'Nole il cannibale' si divora anche Norrie e vola in finale per l'8/a volta a Wimbledon. Djokovic rispetta senza problemi il pronostico in semifinale e centra la sua 32/a finale in uno Slam, un record. Domenica contro Nick Kyrgios andrà a caccia del suo 21° Major. Per il serbo si tratta della 27/a vittoria di fila sull'erba (ultima sconfitta con Cilic nel 2018) e del 31° match consecutivo vinto a Wimbledon (non perde dalla sfida con Querrey nel 2016). Spento il sogno del numero 12 del mondo che sperava di regalare alla Gran Bretagna un altro grande risultato, a 6 anni di distanza dal trionfo di Murray.
Un match simile a quello con Sinner
Djokovic si è imposto in rimonta per 2-6, 6-3, 6-2, 6-4 in un match che è sembrato una fotocopia della sfida nei quarti con Sinner. Nole per mezz'ora è sembrato essere rimasto mentalmente negli spogliatoi. Irriconoscibile, ha sbagliato più del dovuto (12 errori non forzati) consentendo a un Norrie scolastico ma preciso di andare avanti di due break e chiudere 6-2 la prima frazione. A poco a poco, però, il serbo si è scaldato, ha iniziato a sbagliare meno e il match è girato. Norrie si è aggrappato al servizio e ad alcune buone accelerazioni per restare attaccato nel punteggio. Alla quarta palla-break nel set, però, si è dovuto arrendere consentendo a Djokovic di salire sul 5-3 e chiudere nel game seguente.
Una partita in crescendo
Presa fiducia, Djokovic ha iniziato a dominare. Ha inserito il pilota automatico, ha alternato palle corte a scambi profondi e angolati e Norrie è andato in confusione. Perso 6-2 il terzo, il britannico è scivolato sotto 2-0 anche al quarto poi è stato bravo, trascinato dagli incitamenti del pubblico, a restare aggrappato al punteggio fino all'ultimo anche se Djokovic, servendo sempre meglio (13 ace alla fine con l'83% di punti con la prima), non ha concesso al rivale alcuna chance di rientrare.
Kyrgios è avanti 2-0 nei precedenti
Tra Djokovic e il 7° titolo a Wimbledon (4° di fila come finora è riuscito solo a Borg, Federer e Sampras, ndr) ora è rimasto solo Nick Kyrgios, approdato in finale senza sudare grazie al ritiro di Nadal. L'australiano confida di coronare un torneo fantastico ma è evidente che dovrà compiere un vero e proprio miracolo sportivo per sovvertire un pronostico che non sembra dargli alcuna chance. Gli amanti di 'cavallo pazzo', però, si aggrappano alla cabala per sperare in un epilogo diverso. Nei due precedenti, entrambi sul cemento, Kyrgios si è, infatti, imposto sempre per 2 set a 0: 7-6 (11/9), 7-5 ad Acapulco e 6-4, 7-6 (7/3) al Masters 1000 di Indian Wells. Poco importa che era il 2017, un'era fa nel tennis. Sognare, però, non costa nulla.