✕

Il No Vax Djokovic tra errori, bugie e ammissioni: la ricostruzione giorno per giorno

Gli eventi che hanno preceduto il rilascio dell'esenzione medica che potrebbe permettere al tennista di partecipare agli Australian Open. O che gli costerà la cacciata da Melbourne. La positività al Covid e quell'intervista rilasciata dopo il verdetto del tampone. Le date chiave della vicenda
4 minuti di lettura

In attesa della decisione del governo australiano su Novak Djokovic, abbiamo qualche novità: le ammissioni del tennista, le parole della premier serba. Ricostruiamo giorno per giorno le vicende di questa storia che vede come protagonisti il numero uno del tennis mondiale, l'organizzazione degli Australian Open, lo Stato di Victoria e l'Australia. Tutto, ricordiamolo, è partito da un'esenzione medica che il No Vax Djokovic ha ricevuto per partecipare al torneo.

10 novembre 

Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, scrive all'Australian technical advisory group on immunization (Atagi) dicendo che il trattamento dei giocatori che potrebbero non essere vaccinati "va al cuore della fattibilit&ag…

In attesa della decisione del governo australiano su Novak Djokovic, abbiamo qualche novità: le ammissioni del tennista, le parole della premier serba. Ricostruiamo giorno per giorno le vicende di questa storia che vede come protagonisti il numero uno del tennis mondiale, l'organizzazione degli Australian Open, lo Stato di Victoria e l'Australia. Tutto, ricordiamolo, è partito da un'esenzione medica che il No Vax Djokovic ha ricevuto per partecipare al torneo.

10 novembre 

Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, scrive all'Australian technical advisory group on immunization (Atagi) dicendo che il trattamento dei giocatori che potrebbero non essere vaccinati "va al cuore della fattibilità degli Australian Open". 

10 novembre 

Un consulente del Chief Medical Officer australiano, Paul Kelly, scrive a Tennis Australia: "Le esenzioni mediche dalla vaccinazione saranno a discrezione dello stato o del territorio". 

17 novembre 

A domanda di Tennis Australia, un funzionario del dipartimento sanitario federale risponde dicendo che i dipartimenti federali della salute e degli affari interni non sono in grado di fornire o rivedere i certificati di esenzione dal vaccino prima del viaggio di un giocatore. Quindi "i certificati vengono esaminati al momento del check-in". 

18 novembre 

Lisa Schofield, primo segretario aggiunto del Dipartimento della Salute, risponde alla lettera di Tiley: "Le persone che hanno precedentemente avuto il Covid e non hanno ricevuto una dose di vaccino non sono considerate completamente vaccinate e non sarebbero approvate per l'ingresso senza quarantena". Il governo federale concede a Djokovic un visto per attività temporanea per entrare in Australia. 

22 novembre 

Il capo dell'unità medica di Tennis Australia chiede al responsabile della Salute dello Stato di Victoria, Brett Sutton, informazioni sulle esenzioni per entrare nello Stato di Victoria dall'estero e se una precedente infezione da Covid sia sufficiente. 

29 novembre 

Il ministro della Salute, Greg Hunt, scrive a Tennis Australia: "L'Australian Border Force ha consigliato che le persone devono essere completamente vaccinate, come definito da Atagi, per ottenere l'ingresso senza quarantena in Australia". 

2 dicembre 

Brett Sutton risponde a Tennis Australia: "Chiunque abbia una storia di recente infezione da Covid definita entro 6 mesi e possa fornire prove adeguate della storia medica, è esentato dagli obblighi di quarantena all'arrivo nello Stato di Victoria dall'estero". 

7 dicembre 

Tennis Australia invia una circolare ai giocatori dicendo che se possono mostrare un test positivo negli ultimi sei mesi, si qualificano per l'esenzione dai requisiti di doppia vaccinazione. 

10 dicembre 

Data limite per i giocatori per presentare domanda a Tennis Australia per l'esenzione dal vaccino. 

14 dicembre 

Djokovic partecipa a una partita di basket e posa per le foto senza mascherina con il giocatore Nigel Hayes-Davis. Quel palazzetto si rivelerà luogo di un un focolaio di Covid.

15 dicembre 

Il club di basket del Barcellona annuncia che Hayes-Davis è positivo al Covid. 

