Sinner oggi in semifinale contro Rune: la regola del rosso sui campi di Montecarlo
di Paolo Rossi , di Paolo RossiGerarchie. Nulla è per caso: Jannik Sinner ha spiegato a a Lorenzo Musetti cosa vuol dire essere un Top 10 in un'ora e 15 minuti. Una replica della lezione che proprio Musetti - qualche giorno fa - aveva impartito a Luca Nardi, altro emergente, mostrandogli cosa fare per il salto di qualità.
Al torneo di Montecarlo, che è un Masters 1000, non si improvvisa: i valori - tecnici o fisici - diventano palesi: ad esempio, Medvedev, ancora stanco per la battaglia serale (anche polemicamente verbale) contro Zverev di giovedì sera, perde contro Rune. Come Musetti, che non può ripetere la prestazione contro Djokovic: primo, perché Sinner non glielo permette. Secondo, perché il tipo di gioco del carrarino è più congeniale a Jannik ripetto al serbo.
Resta comunque il bel vedere, anche per chi non s'intende di tennis: l'italica sfida s'intona perfettamente con la roulette del casinò monegasco, il rosso e il ner…
Gerarchie. Nulla è per caso: Jannik Sinner ha spiegato a a Lorenzo Musetti cosa vuol dire essere un Top 10 in un'ora e 15 minuti. Una replica della lezione che proprio Musetti - qualche giorno fa - aveva impartito a Luca Nardi, altro emergente, mostrandogli cosa fare per il salto di qualità.
Al torneo di Montecarlo, che è un Masters 1000, non si improvvisa: i valori - tecnici o fisici - diventano palesi: ad esempio, Medvedev, ancora stanco per la battaglia serale (anche polemicamente verbale) contro Zverev di giovedì sera, perde contro Rune. Come Musetti, che non può ripetere la prestazione contro Djokovic: primo, perché Sinner non glielo permette. Secondo, perché il tipo di gioco del carrarino è più congeniale a Jannik ripetto al serbo.
Resta comunque il bel vedere, anche per chi non s'intende di tennis: l'italica sfida s'intona perfettamente con la roulette del casinò monegasco, il rosso e il nero. Ieri ha vinto chi ha puntato sul primo. E forse potrebbe continuare, secondo lo sconfitto Musetti: "Sinner è uno dei migliori al mondo in termini di timing sulla palla, ruba il tempo agli avversari e questo dà molto fastidio. È sempre coi piedi dentro al campo e ora ha aggiunto anche altro al suo tennis: più variazioni. Sul dritto poi è migliorato tantissimo, di rovescio ha un talento naturale. Rispetto al nostro ultimo confronto è cresciuto ancora. È già al livello di Alcaraz, Medvedev, gente arrivata al numero 1, e può diventarlo lui stesso: ha la mentalità e il carattere per essere un leader di questo sport".
Il destinatario, l'altoatesino, incassa e ringrazia: "Mi fa molto piacere. Credo di avere ancora qualcosa da migliorare per arrivare lì, ma ormai mi sento meglio in campo, molto più solido mentalmente di un anno fa. Nella mia testa c'è l'obiettivo di essere continuo nei tornei, e la terza semifinale di fila in un Masters 1000 per me significa molto".
Per il momento Sinner incassa la vittoria n. 150 della carriera. Ma oggi, alle 15.30 (diretta Sky), avrà il danese Holger Rune. Che anticipa il match: "Sarà una grande partita. Sinner ha giocato molto, molto bene negli ultimi due mesi. Probabilmente è più a suo agio sulla terra battuta rispetto a Medvedev. E quando vinci ti senti sicuro, dunque Sinner vive questo stato. Con questo voglio solo dire che dovrò giocare di nuovo il mio miglior tennis aspettando l'occasione. Avrete due giovani giocatori, penso sia fantastico per il pubblico e sono entusiasta di questo. Cosa sarà decisivo? Penso dipenderà dalla posizione in campo. Chi si prenderà la linea di fondo sarà probabilmente quello si prenderà il match. Sinner se ha il tempo di colpire la palla è molto pericoloso. Quindi cercherò di non lasciarglielo fare prendendo io il controllo".
Ma anche Sinner ha le sue idee tattiche: "Rune è fisicamente forte ed aggressivo, la chiave stavolta è la risposta". In suo soccorso, ove mai servissero ancora suggerimenti a Jannik, giunge anche Medvedev: "Rune è un gran giocatore sulla terra battuta. È la superficie che gli si addice di più, con i suoi colpi in topspin, pesanti. Quindi, sì, penso sia molto pericoloso". Restano i numeri, comunque: per l'allievo di Vagnozzi&Cahill è la terza semifinale di fila di un Masters 1000, il più giovane di sempre a riuscirci. Quindi: Les jeux sont faits, rien ne va plus. Chi vuole puntare ancora sul rosso?