Novak Djokovic ci sarà. I tennisti russi e bielorussi, per il momento, anche. Il Masters 1000 Internazionali Bnl d’Italia in programma a Roma dal 2 al 15 maggio è sempre al centro delle polemiche. A inizio anno, a monopolizzare il dibattito era la possibile esclusione di Re Nole, appena cacciato dagli Australian Open perché non vaccinato: Djokovic sarà regolarmente nel tabellone a Roma. Adesso, dopo che Wimbledon ha escluso i tennisti russi e bielorussi in conseguenza del conflitto Russia-Ucraina, cosa succederà a Roma?
Wimbledon ha deciso di escludere russi e bielorussi e ha potuto farlo perché è un circolo privato, detentore e organizzatore dell’evento.
Il 28 febbraio il Cio, il Comitato olimpico internazionale, dopo aver deciso la messa al bando degli atleti russi, ha inviato una lettera alle federazioni internazionali ammettendo derogh e specificando che, “nel caso in cui la messa al bando non fosse possibile per motivi organizzativi o legali”, atleti e ufficiali di gara di Russia e Bielorussia dovessero essere accolti come neutrali: senza simboli nazionali, colori, bandiere o inni.
Cosa farà Roma? Chi decide?
Roma opera sotto l’egida di ATP e WTA, proprietari degli eventi e quindi autorità sportive competenti sul Masters. Non, quindi, l’ITF, la federazione mondiale del tennis, istituzione alla quale si rapporta Wimbledon e che comunque nelle competizioni minori condivide con Atp e Wta la scelta di esenzioni in favore dei singoli giocatori. ITF, ATP e WTA hanno espresso congiuntamente e chiaramente il 1° marzo scorso la volontà di ammettere alle loro competizioni giocatori russi e bielorussi, seppur a titolo individuale.
Dal 2007 la Federtennis – come tutti gli altri organizzatori di tornei dell’Atp Tour - deve rispettare “le disposizioni previste nell’Atp Official Rulebook” , che, all’art. 1.06 recita: “Gli Atp Tour e gli Atp Challenger Tour sono sottoposti alla giurisdizione dell’Atp e devono rispettare, essere vincolati e condurre il torneo in conformità con le regole e i regolamenti dell'Atp. Non solo: secondo l’art. 8.01.B, “Ogni torneo si impegna ad accettare le iscrizioni dei tennisti sulla base delle classifiche Atp dei singoli e delle classifiche Atp dei doppi”. Insomma: sul Masters 1000 non decide la Federazione ma l'Atp.
Partita chiusa, dunque? Vedremo russi e bielorussi al Foro Italico, ma senza bandiere? Non proprio. Resta la possibilità di una decisione governativa. Politica, come è stata per Djokovic agli Australian Open, in altro tema. Se il governo vieterà l'ingresso agli atleti russi e bielorussi, la Federtennis dovrà prenderne atto e arrendersi, motivando l'esclusione anche ad Atp e Wta. Una scelta politica che al momento non sembra in agenda.