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Sinner in missione Djokovic: forza mentale e livello più alto, così l’azzurro può farcela

Venerdì l’attesissima semifinale maschile. I due precedenti, uno proprio lo scorso anno a Wimbledon, sono a favore del serbo. All’altoatesino servirà la gara perfetta. Ma ci sono alcuni numeri che fanno ben sperare
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LONDRA – Ovvio che Jannik Sinner può battere Novak Djokovic in semifinale a Wimbledon venerdì. Ma, di là di eventuali infortuni o improvvisi cali di forma dell’avversario, il quasi 22enne italiano dovrà essere perfetto, un cecchino da fondo campo e a rete, cosa che sinora non è sempre stato. È vero però che certi campioni, vedi proprio il Nole attualmente n.2 al mondo dietro Alcaraz, si adeguano alla controparte e alzano il livello a seconda dell’avversario. Anche Sinner lo fa, seppur con un intensità minore, e visto che sinora sull'erba di Londra la “volpe rossa” ha incontrato tutti giocatori fuori dalla Top 50 del ranking Atp, è legittimo notare come molto probabilmente non abbiamo ancora visto il vero livello di Sinner.

Di certo, l’italiano, salito a numero 8 del mondo, dovrà lavo…

LONDRA – Ovvio che Jannik Sinner può battere Novak Djokovic in semifinale a Wimbledon venerdì. Ma, di là di eventuali infortuni o improvvisi cali di forma dell’avversario, il quasi 22enne italiano dovrà essere perfetto, un cecchino da fondo campo e a rete, cosa che sinora non è sempre stato. È vero però che certi campioni, vedi proprio il Nole attualmente n.2 al mondo dietro Alcaraz, si adeguano alla controparte e alzano il livello a seconda dell’avversario. Anche Sinner lo fa, seppur con un intensità minore, e visto che sinora sull'erba di Londra la “volpe rossa” ha incontrato tutti giocatori fuori dalla Top 50 del ranking Atp, è legittimo notare come molto probabilmente non abbiamo ancora visto il vero livello di Sinner.

Di certo, l’italiano, salito a numero 8 del mondo, dovrà lavorare sulle pause, mentali e di tensione, che ogni tanto si prende nei match. Lo ha detto anche ieri in conferenza stampa dopo la vittoria: “Stiamo cercando di migliorare anche con l’aiuto di Darren Cahill”, il suo ultimo guru nella staff, “certo non posso perdere così la concentrazione quando sono un break sopra, come contro Safiullin...”.

Resilienza mentale a parte, ovviamente c’è il lato tecnico di un match che, per lunghi tratti, sarà una partita a scacchi. Anche perché i due, qui al campo Centrale di Wimbledon, si sono già incontrati lo scorso anno. “Sarà una partita completamente differente”, prevede Sinner, “ora ci conosciamo meglio tutti e due, sarà un match ancora più tattico e mentale. Fisicamente sono migliorato, sono più forte, posso stare sul campo per ore senza soffrire. Di certo lotterò su ogni palla e mi godrò il momento, sapendo che posso batterlo”.

Jannik ha incontrato il 36enne Djokovic solo due volte in carriera: la prima nel 2021 a Montecarlo, sulla terra, dove il serbo si impose nettamente per 6-4, 6-2. E poi l’anno scorso appunto sull’erba di Church Road, che vide un’altra vittoria di Novak per 5-7, 2-6, 6-3, 6-2, 6-2. Quando Sinner vinse magistralmente i primi due set per poi subire la furiosa rimonta di “Djoker”, dopo “essersi preso sberle davanti allo specchio” negli spogliatoi, come ammise quest’ultimo.

Proprio quella partita in realtà è molto istruttiva. Sinner vinse i primi due set sostanzialmente per due motivi: attaccò Djokovic con servizio e colpi da fondo campo letali, senza farlo respirare. E, secondo, variò di molto il suo gioco, più di quanto non lo stia facendo adesso. Risultato: il serbo, un po’ come è riuscito a Berrettini contro Alcaraz nel primo set l’altro giorno, era imbavagliato, bloccato e ha potuto esprimere raramente le sue immense ed eterogenee qualità e la sua aggressività, anche nel “return” sul servizio avversario.

Ma la partita dura cinque set ed è difficile tenere un ritmo e una attenzione simili, per diverse ore, contro colui che ha vinto più slam di tutti nella Storia del tennis (23, come l’80enne ex campionessa australiana Margaret Court tra le donne) e che quest’anno punta a eguagliare il record di otto corone a Wimbledon di re Roger Federer. Eppure, essere aggressivi e non farsi trascinare nella “lotta libera” contro un cannibale come Nole, sembra l’unica strada possibile. Perché Djokovic, nonostante i suoi 36 anni, ha dimostrato di essere ancora una volta in condizioni fisiche e mentali eccellenti.

Tuttavia, nonostante alcune partite non brillantissime a Wimbledon 2023 e di certo non contro campioni del tennis, Jannik Sinner ha alcuni dati che lo confortano. Per esempio, durante il torneo, sinora ha l’84% di punti sul primo servizio, così come il serbo. Mentre sulla seconda battuta ha il 64% di successo, contro il 63% di Djokovic. Inoltre, l’italiano sinora ha inflitto 57 ace contro 54 di Novak e serve molto più veloce. Ieri, contro il russo Safiullin, ha superato i 223 chilometri orari, mentre le velocità del servizio di Nole non compaiono nelle prime venti riportate da Wimbledon sinora.

Altri dati fanno ben sperare per Sinner, che forse davvero non ha espresso tutto il suo potenziale in questa edizione. Il 21enne italiano ha vinto il punto 110 volte sul primo servizio avversario, contro le 86 di Djokovic. Mentre sulla seconda battuta sono pari: 109 punti conquistati, superati solo da Rublev con 112. Ma soprattutto, Sinner ha vinto 26 palle break contro “soltanto” 16 del campione serbo. Insomma, i numeri e le possibilità ci sono. Ora, per Jannik, basta solo trasformarli in un’impresa.
 

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