Tra Alcaraz e la finale di Wimbledon c’è Medvedev. Rune spazzato via dalla furia spagnola
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraCarlos Alcaraz
(reuters)LONDRA – Almeno Matteo Berrettini lo aveva messo seriamente in difficoltà, come nel primo set, prima di cedere alla sua classe cannibale. Invece Holger Rune viene rimandato a settembre, come uno scolaretto: impreparato, improponibile, non all’altezza dei livelli ciclopici raggiunti dal ventenne torero di Murcia, Carlos Alcaraz.
Alcaraz-Rune, il quarto più giovane di Wimbledon
Eppure le aspettative erano alte, anche perché questa coppia ha fatto segnare un record: il quarto di finale più “giovane” di Wimbledon nell’era Open, con un solo mese di differenza tra i due ventenni. Invece il controverso e polemico danese è stato spazzato via da errori e incertezze mai esorcizzate nel corso del match. Se almeno il primo set resta in bilico e finisce al tie-break, è perché Alcaraz approccia male la partita e si macchia di qualche superficialità: doppi falli, troppi dritti a rete o lunghi. Anche se il punto decisivo del primo set arriva con una spettacolare risposta di rovescio che spiazza lette…
LONDRA – Almeno Matteo Berrettini lo aveva messo seriamente in difficoltà, come nel primo set, prima di cedere alla sua classe cannibale. Invece Holger Rune viene rimandato a settembre, come uno scolaretto: impreparato, improponibile, non all’altezza dei livelli ciclopici raggiunti dal ventenne torero di Murcia, Carlos Alcaraz.
Alcaraz-Rune, il quarto più giovane di Wimbledon
Eppure le aspettative erano alte, anche perché questa coppia ha fatto segnare un record: il quarto di finale più “giovane” di Wimbledon nell’era Open, con un solo mese di differenza tra i due ventenni. Invece il controverso e polemico danese è stato spazzato via da errori e incertezze mai esorcizzate nel corso del match. Se almeno il primo set resta in bilico e finisce al tie-break, è perché Alcaraz approccia male la partita e si macchia di qualche superficialità: doppi falli, troppi dritti a rete o lunghi. Anche se il punto decisivo del primo set arriva con una spettacolare risposta di rovescio che spiazza letteralmente il danese.
Alcaraz: “Voglio vincere il mio primo Wimbledon”
Insomma, non il miglior manifesto della nuova generazione del tennis, almeno per suspense e combattività. Comunque, Carlos Alcaraz si sbarazza del malcapitato Rune in tre set 7-6, 6-4, 6-4, e approda come previsto in semifinale a Church Road. Dove resta il predestinato, insieme a Novak Djokovic, che venerdì affronterà Jannik Sinner. “Mi sono divertito negli ultimi due set, è stato un piacere” ammette a caldo dopo la vittoria, “giocare ai migliori livelli e urlare ‘vamos’ per me è liberatorio. Il mio obiettivo? Sempre lo stesso di inizio torneo: vincere il mio primo Wimbledon”. Non sarà il più giovane di sempre (Becker aveva diciassette anni nel 1985) ma almeno, dal 2007 con Djokovic, nessuno è giunto in semifinale prima dei suoi 20 anni e 72 giorni.
Alcaraz-Medvedev vale la finale
Il numero uno al mondo spagnolo sfiderà invece, sempre venerdì, il russo Daniil Medvdev che ha domato a fatica la sorpresa del tabellone maschile, quel magico Christopher Eubanks di Chicago che stava quasi per compiere la storia: il primo tennista nero in semifinale dopo il trionfo del connazionale Arthur Ashe nel 1975. Alla fine però, in un match straordinario, ha prevalso l’esperienza del 27enne russo: 6-4, 1-6, 4-6, 7-6, 6-1. Dunque attenzione, Carlos. Il bilancio tra i due è in perfetta parità, ma l’unico precedente sull’erba londinese, nel 2021, è a favore di Medvedev. Ma questo Alcaraz, nel frattempo, è diventato un leone più affamato.
Jabeur elimina Rybakina
Di certo, la rivincita se l’è presa Ons Jabeur contro la campionessa in carica, la kazaka-russa Elena Rybakina, che la affondò in finale l’anno scorso. Stavolta, la 28enne tunisina e già prima araba della storia ad arrivare in fondo a Wimbledon, l’ha spuntata 6-7, 6-4, 6-1, con un terzo set magico e un cocktail letale di dritti, rovesci, drop shot e slice che non hanno lasciato scampo a Rybakina. Giovedì, in semifinale, Jabeur incontrerà la bielorussa Sabalenka, che si è liberata facilmente dell’americana Keys (6-2, 6-4). Mentre la sorpresa ucraina Svitolina è favorita contro la ceca Vondrousova. Non è dunque esclusa una finale Ucraina-Bielorussia, e sarebbe un evento storico.