Le pagelle dei colpi di Berrettini: servizio e dritto quasi perfetti, ma la differenza a Wimbledon l'ha fatta il tocco
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniQualsiasi cosa domenica accada (anche perché quello che è già successo è talmente incredibile, grande, bello, felice), non è successo per caso. Come tutto, d'altronde, in un gioco come il tennis. La finale di Matteo Berrettini a Wimbledon - e prima ancora la vittoria al Queen's, al suo esordio nel torneo: in passato era accaduto soltanto a un giovane tennista tedesco, si chiamava Boris Becker - è un pezzo, ma attenzione non la fine, di un percorso tecnico, tattico e mentale: Berrettini ha vinto perché fino a questo momento è stato sempre più forte dei suoi avversari.
Vediamo i motivi.
Servizio. Voto 10
Qualsiasi cosa domenica accada (anche perché quello che è già successo è talmente incredibile, grande, bello, felice), non è successo per caso. Come tutto, d'altronde, in un gioco come il tennis. La finale di Matteo Berrettini a Wimbledon - e prima ancora la vittoria al Queen's, al suo esordio nel torneo: in passato era accaduto soltanto a un giovane tennista tedesco, si chiamava Boris Becker - è un pezzo, ma attenzione non la fine, di un percorso tecnico, tattico e mentale: Berrettini ha vinto perché fino a questo momento è stato sempre più forte dei suoi avversari.
Vediamo i motivi.
Servizio. Voto 10
Dritto. Voto 9 (forse 9.5)
Rovescio. Voto 8 (forse 8.5)
Gioco a volo. Voto 7.5 (forse 8)
Volendo dire altro, si dovrebbe anche sottolineare come da 9 sia la capacità di spostarsi lateralmente: servono piedi dolci e grande allenamento. E bene ha fatto anche nella corsa in avanti (8,5) cosa non scontata per chi ha la sua altezza. Da 10 invece è stata fin qui la tenuta mentale: è sempre stato superiore ai suoi avversari, quando tutto andava bene e soprattutto quando (cosa difficilissima) quando le partite piegavano dalla parte sbagliata: il terzo set con Aliassime, l'inizio del quarto contro Hurkacz sono stati pezzi perfetti.
Ultima cosa: Berrettini è un ragazzo educato, sempre con i modi e le parole giuste (10), nel campo e fuori dal campo. Il che - a differenza di un bel dritto o di una palla corta di rovescio - non ti dà un punto. Ma, in un campo da tennis, è importante uguale.