MELBOURNE (Australia) - E' una giornata densa di emozioni e sorprese, l'ultima senza pubblico sugli spalti a Melbourne Park (a partire da giovedì, per semifinali e finali, il campo centrale del primo torneo dello Slam della stagione riaprirà le porte al 50% della capacità, ovvero poco meno di 7.500 spettatori: 7477 per l'esattezza). Lo scoglio dei quarti di finale si rivela infatti fatale a Rafael Nadal, numero 2 del ranking mondiale e a caccia del 21esimo trionfo Slam da record, rimontato e sconfitto al quinto set dal greco Stefanos Tsitsipas, e nel torneo femminile ad Ashleigh Barty, numero 1 del mondo, a sua volta superata alla distanza dalla ceca Karolina Muchova, alla prima semifinale in un Major in carriera.
Rimonta Tsitsipas: Nadal ko al 5° set
E' stata davvero avvincente la sfida che chiudeva il programma di giornata sulla Rod Laver Arena, nella quale Stefanos Tsitsipas, numero 6 del mondo e quinta testa di serie, ha dipinto una partita capolavoro, riuscendo a recuperare due set di svantaggio a Rafael Nadal, numero 2 del mondo e del tabellone, per imporsi dopo oltre quattro ore di battaglia intensa e dagli alti contenuti: 3-6 2-6 7-6(4) 6-4 7-5 il punteggio che vale al 22enne di Atene la seconda semifinale Down Under (dopo quella raggiunta nel 2019 quando sorprese Roger Federer). Per la terza volta in carriera il mancino di Manacor, cinque volte finalista in questo torneo (l'ultima nel 2019) dove ha trionfato nel 2009, deve inchinarsi dopo esser stato in vantaggio per due set. Si infrange dunque contro la serata di grazia dell'ellenico (il match è finito alla mezzanotte australiana) il sogno del campione spagnolo del 21esimo titolo Slam che lo farebbe entrare ancora di più nella storia di quanto già non lo sia, rimandato magari al Roland Garros, il suo regno.
Medvedev non dà scampo all'amico Rublev
Tsitsipas, vincitore delle Next Gen ATP Finals 2018 a Milano e poi del Masters l'anno seguente, si giocherà un posto in finale venerdì con il russo Daniil Medvedev, numero 4 della classifica mondiale e del seeding, che ha fatto suo il derby con il connazionale e amico Andrey Rublev, numero 8 del ranking e settima testa di serie: 7-5 6-3 6-2 il punteggio, in due ore di gioco sotto il caldo sole australiano, che vale la quinta affermazione in altrettanti testa a testa per il 25enne di Mosca, capace di chiudere il discorso nonostante un principio di crampi alla gamba sinistra. Sono così diventati 19 i successi consecutivi tra la fine della passata stagione - con i trofei nel "1000" di Parigi-Bercy e alle ultime ATP Finals a Londra - e l'inizio di questa per Medvedev, alla prima semifinale in Australia, confermandosi al momento più solido e soprattutto completo, con un bagaglio tecnico di soluzioni più ampio rispetto all'altro moscovita, di un anno e otto mesi più giovane. Considerando l'exploit del qualificato Aslan Karatsev, che sfiderà in semifinale Novak Djokovic, numero 1 del mondo e vincitore delle ultime due edizioni (8 trofei per lui a Melbourne), è la terza volta nell'Era Open che la Russia porta due suoi rappresentanti al penultimo atto in uno Slam: era già accaduto agli US Open 2001 (Kafelnikov e Safin) e US Open 2006 (Davydenko e Youzhny).
Muchova sgambetta Barty: in "semi" contro Brady
Uno scossone nel Day 10 è arrivato anche nel tabellone femminile, dove la ceca Karolina Muchova, numero 27 del ranking e 25esima testa di serie, nei quarti ha estromesso in tre set l'australiana Ashleigh Barty, numero uno Wta e del seeding, con il punteggio di 1-6 6-3 6-2. La 24enne di Olomuc troverà sulla sua strada nel penultimo atto del torneo la statunitense Jennifer Brady, numero 24 Wta e 22esima testa di serie, che ha fatto suo in rimonta (4-6 6-2 6-1) il derby a stelle e strisce con la connazionale Jessica Pegula, numero 61 della classifica mondiale. L'altra semifinale vedrà affrontarsi la giapponese Naomi Osaka, numero 3 del mondo, e l'americana Serena Williams, numero 11 Wta e decima testa di serie, a caccia dell'agognato 24esimo titolo Slam per eguagliare il record di Margaret Court.