Roland Garros, finale Gauff-Swiatek. Il tennis cerca la sua nuova regina
dal nostro inviato Paolo Rossi , dal nostro inviato Paolo RossiPARIGI — Pomeriggio per sole donne, dunque, al Roland Garros. Oggi, alle 15, la sfida per la coppa femminile tra Iga Swiatek e Cori (Coco) Gauff. Rivedremo la polacca trionfare (come nel 2020), oppure avremo una clamorosa prima volta? Nel secondo caso avremmo una nuova Top Ten (Coco diventerebbe numero otto), altrimento Iga confermerà la leadership acquisita dopo il ritiro di Ashleigh Barty.
Ed eccoci al punto di domanda: lo stato dell'arte del tennis femminile e il suo momento di transizione. Lo ha certificato perfino una come Camila Giorgi: "In questo momento nel tennis rosa possono vincere tutte". Ovviamente la frase non è riferita a lei che, come ha detto dopo la sconfitta nei quarti con Darya Kasatkina. "Non ho niente da imparare da lei, se voglio vedo i video di Agassi e comunque non ho un piano B". Potremmo aprire un lungo dibattito su cosa sono le strategie nello sport, la presunzione e l'arroganza (per non usare qualche a…
PARIGI — Pomeriggio per sole donne, dunque, al Roland Garros. Oggi, alle 15, la sfida per la coppa femminile tra Iga Swiatek e Cori (Coco) Gauff. Rivedremo la polacca trionfare (come nel 2020), oppure avremo una clamorosa prima volta? Nel secondo caso avremmo una nuova Top Ten (Coco diventerebbe numero otto), altrimento Iga confermerà la leadership acquisita dopo il ritiro di Ashleigh Barty.
Ed eccoci al punto di domanda: lo stato dell'arte del tennis femminile e il suo momento di transizione. Lo ha certificato perfino una come Camila Giorgi: "In questo momento nel tennis rosa possono vincere tutte". Ovviamente la frase non è riferita a lei che, come ha detto dopo la sconfitta nei quarti con Darya Kasatkina. "Non ho niente da imparare da lei, se voglio vedo i video di Agassi e comunque non ho un piano B". Potremmo aprire un lungo dibattito su cosa sono le strategie nello sport, la presunzione e l'arroganza (per non usare qualche altra parola che suonerebbe poi come diffamazione), ma questa è un'altra storia.
Pensate poi che la numero 2 si chiama Anett Kontaveit, e il sospetto è che la maggioranza degli appassionati non la conosca approfonditamente (eufemismo). La numero 3? Paula Badosa, spagnola con una bella storia: è la figlia di una fashion designer che vive a New York. Ma a parte questo dettaglio 'stiloso' deve ancora insidere sul campo. E poi il vento arabo: evviva e finalmente, quello di Ons Jabeur. La tunisina n. 4 che diventerà leggenda. A seguire: la greca Maria Sakkari, la bielorussa Aryna Sabalenka, la ceca Karolina Pliskova.
E allora ben venga Martina Trevisan, mancina come quella famosa tennista di cui porta il nome (sì, è così). Per ora è n. 26, e non fatevi ingannare dalla carta d'identità di Martina (28 anni): se gliene togliete almeno quattro (per inattività), vedrete che i conti torneranno.