Nadal e gli altri, il Roland Garros lascia un'infermeria piena
dal nostro inviato Paolo Rossi , dal nostro inviato Paolo RossiPARIGI - Oltre al record di Rafa Nadal c'è anche un dato negativo che il Roland Garros lascia in eredità al mondo della racchetta maschile: l'aumento degli iscritti nell'infermeria. La lista si è allungata proprio. Con il trionfatore dello Slam parigino: Nadal, è l'ultimo. Era il segreto di pulcinella, il suo problema al piede, ma lui non ne aveva voluto parlare durante il torneo "per rispetto degli avversari". Che significa non fare pretattica, o giocare a fare l'infortunato come accade di vedere qualche volta sui campi da tennis.
PARIGI - Oltre al record di Rafa Nadal c'è anche un dato negativo che il Roland Garros lascia in eredità al mondo della racchetta maschile: l'aumento degli iscritti nell'infermeria. La lista si è allungata proprio. Con il trionfatore dello Slam parigino: Nadal, è l'ultimo. Era il segreto di pulcinella, il suo problema al piede, ma lui non ne aveva voluto parlare durante il torneo "per rispetto degli avversari". Che significa non fare pretattica, o giocare a fare l'infortunato come accade di vedere qualche volta sui campi da tennis.
Certo però che il dato comincia a essere consistente: abbiamo Nadal che ha un nervo da trattare ed è fortemente a rischio per Wimbledon, Zverev che s'è lesionato la caviglia e l'erba la vedrà dal binocolo, Sinner che ha problemi al ginocchio non ancora ufficialmente diagnosticati. Di Federer non ne parliamo neanche più. Aggiungiamo Medvedev, tornato dalla convalescenza giusto per giocare Parigi, e si è visto in quali condizioni. La buona notizia riguarda Matteo Berrettini che esce dall'infermeria e a Stoccarda va a testare le sue condizioni, dopo l'intervento chirurgico al mignolo.
Cosa succede allora? Va bene che i motivi sono diversi per ogni tennista, e che Zverev (per dire) non fa testo in quanto il suo infortunio è dovuto a una caduta traumatica, ma per Nadal e Sinner, tanto per dire, la causa potrebbe essere la stessa: usura. Per il primo dovuta ai troppi anni, l'esatto opposto per il secondo.
Ipotesi, ovviamente. Soltanto i medici specialisti possono rispondere a queste domande, e solo conoscendo completamente il quadro clinico. Però una crisi sanitaria così numerosa, che riguarda i tennisti al top, non la si ricordava da un bel po'.
Poi ci sono i convalescenti, da aggiungere: volendo, anche Tsitsipas che ancora non raggiunge il picco di forma dopo l'intervento alla spalla, o lo stesso Djokovic che denota alti e bassi di energie, e ci si chiede se sia tutto ok per il numero uno del mondo.
Il tutto si verifica alla vigilia della stagione sull'erba, superficie che spezza certi equilibri e aiuta le sorprese. Quest'anno ancora di più, senza la partecipazione di russi e bielorussi. Per cui c'è una grande occasione per gli outsider ambiziosi e i tennisti di sana e robusta costituzione: è il caso di suggerire di cogliere l'attimo. Ora, o mai più.