16 dicembre 

Djokovic riceve l'esito di un test Pcr: è positivo al Covid-19. Il documento è rilasciato dall'Istituto di sanità pubblica della Serbia. Nell'attesa del risultato, consapevole di aver potuto contrarre il virus, Djokovic non annulla gli appuntamenti in agenda, anzi. Partecipa a un evento del servizio postale serbo per commemorare un francobollo in suo onore. Il giocatore di cricket inglese Kevin Pietersen pubblica su Instagram una sua foto con Djokovic a Belgrado.

17 dicembre 

Djokovic partecipa a un evento per premiare i migliori giocatori junior. Le immagini lo mostrano senza maschera con i bambini. 

18 dicembre 

Djokovic rilascia un'intervista al quotidiano francese L'Equipe. Siamo sicuri che il tennista sia consapevole di essere positivo: lo ha ammesso lui stesso.


L'anomalia dei tamponi

C'è un mistero nel mistero. Riguarda i tamponi e i numeri progressivi contenuti nei qr code dei referti. La versione cartacea e quella digitale, relative al test di Djokovic, riportano due cifre differenti. Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel, il tampone del 16 dicembre ha come numero progressivo 7371999. Nei documenti viene indicato che il risultato si è avuto intorno alle 20.

Dal lettore digitale del tampone positivo, invece, si legge 26 dicembre, ore 14.21. Dieci giorni dopo la data segnalata come quella del contagio. Il punto è che il tampone negativo del 22 dicembre ha come numero 7320919, più piccolo di 51080 unità. Avrebbe dovuto essere maggiore. Se è buono il test del 16 dicembre, potrebbe essere stato registrato nel database serbo 10 giorni dopo, cioè quattro giorni dopo aver avuto l’esito negativo.

Sul Der Spiegel si ipotizza che il qr code possa essere stato rigenerato quando il file pdf è stato scaricato, magari il 26 dicembre. Ma non si spiega il codice numerico più alto per il test positivo. Un altro punto, fondamentale, che Djokovic e i suoi legali dovranno chiarire. "Se lo scambio fosse vero - riporta L'Equipe - sarebbe una bomba in grado di scuotere il mondo del tennis. L'Atp aveva detto ai giocatori che una manomissione dei test poteva portare tre anni di squalifica e, vista la gravità della situazione, questa scoperta porterebbe alla fine della carriera di Djokovic”.

30 dicembre 

Il capo dell'unità medica di Tennis Australia afferma che Djokovic si è assicurato una "esenzione medica" dai requisiti di vaccinazione. 

2 gennaio

Un video di una giovane tifosa testimonia la sua presenza in Spagna, a Marbella. Lui ha sempre negato di esserci stato.

Australian Open, il video che smentisce Djokovic: il 2 gennaio salutava una giovane fan a Marbella

4 gennaio 

Djokovic annuncia il suo "permesso di esenzione" su Instagram con una foto dall'aeroporto prima della partenza. 

5 gennaio 

Il primo ministro Scott Morrison afferma pubblicamente che l'esenzione di Djokovic era "una questione di competenza del governo di Victoria". I funzionari federali contattano le autorità statali di Victoria. Nasce una controversia: Victoria afferma che le autorità federali volevano che loro sponsorizzassero la domanda di Djokovic, il governo federale ribatte dicendo di aver contattato Victoria solo per cercare ulteriori prove relative all'esenzione medica rilasciata al tennista. 

6 gennaio 

Djokovic atterra a Melbourne. I funzionari delle forze di frontiera all'aeroporto gli respingono la domanda di entrare in Australia e lo mandano in detenzione in un hotel per immigrati.

Djokovic, fratello chiude seccato la conferenza dopo una domanda e la famiglia inizia a cantare

10 gennaio 

La Corte federale australiana ribalta la decisione del governo di annullare il visto di Djokovic. Il giudice Anthony Kelly ordina il suo immediato rilascio dalla struttura di detenzione per immigrati. 

11 gennaio

Crescono i dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni rilasciate da Djokovic alle autorità australiane.

12 gennaio

Djokovic, alle strette, ritratta dicendo che le false comunicazioni di viaggio sono figlie di un "errore umano" del suo staff. Ammette inoltre di aver sbagliato a fare l'intervista con L'Equipe del 18 dicembre, nonostante sapesse di essere positivo. "Avrei provato dispiacere nel rimangiarmi la parola data al giornalista", il suo tentativo di giustificarsi.