Non ci sono più dubbi. Carlos Alcaraz non è più l'enfant prodige del tennis spagnolo, ma è la nuova stella nascente della racchetta mondiale, perché a soli 19 anni (festeggiati il 5 maggio) questo ragazzo non solo ha portato a casa nel giro di 14 giorni sia l'Atp di Barcellona che il Masters 1000 di Madrid, ma proprio sulla terra rossa della capitale spagnola ha letteralmente segnato un cambio generazionale battendo nell'ordine Rafa Nadal, Novak Djokovic, numero 1 del mondo, e Alexander Zverev, numero 3 del ranking.
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Ha già riscritto la storia
Insomma, se mai qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi sulle capacità del giovane campioncino di Murcia allenato dall'ex numero uno Juan Carlos Ferrero, dopo Madrid ha dovuto ricredersi. Prima della finale con Zverev, Alcaraz aveva già riscritto i libri di storia diventando il primo tennista in assoluto a battere nello stesso torneo su terra battuta sia Nadal che Djokovic. Con la vittoria sul tedesco, invece, lo spagnolo ha portato a casa il suo secondo Masters 1000 stagionale dopo quello di Miami ad aprile (è il secondo più giovane a riuscirci dopo Nadal), nonché il suo 4 trofeo in questo 2022 insieme ai due Atp 500 a Rio de Janeiro e in Catalogna, il quinto in carriera.
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Da 120° a 6° in poco più di un anno
Un'escalation che ha permesso ad Alcaraz di diventare prima (col successo di Barcellona) il più giovane tennista a entrare nella top ten dopo Rafa Nadal nel 2002 (il nono più giovane di sempre), poi di essere il nuovo numero 6 al mondo appunto dopo il successo di Madrid. In poco più di un anno, quindi, il campione spagnolo si è letteralmente divorato la classifica mondiale passando dal numero 120 del 25 aprile del 2021 al mettersi a ridosso della top five 379 giorni dopo. Un'impresa mai riuscita prima d'ora a nessun tennista, nemmeno ai big three Djokovic, Nadal e Federer. Dal 1 gennaio 2022 in cui Alcaraz occupava la 32/a posizione del ranking, sono arrivate 28 vittorie su 31 partite giocate. Lo spagnolo ha perso solo contro Matteo Berrettini al terzo turno dell'Open d'Australia (10-5 al super tie-break del quinto set), contro Rafael Nadal in semifinale a Indian Wells e all'esordio a Monte-Carlo contro l'americano Korda.
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Nel mirino uno Slam
Peccato non vederlo al Foro Italico per il Masters di Roma, ma con un calendario così fitto di impegni anche i migliori hanno bisogno di riposo. Ora c'è il Roland Garros nel mirino: "Penso di essere pronto per vincere uno Slam", le sue parole dopo la vittoria di Madrid. "Penso di essere pronto per farlo. Questo è un obiettivo per me quest'anno, cercare di ottenere il mio primo Slam. Lavorerò per questo e vediamo cosa accadrà al Roland Garros". E anche Toni Nadal, l'ex coach e zio di Rafa incorona Carlos: "Per anni mi sono preoccupato del vuoto che mio nipote avrebbe probabilmente lasciato nel nostro sport quando si sarebbe ritirato. Ora sono convinto che questa lacuna sarà completamente colmata. Questa nuova vittoria contro Alexander Zverev, in un match senza storia, continua a promettere che prima o poi Carlos diventerà il leader del circuito ATP. Ieri è stato nettamente superiore a un avversario che, travolto dal suo gioco, non ha saputo opporre alcuna resistenza. Oggi - conclude - non vedo nessun giocatore della cosiddetta Next Gen che possa mettere in ombra lo spagnolo".