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Nadal, l'incognita Wimbledon sulla via del Grande Slam

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Era circolata in mattinata una balla insidiosa, come tutte quelle che forzano un problema reale rendendosi in qualche modo verosimili: riguardava il ritiro dalle competizioni che Rafa Nadal avrebbe annunciato al termine della finale del Roland Garros, in una conferenza stampa apposita, alla presenza del suo storico rivale Roger Federer. Era proprio questo il particolare che rendeva la balla bellissima, e dunque irresistibile: il sostegno dell'avversario più grande nel momento più difficile. Qualcuno si spingeva a ipotizzare addirittura un ritiro congiunto - da tempo Roger sta studiando come congedarsi - e la cosa era credibile perché alla faccia di tutti i discorsi sulla cattiveria nelle grandi rivalità è noto che i due coltivano un rapporto perfino affettuoso. Insomma, la bellezza della fake news era talmente elevata da introdurre con un po' di ritardo, come il tuono dopo il lampo, il suo effetto basico: stavamo per assistere all'ultimo …

Era circolata in mattinata una balla insidiosa, come tutte quelle che forzano un problema reale rendendosi in qualche modo verosimili: riguardava il ritiro dalle competizioni che Rafa Nadal avrebbe annunciato al termine della finale del Roland Garros, in una conferenza stampa apposita, alla presenza del suo storico rivale Roger Federer. Era proprio questo il particolare che rendeva la balla bellissima, e dunque irresistibile: il sostegno dell'avversario più grande nel momento più difficile. Qualcuno si spingeva a ipotizzare addirittura un ritiro congiunto - da tempo Roger sta studiando come congedarsi - e la cosa era credibile perché alla faccia di tutti i discorsi sulla cattiveria nelle grandi rivalità è noto che i due coltivano un rapporto perfino affettuoso. Insomma, la bellezza della fake news era talmente elevata da introdurre con un po' di ritardo, come il tuono dopo il lampo, il suo effetto basico: stavamo per assistere all'ultimo match di Rafa Nadal, e naturalmente non eravamo pronti.

Il match point con cui Nadal ha vinto il suo 14° Roland Garros

Con simili premesse, la finale in sé è stata la parte meno interessante del pomeriggio, e se vogliamo delle due settimane visto che Rafa ha più volte ricordato come la malformazione al piede sinistro gli costi ormai livelli di dolore indicibili, cosa che ci ha fatto riesumare ultimo tango a Parigi da Auger-Aliassime in poi. Sabato scorso abbiamo visto Nadal allo Stade de France, ad applaudire il suo amato Real Madrid nell'atto di alzare al cielo la 14ª Coppa dei Campioni: chiunque gli passasse accanto si sentiva in diritto di dirgli che la settimana successiva lui avrebbe vinto il 14° Roland Garros, come se fosse un automatismo. Rafa si schermiva con quel suo impagabile tratto di umiltà che non pare costargli alcuno sforzo, un altro dei suoi molti talenti naturali. Ma se già 14 coppe in 67 edizioni costituiscono un risultato straordinario - e a vincerle è stata una squadra di calcio, e sono almeno tre le generazioni che hanno contribuito - 14 titoli di singolare ottenuti in 18 partecipazioni implicano una difficoltà non interamente percepibile dalla mente umana.

Casper Ruud non è sceso in campo per affrontare un avversario ma il suo idolo, come si è capito dal discorso non solo educato, persino tenero, che gli ha dedicato durante la premiazione. Così Nadal ha dovuto usare quasi esclusivamente le marce basse, e nell'unico passaggio in cui è parso vulnerabile - l'inizio del secondo set - Ruud l'ha aspettato senza fargli fretta. Una volta avanti 3-1 il norvegese avrebbe dovuto aumentare i colpi, scommettendo sul fatto che alcuni errori inattesi di Rafa segnalassero un'incrinatura: invece non ha raccolto più un game, chiudendo con un parziale umiliante di 0-11 senza che la cosa gli togliesse il sorriso.

È stato in quel momento che ci siamo ricordati tutti della balla, che pur essendo stata smentita continuava a gravare sul Bois de Boulogne, e meno male che Federer non si è fatto vedere al tennis - era davvero a Parigi! - che altrimenti l'avremmo bevuta ancora. Nadal ha festeggiato dicendo che deve giocare col piede anestetizzato e che non può andare avanti così, ma intendendo la necessità di una nuova terapia, non ancora di una nuova vita.

Verrà a Wimbledon fra tre settimane? Gli farebbe bene riposare per affrontare poi la stagione americana, ma il titolo del Roland Garros dopo quello d'Australia lo pone a metà strada di un incredibile Grande Slam crepuscolare. Rafa non è mai arrivato così lontano nella ricerca del Sacro Graal, perché l'altra volta in cui aveva vinto a Melbourne in gennaio era stato nel 2009, l'anno della sconfitta da Soderling a Parigi. E quindi, citando il finale di Blade Runner, noi e Rafa non sappiamo quanto staremo ancora insieme. Ma chi è che lo sa?