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Sinner, il cuoricino a Berrettini e quell'amicizia che va oltre la rivalità

L'altoatesino ha dedicato la vittoria contro Hurkacz alle Atp Finals al romano che si era dovuto ritirare, un gesto che ha colpito gli appassionati e porta i rapporti personali del tennis a un altro livello
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Il cuoricino di Jannik Sinner dedicato a Matteo Berrettini porta i rapporti personali del tennis a un altro livello e ripropone la domanda che nel tennis è vecchia come il cucco: esiste l'amicizia nel mondo della racchetta? 

La risposta, tutto sommato, è semplice: se Rafael Nadal e Roger Federer sono amici, davvero lo possono essere tutti. Basta volerlo, in fondo. Come, ad esempio, Lorenzo Sonego: "A me piace tantissimo l'atmosfera che si vive negli sport di squadra. Da piccolo giocavo a calcio, mi piace il gruppo, lo spogliatoio. Mi piace che quando vince un tuo compagno festeggi come se avessi vinto tu, una cosa che noi non facciamo quasi mai". 

Appunto. Ecco perché il gesto di Jannik, dopo la vittoria contro Hurkacz, ha colpito gli appassionati: in fondo inaspettato, perché l'altoatesino passa per essere una sorta di Bjorn Borg attuale. "Invece vi sb…

Il cuoricino di Jannik Sinner dedicato a Matteo Berrettini porta i rapporti personali del tennis a un altro livello e ripropone la domanda che nel tennis è vecchia come il cucco: esiste l'amicizia nel mondo della racchetta? 

La risposta, tutto sommato, è semplice: se Rafael Nadal e Roger Federer sono amici, davvero lo possono essere tutti. Basta volerlo, in fondo. Come, ad esempio, Lorenzo Sonego: "A me piace tantissimo l'atmosfera che si vive negli sport di squadra. Da piccolo giocavo a calcio, mi piace il gruppo, lo spogliatoio. Mi piace che quando vince un tuo compagno festeggi come se avessi vinto tu, una cosa che noi non facciamo quasi mai". 

Appunto. Ecco perché il gesto di Jannik, dopo la vittoria contro Hurkacz, ha colpito gli appassionati: in fondo inaspettato, perché l'altoatesino passa per essere una sorta di Bjorn Borg attuale. "Invece vi sbagliate: io provo tante emozioni. Ci sono, ci sono, anche se non le mostro troppo. E alla fine del match sono venute fuori". 

La rivalità c'è, nel tennis come nella vita: non siamo tutti in competizione contro tutti? Però quando è sana, e c'è il rispetto, porta a questi gesti. Comportamenti che poi possono anche essere di utilità ai più giovani, messaggi importanti. Per questo motivo un Novak Djokovic si allena con Daniil Medvedev: altri, di fronte al fatto che il russo ha negato praticamente di entrare nella leggenda a Djokovic privandolo del Grande Slam, non gli avrebbero rivolto più la parola, per dire. Ma questo è lo sport: si vince, si perde, ci si infortuna. Fa parte del grande disegno e bisogna saperlo vivere. 

Per questo Matteo Berrettini, che non voleva arrendersi, che ha aspettato fino all'ultimo per gettare la spugna, ha poi mandato uno sms a Sinner: "Vai, scaldati. In bocca al lupo, e divertiti". Questo è stile, fair play, cultura di sport. Nel bene e nel male. Non sono più i tempi dei Nastase e Connors di una volta. Sebbene gli antipatici esistano (Kyrgios per esempio?) anche oggi. Ma le nuove generazioni hanno valori diversi.