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L'ultima di Naomi Osaka: diventerà un fumetto manga

Naomi Osaka 
Il nuovo messaggio della tennista giapponese dopo la sua protesta pro 'Black Lives Matter' agli US Open
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Dalle mascherine pro Black Lives Matter ai fumetti Manga. Naomi Osaka, 23 anni, n. 3 del mondo del tennis, mamma giapponese e papà di Haiti, cresciuta negli Stati Uniti, non smette di sorprendere, e ci si diverte. A fine dicembre sarà la star di una serie che verrà pubblicata sulla rivista Nakayoshi dal titolo 'Naomi Tenka-ichi' ("Naomi senza eguali"), con sceneggiatura supervisionata dalla sua sorella maggiore, Mari Osaka. Lei ha confermato su Twitter, e si è detta felice. "Io e Mari siamo cresciute con i manga, cosa che ci ha tenuto molto unite".

Naomi Osaka è passata oltre i cancelli del tennis quando si è rifiutata di giocare le semifinali del torneo di Cincinnati (ma disputato sempre sugli stessi campi di Flushing Meadows), protestando a favore di Black Lives Matter: “Prima di essere un’atleta sono una donna di colore e, come tale, sento che ci sono questioni molto più importanti al momento che hanno bisogno di attenzione immediata, piuttosto che guardarmi giocare a tennis. Non mi aspetto che accada nulla di drastico con me che non gioco, ma se riesco ad aprire la discussione su questo tema in uno sport a maggioranza bianco, lo considero un passo nella giusta direzione”.

E poi, durante gli US Open, ha indossato in ognuno dei sette incontri disputati, sette diverse mascherine in onore delle vittime nere della violenza razziale negli Stati Uniti: l’ultima, in finale, col nome di Tamir Rice, un ragazzo di 12 anni ucciso a Cleveland da un agente di polizia bianco nel 2014.

Figlia di culture diverse, come quelle dei genitori e di una terza, quella statunitense, che pure la rappresenta, ha sviluppato una sensibilità e una cultura che manca ad altre tenniste. Definita come tipa buffa, ma solo perchè introversa, ora Osaka ha trovato un suo cammino, un percorso di luce. “Qual è stato il messaggio che ho dato? Non è più questa proprio la domanda? Credo che il punto sia far iniziare a parlare”. Ora diventa un fumetto. Alla faccia di quelli che volevano disegnarla proprio così. Lanciando un altro messaggio. E sicuramente non sarà l'ultimo.
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