Vuole provarci, Matteo Berrettini. La forma è quella che è, una stagione caratterizzata da problemi, ritiri, polemiche, ma alla vigilia di Wimbledon – lo Slam dove due anni fa si arrampicò fino in finale prima di arrendersi a sua maestà Djokovic – il romano, scivolato al numero 37 del ranking, mostra fiducia. "Nonostante tutto, nonostante quest'anno sembra sia segnato da un rito voodoo, alla fine questo posto mi mette allegria. Sia per i ricordi che ho vissuto e che porto ancora con me, sia perché ha qualcosa di speciale. Non mi sento al 100% ma volevo venire qui e giocare, mi è mancata la competizione e l'adrenalina" ha detto a Sky. "Affronto un giorno alla volta, anche qui un punto alla volta. La voglia di fare bene, di stare bene è tanta".
Esordio contro Sonego
Al primo turno Berrettini se la vedrà con Lorenzo Sonego, i due si sono affrontati poche settimane fa a Stoccarda, vinse nettamente il torinese e Matteo lasciò il campo in lacrime. "E' il mio miglior amico sul tour - sottolinea Berrettini -. E' stranissimo, nessuno dei due era testa di serie, potevamo giocare contro chiunque e invece questo ha voluto il destino. Ma sono contento che sia andata così, quando guardo il cammino di entrambi sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto".
Jannik Sinner: “Sono tra i pochi che possono battere Djokovic”
E’ uno Jannik Sinner ambizioso quello che prepara l’esordio: "Già lo scorso anno ho dimostrato di esser pronto e di poter far bene anche sull'erba. Non nego di avere delle ambizioni importanti ma ci sono anche altri giocatori in grado di far bene, Carlos Alcaraz su tutti. Ma Nole Djokovic ha tutto per vincere ancora, è il favorito, ha esperienza e ha grande fiducia dopo quello che è accaduto a Parigi", ha detto l'azzurro. "Sono pochi i giocatori in grado di batterlo. Forse quelli che servono veramente bene, ma devono servire al meglio per 5 set, o forse quelli che riescono a cambiare bene il gioco durante la partita, cosa che Carlos Alcaraz sa fare molto bene. Non siamo molti ma io mi inserisco tra questi".