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Wimbledon, Djokovic in finale. A Sinner è mancato un pizzico di spregiudicatezza. Il serbo: “Jannik leader della nuova generazione”

Jannik Sinner

Jannik Sinner

 (afp)
Il serbo ha battuto l’azzurro in tre set, soffrendo in particolar modo nell’ultimo, deciso al tie-break
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LONDRA — Il primo pensiero è che le cose potevano davvero andare diversamente, mentre Jannik Sinner esce sconfitto dalla sua prima semifinale Slam e Novak Djokovic si avvicina al microfono per le parole che spettano al vincitore di ogni match. Sul 6-3, 6-4, 7-6 davvero si può recriminare, perché l'azzurro ha giocato alla pari contro un giocatore, il serbo, che vince a Wimbledon da 34 match consecutivi. Mai nessuno c'era riuscito, e lui spera di fare anche 35 domenica in finale, contro Alcaraz.

Sinner-Djokovic, la cronaca della partita

Che dire: secondo la fredda cronaca, Sinner ha perso il servizio nel primo set al suo primo turno di servizio, dopo aver avuto due chance per toglierlo a Djokovic nel primo game del match. Ne ha avuta anche un'altra, ma Djokovic sa come alzare il livello di gioco al momento più opportuno, e non gli ha concesso la chance.

Secondo set? Il break è avvenuto nel secondo turno di servizio, e poi Djokovic ha avuto anche altre chance. Anche Sinner, però. Una. Ma pure la seconda frazione è finita al serbo.

Chiunque altro, sullo 0-2, in una semifinale Slam a Wimbledon e contro Djokovic, si sarebbe depresso e frustrato. Ma non il resiliente Sinner, che ha cercato di tenere il punto.

Terzo set deciso al tie-break

E, in effetti, nel terzo set l'equilibrio ha regnato sovrano. Beh, anche qui Djokovic ha dovuto salvare un paio di palle break sul servizio: si era sul 5-4 per Sinner ed erano set point... e poi, nel tie-break che sembrava promettente con un rapido 3-1 per Sinner, ecco un doppio fallo del nostro tennista che gli ha tagliato le gambe, avviando le contromisure del serbo, che ha poi chiuso il match.

Djokovic elogia Sinner

La sensazione? È che a Sinner sia mancata una manciata di spregiudicatezza, come se avvertisse la responsabilità e la pesantezza di ogni palla. Gli è mancato il clic nelle occasioni che ha avuto. Ma, sia chiaro, stava giocando contro il più grande di sempre, sono i fatti a dirlo. Da questo Sinner può trarre nuova fiducia verso il prossimo Slam, quello di New York. Ma anche dalle parole dell’avversario, vincitore di 23 Slam: “Le semifinali di uno Slam sono partite combattute. Il punteggio non racconta la realtà di quello che è successo sul campo. Il terzo set avrebbe potuto vincerlo lui. Ha sbagliato qualcosina e mi ha concesso di arrivare al tie-break. Sinner ha dimostrato perché è uno dei leader della nuova generazione di tennisti".

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