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Fognini-Sinner, agli Internazionali d'Italia un derby che vale gli ottavi

Fognini e Sinner
Fognini e Sinner 
Alle 19 il testa a testa, inedito fin qui nel tour, fra i due azzurri di Coppa Davis (34 anni il ligure e 20 l'altoatesino), che vale un posto negli ottavi di finale degli Internazionali d'Italia. Due generazioni di quel tennis maschile azzurro che oggi spopola a livello mondiale
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ROMA - Un derby tricolore che vale un posto negli ottavi di finale agli Internazionali d'Italia (quinto ATP Masters 1000 stagionale - montepremi 5.415.410 euro) in pieno svolgimento sulla terra rossa del Foro Italico. Protagonisti, alle ore 19, ad aprire la sessione serale di mercoledì sul Centrale romano, Fabio Fognini e Jannik Sinner: con tutto il rispetto per le altre stelle del circuito presenti nella Capitale il match del giorno, in particolare per gli appassionati del Belpaese, due ore prima che allo Stadio Olimpico, a poche centinaia di metri di distanza, vada in scena il derby d'Italia di calcio tra Inter e Juventus con in palio la Coppa Italia.

Fognini e Sinner, due generazioni azzurre a confronto

Un testa a testa tutto italiano - il primo tra i due nel tour professionistico - che è anche e soprattutto una sfida generazionale. Fognini, 35 anni fra meno di due settimane (è nato ad Arma di Taggia il 24 maggio 1987), attualmente n.57 del ranking mondiale, ha il merito di aver riportato per primo, dopo 41 anni di digiuno, il nome di un italiano tra i Top10, nel giugno del 2019 e nonostante vari problemi fisici anche dopo un delicato intervento alle caviglie è tornato competitivo nel circuito, spinto anche dal desiderio di scrivere un'altra pagina di storia sportiva, magari in Coppa Davis - dove a fine 2021 ha fatto proprio da "chioccia" con i suoi consigli all'esordiente altoatesino - o insieme all'amico Simone Bolelli, con cui è in piena corsa per le ATP Finals. Sinner (nato a San Candido il 16 agosto 2001 a ), n.13 del ranking ATP e decima testa di serie, l'agognato traguardo dell'ingresso nell'elite del tennis mondiale l'ha raggiunto a soli 20 anni e due mesi, nel novembre scorso (solo Nadal, Djokovic e Murray erano più giovani al momento della loro prima volta in top 10). Insomma, due generazioni di quel tennis maschile azzurro che oggi spopola a livello mondiale, che si confrontano per la prima volta proprio nel luogo simbolo del movimento: il Foro Italico. Un match che, a prescindere dal risultato, comunque resterà negli annali.

Nove titoli in carriera per Fabio, 5 per Jannik

Fognini ha conquistato in carriera nove titoli, l'ultimo in ordine di tempo è anche quello più prestigioso, trattandosi del Masters 1000 di Monte-Carlo 2019, primo italiano ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro in questa categoria di tornei. In precedenza il ligure aveva rotto il ghiaccio nel 2013 a Stoccarda, ripetendosi ad Amburgo, poi l'anno seguente il successo Vina del Mar, nel 2016 a Umago e nel 2017 a Gstaad, prima della tripletta vincente calata nel 2018, con i trionfi a San Paolo, Bastad e Los Cabos (l'unico sul cemento). In riva al Tevere, dove è arrivato nei quarti nel 2018, il 34enne di Arma di Taggia ha debuttato superando 6-4 7-6(5) l'austriaco Dominic Thiem, ex numero 3 del mondo, oggi n.162 ATP dopo uno stop di quasi un anno per un infortunio al polso. Sono cinque invece i trofei del circuito maggiore messi in bacheca fin qui da Sinner, tutti sul "duro": il primo a fine 2020 a Sofia, poi il poker nella passata stagione, con i successi a Melbourne 1, Washington, di nuovo Sofia e Anversa, oltre alla finale nel Masters 1000 di Miami, persa con l'amico polacco Hubert Hurkacz, spesso anche compagno di doppio. All'esordio sui campi romani, dove ha raggiunto gli ottavi nel 2020 e per sua stessa ammissione "non vedeva l'ora di tornare a giocare", Jannik - reduce dagli ottavi a Madrid (stoppato dal canadese Auger-Aliassime) - martedì sera ha sconfitto 6-4 6-3 lo spagnolo Pedro Martinez, n.40 ATP. Il vincente di questa sfida tricolore troverà dall'altra parte della rete giovedì, nella parte bassa del tabellone (quella presidiata dal tedesco Alexander Zverev, n.3 Atp e 2 del torneo), il serbo Filip Krajinovic, n.54 della classifica mondiale, che ha eliminato al 2° turno il russo Andrey Rublev, n.7 del ranking e sesto favorito del seeding.

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