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Leyla Fernandez e Emma Raducanu, le ragazze terribili che stanno scuotendo il mondo del tennis

Leylah Fernandez esulta dopo la vittoria contro Elina Svitolina (reuters)
In semifinale agli Us Open, du ragazze del 2002 che hanno in comune più di quel che loro stesse pensano: sono entrambe nate in Canada, hanno l'identico carattere, la medesima ambizione e, soprattutto, sono figlie del melting pot
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Un dato è certo: gli US Open femminili vivranno l'ennesima prima volta. La regina di New York, la tennista che alzerà la coppa, sarà una Slammer inedita. E, approfondendo le protagoniste, ce ne sono due che hanno raccolto il tifo e la curiosità degli appassionati. Due ragazze del 2002: loro stanno scuotendo il mondo del tennis. E hanno in comune più di quel che loro stesse pensano: sono entrambe nate in Canada, hanno l'identico carattere, la medesima ambizione e, soprattutto, sono figlie del melting pot.

La determinazione di Leyla

La prima è già in semifinale: si chiama Leyla Fernandez, è mancina ed è nata a Montreal. Il suo papà, che poi è anche il suo coach, è…

Un dato è certo: gli US Open femminili vivranno l'ennesima prima volta. La regina di New York, la tennista che alzerà la coppa, sarà una Slammer inedita. E, approfondendo le protagoniste, ce ne sono due che hanno raccolto il tifo e la curiosità degli appassionati. Due ragazze del 2002: loro stanno scuotendo il mondo del tennis. E hanno in comune più di quel che loro stesse pensano: sono entrambe nate in Canada, hanno l'identico carattere, la medesima ambizione e, soprattutto, sono figlie del melting pot.

La determinazione di Leyla

La prima è già in semifinale: si chiama Leyla Fernandez, è mancina ed è nata a Montreal. Il suo papà, che poi è anche il suo coach, è l'ex nazionale di calcio dell'Ecuador Jorge Fernandez. Sua mamma Irene è originaria delle Filippine. Dalle palline tirate contro il garage di casa, a Laval nel Quebec, oggi Leyla si è trasferita a Boynton Beach, in Florida. Volete sapere che tipo è? Ecco qualche estratto del suo pensiero: "Ho lavorato duramente ogni giorno, dal giorno in cui ho iniziato a giocare a tennis e dal giorno in cui ho deciso di diventare una professionista. Mi aspettavo che un giorno il mio gioco sarebbe arrivato al livello che mi avrebbe permesso di salire su un grande palcoscenico di fronte a una grande folla a giocare contro grandi giocatrici, ottenendo anche vittorie importanti. Non sono sorpresa da ciò che sta accadendo in questo momento". Ove mai non fosse sufficiente, ecco un ultimo concetto: "Fin da quando ero piccola, sapevo di essere in grado di battere chiunque, chiunque fosse di fronte a me. Anche praticando altri sport, sono sempre stata molto competitiva: dicevo sempre che avrei vinto contro tutti, che avrei vinto anche contro mio padre a calcio, anche se è impossibile. Ho sempre avuto questa convinzione. Ho sempre cercato di usarla in ogni partita".

La rigida disciplina di Emma

Leyla ha scelto di rappresentare il Canada, sportivamente parlando. Non così la seconda protagonista, altra grande curiosità del torneo newyorchese: Emma Raducanu ha scelto la Gran Bretagna, sportivamente, sebbene fosse nata a Toronto. Ma, a due anni, si è trasferita nel Kent dove è stata cresciuta dal papà romeno e la mamma cinese. Nell'area a sud-est di Londra, bagnata dalle acque della Manica, Emma ha mostrato il suo talento polivalente sin dall'infanzia: go-kart e motocross. Il primo feeling con la racchetta risale all'età di 5 anni, con i primi allenamenti alla Bromley Tennis Academy di Londra. Come il nostro Lorenzo Musetti, la Raducanu ha appena terminato la Maturità dove ha collezionato voti mai inferiori alla A (il massimo), in matematica ed economia. Facile intuire chi siano stati i suoi idoli tennistici: Simona Halep e Li Na, così nessuno in famiglia potesse risentirsi. Emma ha un viso innocente, ma nasconde la forza di una rigida disciplina. Alle 18 affronta la svizzera ed ex bambina prodigio Belinda Bencic per un posto in semifinale. 

Emma e Leyla: due ragazza 'terribili', ma che insieme ci rendono consapevoli di come l'idea di un'eredità culturale cosmopolita possa produrre cose eccezionali: è il trionfo del melting pot, il crogiuolo delle razze.