ROMA – Al boato, apoteosi del Campo Pietrangeli, ha risposto alzando le braccia. Come se avesse segnato un gol al Mondiale di calcio. Perché Giulio Zeppieri (ragazzo classe 2001, ripescato a giocare le qualificazioni per forfait dell'amico Lorenzo Musetti - sugli spalti a tifare per lui - un forfait che aveva innescato un processo a catena: a Luca Nardi la wild card, a Zeppieri la chance per le qualificazioni), dicevamo, voleva giocare a pallone, un po’ come tutti i bambini. Invece un bel giorno – lui era ancora piccolino – andò con la scuola al Tennis Club Capanno, storico circolo della provincia di Latina, alle porte del comune-capoluogo, in quella Borgo Piave che è un po’ lo snodo cruciale con il nord del territorio in direzione di Roma. E lì, folgorato sulla via di Damasco, nacque un tennista.
Scelse, Giulio, di seguire i suoi compagni di classe di via Quarto. E il signor Piero Melaranci, coach e deus ex machina del circolo, ebbe l’occhio lungo nel capire che quel bambino di sei anni poteva divertirsi, e far divertire la gente. E così convinse Leone ed Elisabetta, i coniugi Zeppieri. “Lui è stato davvero bravo, e sono felice di aver scelto il tennis”.
Giulio Zeppieri s’è guadagnato un posto nel tabellone degli Internazionali Bnl d’Italia. Ha battuto l’americano Cressy al tie-break di un terzo set per cuori forti e puri estasiando i tifosi del Foro. Questo giorno, questa domenica, non la dimenticherà il mancino di Latina che, da promessa annunciata, aveva un po’ rallentato la sua corsa. Mentre invece l’amico Musetti ha trovato la sua strada.
Per farlo anche lui ha dovuto cambiare delle cose. Tipo la collaborazione del tecnico responsabile del progetto over 18 della Federtennis, Umberto Rianna, ed ecco il suo pensiero recente: “Umberto ha seguito la mia off-season insieme a Piero. È una persona disponibile, gentile e soprattutto molto brava in quello che fa. Ci stiamo allenando bene, vedremo cosa saremo in grado di raccogliere”. Ma nella squadra ora ci sono anche Stefano Barsacchi, nuovo preparatore atletico e Lorenzo Beltrame come mental coach. “Negli ultimi mesi abbiamo lavorato tanto sulla forza esplosiva, quindi molti esercizi erano volti ad accrescerla. Poi abbiamo curato l’elasticità e la resistenza, infatti ho iniziato a correre tantissimo”.
Fuori dal campo chi lo conosce sa che brilla per simpatia. Che non nega un sorriso a nessuno. Che ama scherzare. Ora ha anche cambiato look, con capelli lunghissimi. “Inizialmente volevo semplicemente farli crescere, poi ho visto i capelli di Eren Yeager, personaggio del manga “Attack on Titan” e quindi l’obiettivo è diventato quello di averli come i suoi”. E sui social ha affiancato la propria immagine a quella di Eren. Il suo mantra è semplice: “Nel tennis la fiducia fa tanto ma è chiaro che per guadagnarne devi vincere partite: è un po’ un cane che si morde la coda. Ad ogni modo indipendentemente dai risultati, bisogna sempre lavorare senza scoraggiarsi, se hai le qualità e ti alleni bene alla fine il tuo momento arriva”. Forse ci siamo.