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Ma Berrettini ha radici forti

(afp)
L'azzurro sconfitto nella finale del Masters 1000 di Madrid. Ma il suo tennis è solido, ha futuro sicuro e nasce da lontano, frutto di una attenta programmazione
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Il secondo Masters 1000 perduto per un soffio da un italiano nella storia del tennis azzurro può lasciare l'amaro in bocca, ma in realtà l'analisi è estremamente positiva e non frutto del caso, ma il punto di arrivo di una attenta programmazione che viene molto da lontano. 

Matteo Berrettini resta un fenomeno, e per comprenderlo appieno bisogna andare alle sue radici, e dunque indagare i dettami tecnici, filosofici e formativi di Vincenzo Santopadre, che ne è il coach, il mentore, l'amico e il custode di tutti i segreti. 

Oggi Berrettini festeggia la sua maturità personale tennistica, un punto d’arrivo in fondo anticipato in un simposio da…

Il secondo Masters 1000 perduto per un soffio da un italiano nella storia del tennis azzurro può lasciare l'amaro in bocca, ma in realtà l'analisi è estremamente positiva e non frutto del caso, ma il punto di arrivo di una attenta programmazione che viene molto da lontano. 

Matteo Berrettini resta un fenomeno, e per comprenderlo appieno bisogna andare alle sue radici, e dunque indagare i dettami tecnici, filosofici e formativi di Vincenzo Santopadre, che ne è il coach, il mentore, l'amico e il custode di tutti i segreti. 

Oggi Berrettini festeggia la sua maturità personale tennistica, un punto d’arrivo in fondo anticipato in un simposio dal suo coach qualche anno fa. Per raccontare il lavoro che aveva effettuato con il suo allievo, Santopadre focalizzò quelli che per lui erano stati i punti importanti del rapporto tra un allenatore e il suo atleta.

Che sono sintetizzabili così: condivisione nell'allenamento e crescita a lungo termine sia del giocatore di tennis che dell'allenatore stesso. Per quanto riguarda la crescita a lungo termine Santopadre spiegò alla platea che i presupposti partono dalla conoscenza delle caratteristiche personali del ragazzo, e cioè dal capire quanto l'atleta sia razionale curioso e caparbio e qui innestare un percorso di crescita della persona, sempre seguendo l'importanza del contesto che comprende la programmazione, la crescita etica e i valori: nel senso che è un valore avere dei valori.

Omettiamo il resto per evitare di essere troppo tecnici e noiosi, ma è così che Matteo Berrettini, da bambino, è diventato adolescente prima e uomo poi, prima giovane e oggi maturo, condividendo con il suo team gli allenamenti e il talento alla passione e l'impegno.

Oggi è al centro del palcoscenico ma non cadrà nel delirio di onnipotenza: perché non è più una sorpresa per il mondo, ormai ha preso consapevolezza dei suoi valori tecnici e una conoscenza più approfondita del sistema Atp. In questo contesto ha potuto superare i dolori dovuti agli infortuni e gli alti e i bassi che hanno influenzato il suo rendimento tennistico in questo ultimo anno e mezzo.

Ora sbarcherà a Roma come uno dei favoriti, lui che è romano doc. Ma non ci saranno condizionamenti di sorta: il vero cruccio per Berrettini sarà di non aver avuto giorni di pausa per fare un punto della situazione, per preparare al meglio un torneo cui lui tiene tantissimo. Ma saprà adattarsi.