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Alcaraz vince il match più giovane e va in semifinale, Rune spazzato via in tre set

(afp)
Il fenomeno spagnolo non lascia scampo al danese, dominato sia tecnicamente che agonisticamente. In campo femminile entrano nelle prime 4 Jabeur e Sabalenka
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LONDRA – Almeno Matteo Berrettini lo aveva messo seriamente in difficoltà, come nel primo set, prima di cedere alla sua classe cannibale. Invece Holger Rune viene rimandato a settembre, come uno scolaretto: impreparato, improponibile, non all’altezza dei livelli ciclopici raggiunti dal 20enne torero di Murcia, Carlos Alcaraz. Eppure le aspettative erano alte, anche perché questa coppia ha fatto segnare un record: il quarto di finale più “giovane” di Wimbledon nell’era open, con un solo mese di differenza tra i due ventenni. Invece il controverso e polemico danese è stato spazzato via da errori e incertezze mai esorcizzate nel corso del match.

Se almeno il primo set resta in bilico e finisce al tiebreak, è perché Alcaraz approccia male la partita e si macchia di qualche superficialità: doppi falli, troppi dritti a rete o lunghi. Anche se il punto decisivo del primo set arriva con una spettacolare risposta di rovescio che spiazza letteralmente il danese. Insomma, non il miglior man…

LONDRA – Almeno Matteo Berrettini lo aveva messo seriamente in difficoltà, come nel primo set, prima di cedere alla sua classe cannibale. Invece Holger Rune viene rimandato a settembre, come uno scolaretto: impreparato, improponibile, non all’altezza dei livelli ciclopici raggiunti dal 20enne torero di Murcia, Carlos Alcaraz. Eppure le aspettative erano alte, anche perché questa coppia ha fatto segnare un record: il quarto di finale più “giovane” di Wimbledon nell’era open, con un solo mese di differenza tra i due ventenni. Invece il controverso e polemico danese è stato spazzato via da errori e incertezze mai esorcizzate nel corso del match.

Se almeno il primo set resta in bilico e finisce al tiebreak, è perché Alcaraz approccia male la partita e si macchia di qualche superficialità: doppi falli, troppi dritti a rete o lunghi. Anche se il punto decisivo del primo set arriva con una spettacolare risposta di rovescio che spiazza letteralmente il danese. Insomma, non il miglior manifesto della nuova generazione del tennis, almeno per suspense e combattività. Comunque, Carlos Alcaraz si sbarazza del malcapitato Rune in tre set, 7-6, 6-4, 6-4, e approda come previsto in semifinale a Church Road. Dove resta il predestinato insieme a Djokovic, che venerdì affronterà Jannik Sinner. “Mi sono divertito negli ultimi due set, è stato un piacere”, ammette a caldo dopo la vittoria, “giocare ai migliori livelli e urlare ‘vamos’ per me è liberatorio. Il mio obiettivo? Sempre lo stesso di inizio torneo: vincere il mio primo Wimbledon”.

Non sarà il più giovane di sempre (Becker a 17 anni nel 1985) ma almeno, dal 2007 con Djokovic, nessuno è giunto in semifinale prima dei suoi 20 anni e 72 giorni. Il numero 1 al mondo spagnolo sfiderà invece, sempre venerdì, il russo Daniil Medvedev che ha domato a fatica la sorpresa del tabellone maschile, quel magico Christopher Eubanks di Chicago che stava quasi per compiere la storia: il primo tennista nero in semifinale dopo il trionfo del connazionale Arthur Ashe nel 1975.

Alla fine però, in un match straordinario, ha prevalso l’esperienza del 27enne russo: 6-4, 1-6, 4-6, 7-6, 6-1. Dunque attenzione, Carlos. Il bilancio tra i due è in perfetta parità, ma l'unico precedente sull'erba londinese, nel 2021, è a favore di Medvedev. Ma questo Alcaraz, nel frattempo, è diventato un leone più affamato.

Di certo, la rivincita se l’è presa Ons Jabeur contro la campionessa in carica, la kazaka-russa Elena Rybakina, che la affondò in finale l’anno scorso. Stavolta, la 28enne tunisina e già prima araba della storia ad arrivare in fondo a Wimbledon, l’ha spuntata 6-7, 6-4, 6-1, con un terzo set magico e un cocktail letale di dritti, rovesci, drop shot e slice che non hanno lasciato scampo a Rybakina. In semifinale Jabeur incontrerà la bielorussa Sabalenka, che si è liberata facilmente dell’americana Keys (6-2, 6-4). Mentre la sorpresa ucraina Svitolina è favorita contro la ceca Vondrousova. Non è dunque esclusa una finale Ucraina-Bielorussia, e sarebbe un evento storico.
 

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