Wimbledon, Elisabetta Cocciaretto: “Miglioro e non mi pongo limiti”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Elisabetta Cocciaretto, 22 anni di Ancona, ha scalato un altro top della sua carriera: è arrivata al terzo turno a Wimbledon, dopo aver battuto ieri la spagnola Masarova. Oggi la sfida, tosta, contro l'americana Jessica Pegula, testa di serie numero 4, 29 anni, che paradossalmente è anche la tennista e per alcuni “l’atleta più ricca del mondo", in quanto ereditiera di almeno 4 miliardi di dollari dal padre Terry che dal 2014 è il proprietario dei Buffalo Bills di Nfl, dopo aver scalzato Donald Trump e Bon Jovi dalla corsa alla squadra di football.
“Sono felice perché in uno slam è un bel risultato e cerco sempre di migliorarmi, anche sull’erba”, dice a Repubblica Cocciaretto, prima italiana nel ranking WTA (numero 43 insieme a Jasmine Paolini), appena terminata la partita. "L’anno scorso ho perso al secondo turno contro la Begu, quest’anno prima di venire qui lo stesso (al Bad Homburg Open, ndr) contro la ceca Siniakova che poi ha vinto il torneo, anche se…
LONDRA - Elisabetta Cocciaretto, 22 anni di Ancona, ha scalato un altro top della sua carriera: è arrivata al terzo turno a Wimbledon, dopo aver battuto ieri la spagnola Masarova. Oggi la sfida, tosta, contro l'americana Jessica Pegula, testa di serie numero 4, 29 anni, che paradossalmente è anche la tennista e per alcuni “l’atleta più ricca del mondo", in quanto ereditiera di almeno 4 miliardi di dollari dal padre Terry che dal 2014 è il proprietario dei Buffalo Bills di Nfl, dopo aver scalzato Donald Trump e Bon Jovi dalla corsa alla squadra di football.
“Sono felice perché in uno slam è un bel risultato e cerco sempre di migliorarmi, anche sull’erba”, dice a Repubblica Cocciaretto, prima italiana nel ranking WTA (numero 43 insieme a Jasmine Paolini), appena terminata la partita. "L’anno scorso ho perso al secondo turno contro la Begu, quest’anno prima di venire qui lo stesso (al Bad Homburg Open, ndr) contro la ceca Siniakova che poi ha vinto il torneo, anche se sono uscita subito. Ora guardiamo avanti, chissà… Anche se ancora mi incarto da sola ogni tanto, come ieri sul 3-1 (ride, ndr), o quando mi irrigidisco sul servizio, quando devo essere più lucida”.
E ora, Cocciaretto? Che obiettivi si pone?
“Soprattutto di migliorare, giorno dopo giorno, su questa superficie e con avversari diversi che comunque mi permettono di crescere sempre di più, a 360 gradi. Tecnicamente, ma anche come persona. Tutto ciò rende un’atleta migliore e spero che i risultati poi si vedano in campo”.
Qualificarsi al quarto turno è possibile? Le tocca Jessica Pegula…
“Mi sono allenata con lei l’altro giorno, e devo dire che non è stato un bellissimo allenamento... Però non ci ho mai giocato contro, ufficialmente. Vedremo. Ma io cercherò di pensare a me stessa e fare una bella prestazione, con la consapevolezza che ho tanto da migliorare, con tanti margini. La mia carriera prosegue tutti i giorni”.
A questo proposito, come si vede tra 5 anni? Ha fiducia di arrivare al top del tennis mondiale femminile?
“Io ci provo. Non mi pongo limiti. Cerco il meglio, sacrificandomi tutti i giorni. Anzi, a volte sono una persona troppo perfezionista e quindi non mi accontento mai e pretendo sempre tanto. Lo stesso l’allenatore (Fausto Scolari, ndr), anche lui è molto severo con me, ma lo fa perché mi vuole molto bene e crede fortemente in me. Non mi piace dire “voglio essere al top”. Voglio essere solo fiera e felice di me stessa”.
Quando ha iniziato a giocare a tennis, quali erano i suoi modelli?
“In quegli anni soprattutto le tenniste italiane, che hanno spinto e trainato tutta la mia generazione. Un’altra che guardavo tanto era Caroline Wozniacki, e ora che ritorna. Mi piacerebbe tanto incontrarla un giorno”.
Anche l’anno scorso a Wimbledon lei ha giocato bene, sull’erba si trova sempre meglio?
“In realtà ho giocato solo tre tornei su questa superficie, Wimbledon quest’anno e nel 2022, e un’altra partita prima di venire qui. Sinora sono sempre stata un po’ sfortunata perché in questo periodo dell’anno non sono mai stata bene fisicamente purtroppo. Però sono ottimista, anche perché questa superficie mi aiuta molto a migliorare le mie caratteristiche, perché io in genere sto vicina, preparo poco, rubo il tempo…l’erba mette in luce i miei punti deboli ma migliora ed esalta anche quelli forti, quindi sono contenta e ottimista, e ora spero di giocarci quante più partite”.