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John McEnroe: "Nadal favorito al Roland Garros, ma attenti ad Alcaraz. Sinner? Spero vinca qualche Slam"

John McEnroe al Roland Garros
John McEnroe al Roland Garros (reuters)

L'ex campione americano, ora opinionista, dice la sua sul torneo di Parigi: "Solo gli infortuni possono fermare Rafa". Sul giovane azzurro: "Ero disponibile ad allenarlo, ma ora non ho familiarità con chi gli è accanto, gli auguro il meglio". E sul tennis di oggi: "Giocatori capricciosi? Si comportano meglio di me"

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Più americano a Parigi di lui non c'è nessuno. John McEnroe si diverte ancora. Un po' attore lo era già in campo e in tv fa l'opinionista/performer per Discovery che trasmette in diretta tv su Eurosport lo Slam rosso. Ma se si ferma con i giornalisti a parlare di tennis le idee sono chiare e con netti accenti spagnoli: "Come fai a non considerare Nadal comunque il favorito? L'unica ragione possibile è un qualche tipo di infortunio". 

E Carlos Alcaraz? 
"Mi piace molto il ragazzo, anche se non è abituato a giocare al meglio dei cinque. Qui ha già rischiato ma resta uno dei favoriti". 

Anche se fisicamente non è di taglia XXL. 
"Già, i giocatori stanno diventando sempre più alti. E allora dico che è fantastico vedere un ragazzo di altezza normale. Bello come rimedia ai centimetri mancanti. Su Alcaraz credo che nessuno sia sorpreso di come velocemente sia arrivato: se penso che un anno fa cercava di capire come giocare sul duro..., impara così velocemente. Juan Carlos Ferrero è un grande allenatore, lui lo capisce e, come dire, si stanno nutrendo l'un l'altro. Ed è bello". 

E voi americani come siete messi? 
"C'è una nuova generazione, e la buona notizia è che ci saranno 2/4 giocatori nella Top Ten nei prossimi due anni". 

Fabio Fognini dice che quando smetterà non guarderà più il tennis: non gli piace il gioco moderno. 
"Eppure la varietà dei colpi c'è: pensate alle smorzate di Alcaraz. Dimostra che hai bisogno di altri colpi, oltre alla potenza. Sono d'accordo che generalmente negli ultimi venti anni la tendenza sia stata colpire la palla per farle sempre più male, ma i migliori sono quelli che hanno più varietà: Rafa, Novak, Roger". 

E Jannik Sinner? Si ricorda di quando affermava di essere disponibile ad allenarlo? 
"Certo. Poi non ho ricevuto chiamate da lui o dal suo staff. È un bravo ragazzo, si allena in Italia e a Montecarlo e dunque è in Europa che trascorre la maggior parte del suo tempo, e già questo rendeva difficile anche solo pensare alla possibilità di fare qualcosa. L'anno scorso, quando ne parlammo io e Riccardo Piatti, credo che lui nemmeno lo sapesse". 

Poi ha deciso per una svolta tecnica: cosa ne pensa? 
"Non l'ho visto di recente. Ho notato che sta cercando di colpire ancora più forte, ma anche di andare avanti con un coach che lo aiuterà a lungo termine. Credo di poterlo aiutare ma non ho familiarità con chi ora è quotidianamente con lui e gli auguro il meglio, sperando vinca qualche Slam". 

A proposito di giganti e tendenze del tennis, a Roma si sono visti Isner e Schwartzman giocare il doppio insieme: 2,08 mt il primo, 170 cm il secondo... 
"Sono stati una squadra divertente e bizzarra. Posso dire? Vedere questi due ragazzi insieme è pazzesco. Chissà se lo rifaranno". 

Tennis femminile: il nome caldo è quello di Iga Swiatek. 
"Qualcuno mi ha chiesto quando imparerà a giocare sul veloce... io dico di darle tempo: ha un atteggiamento che ti fa capire che non sarà solo una giocatrice da terra battuta". 

La nominano presidente dell'Atp: che cosa fa? 
"Ah beh... aiuterei i giocatori che in classifica sono tra la posizione 100 e 400. Se le federazioni fanno soldi ma non li distribuiscono ai giocatori è sbagliato. Altrimenti diventa scoraggiante per i giovani: il tennis è troppo costoso". 

E cosa risponde a chi sostiene che i tennisti di oggi siano, come dire, un po' capricciosi? 
"Domanda alla persona sbagliata... Io ho meritato di essere multato, ma il tennis - dovete capirlo - è un gioco molto frustrante. Poi ci sono altre situazioni, come far giocare qualcuno di notte e quello non va bene. In generale penso che i giocatori si comportino molto bene. Meglio di me". 

Due parole e un nome per chiudere: Roger Federer. 
"Eh... già cinque o sei anni fa si era preso sei mesi di pausa, no? E ha pensato fosse finita, che non c'era modo di vincere un altro Slam. E poi lo ha vinto. Ora, farlo di nuovo, sembra essere quasi impossibile, ma sai... Roger ha detto che giocherà a Basilea. Ho la sensazione, ma potrei sbagliarmi totalmente, che dirà addio in Svizzera, a casa sua. A meno che non si senta benissimo, e allora forse proverà a giocare in Australia e poi chi diavolo sa, farà tornare indietro l'orologio. Vedremo cosa lo renderà felice". 

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