominante dopo un lungo lavoro mentale
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ROMA - Gli statistici rovisteranno tra le scartoffie e vi diranno che mai Nadal aveva incassato una sconfitta così netta. Sempre gli statistici ora osanneranno i numeri di Djokovic dopo la finale vinta a Melbourne, ne decanteranno le meraviglie. Il dato vero, a costo di essere impopolari, è un altro. Novak Djokovic ha confermato ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno, che il tennis è uno sport dove la testa è l'ombelico di ogni cosa. Sì bravo, obietterete, vale per tutti gli sport. Ma nel tennis, sport maledettamente individuale, questa variabile è aumentata esponenzialmente.

Prendete Nadal: gli statistici ne prevedevano e pregustavano il trionfo (non ha smarrito mai il servizio, mai un set, eccetera eccetera). Certi suoi giovani avversari avevano dichiarato che lo spagnolo, con la sua maglietta smanicata, fa paura. A chi? Non a un tipo che è forte di testa come lui. Novak Djokovic è la nemesi di Nadal: super atleta come lui, se lo spagnolo è potente, il serbo è agile. Ma il messaggio che Djokovic ha lasciato in questa partita, lo stesso di tante altre vittorie è: "Caro Rafa, non mi fai paura con il tuo body language da palestrato. Forse agli altri. A me no".

Si può essere d'accordo oppure no con questo assunto, ma bisogna ragionarci e farci i conti. E a chi ancora nutre dei dubbi sul fattore mentale, andiamo a ritroso, e ricordiamo brevemente la storia di Djokovic, che sembrava che addirittura volesse ritirarsi dopo la crisi familiare che aveva minato anche il tennista. Quanto ci ha messo per mettersi a posto? Mesi, molti e lunghissimi. Solo lui sa cosa gli è passato per la testa. Ma, riuscito a risolvere, ad aver fatto i conti con la moglie, il serbo si è rimesso in cammino. Ed eccolo oggi, leader totale. Ai tempi di Federer e Nadal. La sua vera grandezza, essersi inserito con tale forza nella scia dei due più grandi da guardarli dall'alto. Con tale serenità, e sicurezza, da aver già annunciato senza nascondersi il suo obiettivo del 2019: realizzare il Grande Slam. Parigi, il Roland Garros, rivelerà se era un bluff oppure no.
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