Us Open, Serena Williams batte Kontaveit in tre set: l'addio al tennis è rimandato
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK — "Non ho più niente da provare, più niente da vincere e da perdere", dice a fine gara Serena Williams, regalando ai quindicimila dell'Arthur Ashe una straordinaria mezza bugia. Perché la notte dell'addio al tennis non è ancora arrivata: di fronte alla numero due del ranking mondiale, l'estone Anett Kontaveit, di quindici anni più giovane, Serena gioca un tennis magnifico, generoso, e ribalta tutti i pronostici, ribadendo il suo primato, vincendo in tre set (7-6 2-6 6-2) dopo due ore e 27 minuti e accedendo al terzo turno degli Us Open.
Il bilancio delle sue prime due partite nella storia di questo torneo è mostruoso: 42 vittorie e zero sconfitte. È vero, Serena non ha niente più da dimostrare e niente da perdere, e forse questo ha finito per liberarla dall'ultimo peso, ma è vero anche il contrario: ha ancora una straordinaria voglia di vincere. Colpire la palla non è pi&ugr…
NEW YORK — "Non ho più niente da provare, più niente da vincere e da perdere", dice a fine gara Serena Williams, regalando ai quindicimila dell'Arthur Ashe una straordinaria mezza bugia. Perché la notte dell'addio al tennis non è ancora arrivata: di fronte alla numero due del ranking mondiale, l'estone Anett Kontaveit, di quindici anni più giovane, Serena gioca un tennis magnifico, generoso, e ribalta tutti i pronostici, ribadendo il suo primato, vincendo in tre set (7-6 2-6 6-2) dopo due ore e 27 minuti e accedendo al terzo turno degli Us Open.
Il bilancio delle sue prime due partite nella storia di questo torneo è mostruoso: 42 vittorie e zero sconfitte. È vero, Serena non ha niente più da dimostrare e niente da perdere, e forse questo ha finito per liberarla dall'ultimo peso, ma è vero anche il contrario: ha ancora una straordinaria voglia di vincere. Colpire la palla non è più un gesto sportivo. Ogni punto conquistato è stato un allontanare il destino, le lacrime finali, il saluto alla folla. Da quando a Vogue ha annunciato il ritiro, gli Open di New York sono diventati quelli del lungo addio. Ogni notte può essere l'ultima, ma non questa.
Pete Sampras lasciò il tennis nel 2002 vincendo gli Us Open, Serena sogna di fare lo stesso per eguagliare il record assoluto di tornei del Grande Slam vinti, 24, dall'australiana Margaret Court. Il sogno è ancora vivo. Stavolta Serena ha superato un ostacolo maggiore rispetto a quello del primo turno. Nelle ultime settimane Kontaveit aveva raggiunto la finale ad Amburgo, mentre Serena i trentaduesimi di un torneo in Canada. Dal 2021 l'estone aveva vinto cinquanta partite sul cemento, più di tutte, e cinque titoli Wta su superfici veloci negli ultimi tredici mesi. Ufficialmente la Williams era finita al 605° posto del ranking, ma il campo ha detto che la leggenda ha ancora voglia di guarda il mondo dall'alto.
Spinta dal pubblico, tra cui c'erano Spike Lee, Dionne Warwick e Anna Wintour, l'americana ha tenuto quasi sempre in pugno l'incontro grazie al suo servizio potente e preciso, sia in uscita sia lungo la linea centrale: alla fine 11 aces contro 5 dell'avversaria, con il 64 per cento di prime palle di servizio, 37 colpi vincenti e, segno di una condizione atletica ancora straordinaria per l'età, 7 vincenti su 8 attacchi sotto rete. Serena ha vinto in totale 101 punti, appena uno in più dei 100 dell'avversaria, ma quelli della campionessa sono stati pesanti. Non ha niente da dimostrare e tutta la voglia di farlo da prima donna.
Il vestitino nero intarsiato, i lacci dorati sulle sneakers, una con la parola "Queen", l'altra con scritto "Mama", alla fine ha confessato: "Quando ho perso il secondo set, ho detto 'oh, mio dio, poteva starci, ma io volevo continuare e dare il meglio". "É così bello giocare davanti a questo pubblico - ha aggiunto - vi amo tutti. Andiamo avanti". Serena alla fine non voleva più lasciare l'Arthur Ashe: ha continuato a firmare autografi a bordo campo per venti minuti, prima di entrare nello spogliatoio e salutare un'altra leggenda, Billie Jean King, vestita di rosa fucsia, il colore preferito da Serena. All'angolo del tunnel ha trovato il suo amico Tiger Woods, il campione di golf ospite del box destinato alla famiglia, dove c'era anche la madre, il cui volto con aria assonnata è finito un paio di volte sul maxischermo, ma è sembrato più una posa da madre di una leggenda che noia vera.
Dopo la maratona di tennis, Serena si è dedicata a una seduta con la cyclette, la figlia in un angolo a pochi metri, mentre giornalisti e fotografi la aspettavano nella sala conferenze. Serena indossava un giubbino con scritto sulla schiena 'Goat', acronimo di The Greatest of All Time, la più grande di tutti i tempi. "Sei un'ispirazione per tutti noi", ha scritto su Twitter la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris. Venerdì Serena tornerà di nuovo in campo: a sfidarla sarà Ajla Tomljanovic, l'australiana numero 46 del ranking, che sa già cosa l'aspetta: una donna che ha confessato di "avere ancora qualcosa da dare", e tutto il pubblico contro.