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Torino alza il sipario, ecco gli otto maestri: spera la riserva Sinner

Hurkacz qualificato, Jannik escluso ma Tsitsipas è in forte dubbio. L'Italia ha già Berrettini. Gaudenzi: "Il futuro è in ottime mani
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Les jeux sont faits, gli otto maestri sono decisi. Oppure no? Nel giorno in cui Torino alza ufficialmente il sipario al mondo sulle sue prime Atp Finals, il polacco Hubert Hurkacz si prende l'ultimo posto utile con i punti della semifinale del Masters 1000 di Bercy ottenuta battendo l'australiano Duckworth. Quindi, dal 14 novembre, con Djokovic, ci saranno Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Rublev, Berrettini, Ruud e Hurkacz. La riserva, ad oggi, è Jannik Sinner. Un posto che potrebbe avere la sua importanza, perché il greco Tsitsipas ha un problema al gomito e dunque non è certo al 100% della sua presenza. 

L'azzurro, per difendere la posizione, si era iscritto a Stoccolma (nonostante le pressioni di qualche sponsor per giocare il torneo milanese Next Gen dove figura Lorenzo Musetti) ma, proprio in serata, il forfait al torneo svedese di Cameron Norrie - l'unico che poteva soffiargli la nona posizione - ha tolto le ultime preoccupazioni: per cui a…

Les jeux sont faits, gli otto maestri sono decisi. Oppure no? Nel giorno in cui Torino alza ufficialmente il sipario al mondo sulle sue prime Atp Finals, il polacco Hubert Hurkacz si prende l'ultimo posto utile con i punti della semifinale del Masters 1000 di Bercy ottenuta battendo l'australiano Duckworth. Quindi, dal 14 novembre, con Djokovic, ci saranno Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Rublev, Berrettini, Ruud e Hurkacz. La riserva, ad oggi, è Jannik Sinner. Un posto che potrebbe avere la sua importanza, perché il greco Tsitsipas ha un problema al gomito e dunque non è certo al 100% della sua presenza. 

L'azzurro, per difendere la posizione, si era iscritto a Stoccolma (nonostante le pressioni di qualche sponsor per giocare il torneo milanese Next Gen dove figura Lorenzo Musetti) ma, proprio in serata, il forfait al torneo svedese di Cameron Norrie - l'unico che poteva soffiargli la nona posizione - ha tolto le ultime preoccupazioni: per cui a Torino, qualunque cosa decida Tsitsipas, l'Italia sarà dunque ben presente.

E forse un giorno ricorderemo l'edizione della città sabauda come un punto di svolta. Le parole del n. 1 dell'Atp, Andrea Gaudenzi, vanno lette in questa direzione: "Siamo alla quindicesima città ospitante. La maggior parte dei giocatori al via sono sotto i 25 anni, anzi Novak Djokovic sarà l'unico sopra quell'età. A lui, come a Roger Federer e Rafael Nadal, dobbiamo il successo del nostro sport negli ultimi venti anni, ma siamo anche in ottime mani per il futuro". 

Non sono parole pronunciate a cuor leggero, e Gaudenzi non è tipo che non ha mai parlato a vanvera. "Siamo in un momento che rappresenta una specie di sliding door, un passaggio. L'era dei Big 3 non è ancora finita però ci stiamo avvicinando a un passaggio di testimone. Ho vissuto da giocatore il post Sampras-Agassi, e tutti noi avevamo paura della crisi. All'epoca non avrei mai creduto che qualcuno potesse vincere più di 14 Slam, invece sono stato smentito, non una ma tre volte. Il futuro del tennis è dunque molto roseo. Data l'età dei tre grandi, è inevitabile questo passaggio di consegne. È un passaggio in corso, anche se non definitivo. Stiamo andando in quella direzione".

Tocca dunque ai Medvedev&C confermarsi. E, in vista del 2022, Gaudenzi ha dato un'altra dritta: "I vaccini? Novak Djokovic non ha detto di non essere vaccinato, ma solo di non volerlo dichiarare. In ogni caso questo non pone nessun problema, nessuna organizzazione sportiva al mondo ha reso obbligatorio il vaccino. Ci adeguiamo alle regole dei governi locali. Nel caso specifico, per organizzare e gestire un evento come questo, ci sono da fare test giornalieri e ci sono da prendere tutte le precauzioni del caso".