✕

Tennis, la pazienza di Sinner: quanti segreti nella rinascita

Jannik Sinner dopo la vittoria a Montpellier (ansa)
A Montpellier il settimo torneo vinto in carriera. Colpi e angolazioni nuovi in un gioco più vari
2 minuti di lettura

ROMA. I paradossi divertenti della vita: i francesi lo avevano definito come la delusione tennistica del 2022? Ed ecco che Jannik Sinner ricomincia a vincere: dalla Francia. A Montpellier, dove in due precedenti partecipazioni non era mai riuscito a superare il primo turno, l'azzurro s'è tolto tutto lo sfizio, prendendosi - a 21 anni e 6 mesi - il settimo torneo della sua carriera su otto finali giocate (raggiungendo Berrettini nella storia italiana: davanti solo Panatta con 10 e Fognini con 9 tornei conquistati). Sinner ha prevalso 7-6 (3), 6-3 sull'americano Maxime Cressy, il gigante considerato un po' il panda del tennis essendo un fautore del serve and volley e che con la sua battuta assassina è un problema nei tornei indoor. E a Montpellier se ne sono accorti in parecchi.

Bentornato Sinner, dunque. Il primo trionfo del 2023 gli consente di risalire la china della classifica, toccare la 14ª posizione, ma porta con sé un altro me…

ROMA. I paradossi divertenti della vita: i francesi lo avevano definito come la delusione tennistica del 2022? Ed ecco che Jannik Sinner ricomincia a vincere: dalla Francia. A Montpellier, dove in due precedenti partecipazioni non era mai riuscito a superare il primo turno, l'azzurro s'è tolto tutto lo sfizio, prendendosi - a 21 anni e 6 mesi - il settimo torneo della sua carriera su otto finali giocate (raggiungendo Berrettini nella storia italiana: davanti solo Panatta con 10 e Fognini con 9 tornei conquistati). Sinner ha prevalso 7-6 (3), 6-3 sull'americano Maxime Cressy, il gigante considerato un po' il panda del tennis essendo un fautore del serve and volley e che con la sua battuta assassina è un problema nei tornei indoor. E a Montpellier se ne sono accorti in parecchi.

Bentornato Sinner, dunque. Il primo trionfo del 2023 gli consente di risalire la china della classifica, toccare la 14ª posizione, ma porta con sé un altro messaggio: il lavoro di Darren Cahill&Simone Vagnozzi sta cominciando a pagare, con l'aggiunta della preparazione atletica di Umberto Ferrara e del fisio Giacomo Naldi che per lui ha lasciato il basket e la Virtus Bologna. D'altronde, per chi ha occhi buoni, il gioco di Sinner - il suo stesso fisico - è in progress: pian piano la marea si muove nella giusta direzione e speriamo che non ci siano altri intralci con inciampi.

Ora, se provate a punzecchiarlo con interrogativi su possibili rivalse, verrete educatamente e simpaticamente rispediti al mittente: starà cambiando il gioco e il portamento in campo, ma non certo il lifestyle. Jannik resta sulle sue, fa le cose che piacciono a lui preferendo sempre le atmosfere soffuse ai lustrini del palcoscenico. Per dire, è stato visto a Cortina d'Ampezzo in occasione della Coppa del Mondo: se n'è accorto qualcuno? Pochi, perché la discrezione resta la sua vera priorità. Poi viene tutto il resto, di conseguenza. Equilibrio nella vita, equilibrio in campo. "L'importante era che tenessi il mio servizio, poi toccava sfruttare l'eventuale chance". Quindi ecco spuntare la sua nuova virtù, la pazienza. Un doppio fallo di Cressy, nel tie-break, era l'occasione attesa. E non sprecata. Poi, nel secondo set, quando ogni punto cominciava valere doppio, con stanchezza e pressione aumentate, la seconda possibilità e il break che ha consegnato il trofeo.

Viva Sinner allora che, zitto zitto, è ritornato. Senza piangere miseria quand'era in difficoltà e senza proclami oggi che molte pacche sulle spalle torneranno a battere. Siamo davanti a un Sinner 2.0, perché ci sono sprazzi di gioco inediti: c'è meno monotonia (è passabile il termine?) nel suo gioco e una nuova ricerca di colpi, di angolazioni. Come se riscoprisse il campo e ne stesse esplorando le nuove possibilità. Piacevolmente.