Non è mai troppo tardi, anche se stavolta sembrava proprio di sì. La scalata di Franco Agamenone nel torneo di Umago, dove ha battuto nell'ordine Djere, Baez e Cecchinato, è iniziata due anni fa. Quando, alla veneranda - per il tennis - età di 27 anni, Franco (diventato in questa settimana beniamino del pubblico croato, che lo inneggia cantando ritmicamente il suo nome), nato a Rio Cuarto, Argentina, ha optato per la cittadinanza italiana. Il suo bisnonno Giuseppe era nato in provincia di Cuneo nel 1892 e dopo la Prima guerra mondiale era emigrato in Argentina. Con due passaporti in possesso, Franco ha scelto quello del Paese emergente del tennis, il nostro.
Agamenone e il Tennis Club Lecce
Il trasferimento al Tennis Club Lecce, nel 2020, alla fine di una squalifica per doping di 10 mesi (aveva assunto non intenzionalmente un diuretico) è andato di pari passo a una classifica che improvvisamente ha iniziato a dargli ragione: se a inizio 2021 Agamenone era numero 675 Atp, è ormai alle soglie della top 100 (108, per ora) e va a giocarsi contro Jannik Sinner addirittura l'ingresso in finale in un torneo. Se dovesse vincere, diventerebbe numero 93 Atp.
Agamenone e l'esordio al Roland Garros
Il 2021 è stato l'anno della svolta: prima i successi in serie in tornei Futures, poi ad agosto il successo nel Challenger di Praga e, due settimane dopo, quello al Challenger di Kiev. Successi che alimentano l'autostima del non più giovane terraiolo sudamericano. Nel 2022 un altro successo, nel Challenger di Roma, prima di giocare - perdendo al terzo turno - le qualificazioni del Roland Garros. Dove però, ripescato come lucky loser, riesce a esordire, ancor prima di poter giocare una partita in un torneo Atp.
Il coach di Agamenone: "È umile e non molla mai"
Quello di Umago è, sempre passando dalle qualificazioni, il suo esordio nel circuito e quella su Djere al primo turno la sua prima vittoria nel tabellone principale di un torneo Atp. È allenato da un coach salentino, Andrea Trono, che dopo il successo su Baez ha dichiarato al portale Ubitennis: "I match point di Franco andrebbero mostrati in tutte le scuole tennis: sono testimonianza di umiltà, perseveranza e professionalità. Mostrano la sua voglia di non mollare".