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Roland Garros, finale Gauff-Swiatek. Il tennis cerca la sua nuova regina

Coco Gauff (ansa)
Alle 15 l'ultimo atto del torneo parigino. Dopo il ritiro di Barty in campo femminile non c'è una vera e propria dominatrice. Anche per questo la diciottenne Gauff e Martina Trevisan possono sperare di entrare a far parte in pianta stabile delle migliori al mondo
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PARIGI — Pomeriggio per sole donne, dunque, al Roland Garros. Oggi, alle 15, la sfida per la coppa femminile tra Iga Swiatek e Cori (Coco) Gauff. Rivedremo la polacca trionfare (come nel 2020), oppure avremo una clamorosa prima volta? Nel secondo caso avremmo una nuova Top Ten (Coco diventerebbe numero otto), altrimento Iga confermerà la leadership acquisita dopo il ritiro di Ashleigh Barty. 

Ed eccoci al punto di domanda: lo stato dell'arte del tennis femminile e il suo momento di transizione. Lo ha certificato perfino una come Camila Giorgi: "In questo momento nel tennis rosa possono vincere tutte". Ovviamente la frase non è riferita a lei che, come ha detto dopo la sconfitta nei quarti con Darya Kasatkina. "Non ho niente da imparare da lei, se voglio vedo i video di Agassi e comunque non ho un piano B". Potremmo aprire un lungo dibattito su cosa sono le strategie nello sport, la presunzione e l'arroganza (per non usare qualche a…

PARIGI — Pomeriggio per sole donne, dunque, al Roland Garros. Oggi, alle 15, la sfida per la coppa femminile tra Iga Swiatek e Cori (Coco) Gauff. Rivedremo la polacca trionfare (come nel 2020), oppure avremo una clamorosa prima volta? Nel secondo caso avremmo una nuova Top Ten (Coco diventerebbe numero otto), altrimento Iga confermerà la leadership acquisita dopo il ritiro di Ashleigh Barty. 

Ed eccoci al punto di domanda: lo stato dell'arte del tennis femminile e il suo momento di transizione. Lo ha certificato perfino una come Camila Giorgi: "In questo momento nel tennis rosa possono vincere tutte". Ovviamente la frase non è riferita a lei che, come ha detto dopo la sconfitta nei quarti con Darya Kasatkina. "Non ho niente da imparare da lei, se voglio vedo i video di Agassi e comunque non ho un piano B". Potremmo aprire un lungo dibattito su cosa sono le strategie nello sport, la presunzione e l'arroganza (per non usare qualche altra parola che suonerebbe poi come diffamazione), ma questa è un'altra storia. 

Quindi, restiamo al primo assunto citato: nel tennis femminile può vincere chiunque. Che vuole dire, tradotto, che non c'è una regina che comanda in modo assoluto. In effetti mancano proprio tenniste con personalità: con Serena Williams che traccheggia in attesa di capire se quel maledetto record degli Slam (è a un tiro di schioppo da Margaret Court da tempo) si può raggiungere o meno (ma ormai lei ha un'età: non si può dire perché è una signora ormai, ma è la stessa di Federer: quasi 41), avere come numero Iga Swiatek indica freschezza, ma anche un sapore acerbo.  

Pensate poi che la numero 2 si chiama Anett Kontaveit, e il sospetto è che la maggioranza degli appassionati non la conosca approfonditamente (eufemismo). La numero 3? Paula Badosa, spagnola con una bella storia: è la figlia di una fashion designer che vive a New York. Ma a parte questo dettaglio 'stiloso' deve ancora insidere sul campo. E poi il vento arabo: evviva e finalmente, quello di Ons Jabeur. La tunisina n. 4 che diventerà leggenda. A seguire: la greca Maria Sakkari, la bielorussa Aryna Sabalenka, la ceca Karolina Pliskova.  

Una bella mappa geografica: tanti Paesi diversi. Ma la verità è che siamo, o meglio lo è la Wta, in attesa della Next Gen (con le donne si può usare il termine?): Raducanu, Fernandez e chi vuoel farsi avanti è la benvenuta. 

E allora ben venga Martina Trevisan, mancina come quella famosa tennista di cui porta il nome (sì, è così). Per ora è n. 26, e non fatevi ingannare dalla carta d'identità di Martina (28 anni): se gliene togliete almeno quattro (per inattività), vedrete che i conti torneranno.