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Jabeur in finale a Wimbledon contro Vondrousova: l’Africa aspetta il suo primo Slam. E l’eliminazione di Sabalenka “fa felice” la principessa Kate

Ons Jabeur

 (reuters)
La tunisina a caccia del trionfo al terzo tentativo dopo aver battuto in rimonta la bielorussa. Un risultato che evita imbarazzi alla famiglia reale, sostenitrice dell’Ucraina dopo l’invasione russa
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LONDRA — La favola poteva trasformarsi in incubo a Wimbledon. La “darling” di Church Road, la beniamina ucraina del pubblico Elina Svitolina, è crollata contro la sorpresa ceca Marketa Vondrousova. Mentre nell’altra semifinale, nel secondo set, oramai sembrava aver prevalso colei che raffredda gli animi e i cuori degli spettatori inglesi e di qualche organizzatore: la statuaria Aryna Sabalenka, bielorussa, di cui in questi giorni è tornata virale una foto abbracciata e sorridente con l’ultimo dittatore d’Europa, Aleksandr Lukashenko.

Jabeur batte Sabalenka al terzo set

Invece, neanche due ore dopo, Wimbledon ha trovato un’altra “darling". Perché Ons Jabeur, la 28enne simpaticissima tunisina, ha fatto un miracolo. Ribaltando la partita che ormai pareva persa nel secondo set, quando era sotto addirittura 2-4 dopo aver perso il primo, contenendo la noiosa esplosività di Sabalenka, e trionfando incredibilmente nel terzo, dopo aver snervato la bielorussa (che vincendo sarebbe div…

LONDRA — La favola poteva trasformarsi in incubo a Wimbledon. La “darling” di Church Road, la beniamina ucraina del pubblico Elina Svitolina, è crollata contro la sorpresa ceca Marketa Vondrousova. Mentre nell’altra semifinale, nel secondo set, oramai sembrava aver prevalso colei che raffredda gli animi e i cuori degli spettatori inglesi e di qualche organizzatore: la statuaria Aryna Sabalenka, bielorussa, di cui in questi giorni è tornata virale una foto abbracciata e sorridente con l’ultimo dittatore d’Europa, Aleksandr Lukashenko.

Jabeur batte Sabalenka al terzo set

Invece, neanche due ore dopo, Wimbledon ha trovato un’altra “darling". Perché Ons Jabeur, la 28enne simpaticissima tunisina, ha fatto un miracolo. Ribaltando la partita che ormai pareva persa nel secondo set, quando era sotto addirittura 2-4 dopo aver perso il primo, contenendo la noiosa esplosività di Sabalenka, e trionfando incredibilmente nel terzo, dopo aver snervato la bielorussa (che vincendo sarebbe diventata la numero uno al mondo) con colpi ossessivi e imprevedibili. La chiave: Jabeur ha sbagliato pochissimo, trasformando ogni gioco, ogni punto, in una battaglia di nervi contro Sabalenka. Che, non variando mai il suo gioco martellante, ha iniziato ad accumulare tensione, frustrazione e soprattutto troppi, fatali errori, che l’hanno condannata al 6-7, 6-4, 6-3 finale. In ogni modo, una partita straordinaria, di eccelso livello tecnico.

Jabeur, terza finale Slam

“Sono felicissima”, commenta la “scugnizza" Jabeur dopo la partita, “sulla concentrazione lavoriamo tanto con il mio staff e quest’anno spero davvero di farcela”. Standing ovation del pubblico. Ons si riferisce ovviamente alla finale persa l’anno scorso proprio qui a Wimbledon contro Elena Rybakina, che ha stavolta ha eliminato ai quarti. Ora manca l’ultima metà dell’esorcismo alla numero 6 al mondo, che potrebbe diventare la prima africana e prima araba della storia a vincere uno Slam. Dopo averlo mancato per poco l’anno scorso su questi prati e agli US Open, sempre nel 2022. Sarebbe una vittoria incisa nella Storia del tennis.

Vondrousova in finale contro Jabeur

A fronteggiarla, sabato, ci sarà la 24enne, tatuatissima ceca Marketa Vondrousova: la prima di sempre a Wimbledon a giocarsi la finale da non testa di serie nell’era Open (post 1968) e la quarta mancina, tra le donne, dopo Ann Jones, Martina Navratilova e Monica Seles. Contro una confusa e stanca Svitolina, Vondrousova ha vinto una partita di certo non memorabile (6-3, 6-3) ma soprattutto dimostrato di essere una giocatrice molto ostica, versatile con i suoi drop e gli eccellenti recuperi da fondo campo. “Non ci riesco a credere, ero così nervosa prima della partita”, spiega dopo essersi assicurata la finale, “dopo 6 mesi di infortunio l’anno scorso, non era certa di tornare ai miei livelli. E invece… sabato mi giocherò la vittoria a Wimbledon, chi l’avrebbe mai detto?”.

La principessa Kate felice per la vittoria di Jabeur

Insomma, niente “Slava Svitolina!”, come sperava qualcuno per lanciare anche un messaggio politico a favore di Kiev contro la Russia. Ma almeno, qualche organizzatore dovrà ringraziare davvero la giocoliera Jabeur, acclamata dalle ovazioni degli inglesi, che si è prima vendicata della kazaka-russa Rybakina campionessa in carica, e poi ha estromesso Sabalenka. Pensateci. La principessa Kate, icona del Paese più vicino all’Ucraina brutalmente aggredita dalla Russia, che avrebbe potuto premiare la tennista alfiere del Paese maggior alleato di Vladimir Putin. Invece, la "ministra della felicità" Jabeur, come la chiamano i suoi adoratori in Tunisia, ha rimosso ogni potenziale imbarazzo. Ora ha l’opportunità più grande della sua vita per vincere, finalmente, uno slam ed essere incoronata nuova Queen di Wimbledon.

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