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Arnaldi, i complimenti di Alcaraz e gli applausi del pubblico. “Ma per me è un punto di partenza”

Arnaldi, i complimenti di Alcaraz e gli applausi del pubblico. “Ma per me è un punto di partenza”
Il tennista italiano agli Us Open ha entusiasmato e incassato elogi, ma non è ancora soddisfatto
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New York - “È stata la mia prima volta, sono felice di aver vissuto questa esperienza, ma non sono contento di come ho giocato”. Matteo Arnaldi ha avuto la sfida che voleva. Carlos Alcaraz ha conquistato il risultato che voleva. Niente miracoli di lunedì a New York. All’Arthur Ashe, nel giorno di Labor Day, ultima festa che chiude l’estate americana, e prima che scendesse in campo Jannik Sinner, un ragazzo italiano di 22 anni ha entusiasmato per larghi tratti il pubblico newyorkese, tenendo in piedi una partita che il campione in carica degli Us Open ha guidato fin da subito come un veterano: è finita 6-3- 6-3 6-4. Lo spagnolo ha conquistato cinque break che hanno dato la direzione alla sfida.

I complimenti di McEnroe e Alcaraz


“Voglio rivedere il match - commenta Arnaldi nel dopo gara - parlare con il mio team e lavorare molto per migliorarmi”. John McEnroe si è complimentato con l’italiano durante il suo commento su Espn. I giornalisti gli riportano il giudizio e Arnaldi ascolta, con un senso di timida gratitudine. In sala hanno ancora negli occhi i suoi colpi di rovescio che hanno spinto lo spagnolo a evitarlo, ma anche il servizio non al pari di quello di Alcaraz. Nel terzo set, dopo un recupero prodigioso dell’italiano, lo spagnolo gli ha teso la mano a distanza per fargli i complimenti. Ma intanto il punto l’aveva conquistato ancora una volta lui. Alla fine, quando si sono avvicinati a rete per il saluto, Alcaraz gli ha detto “bravo, bravissimo”. L’italiano sa di essere entrato nell’elite del tennis, di aver attraversato positivamente un bivio, ma è già concentrato sul futuro: “Io devo pensare a migliorare. Sono contento di essere entrato nei Top 50, ma per me questo deve essere un punto di partenza”.

La scalata in classifica

Un anno fa era 187° nel ranking. Gli chiedono cosa ha pensato di giocare in uno stadio monumentale come l’Ashe, con le celebrità in prima fila, dalla stella Nba Jimmy Butler all’attore Ben Stiller, due presenze fisse di Flushing Meadows. “A dire la verità - ammette - l’ho visto solo quando sono apparsi i loro volti sul maxischermo, quando giocavo pensavo solo alla partita”. Adesso lo attende una nuova sfida. “Andrò per la prima volta in Cina, giocherò un torneo indoor, sarà un’altra nuova esperienza per me, un’altra occasione per crescere. Sono certo che in futuro giocherò meglio”.

I numeri paurosi dello spagnolo 

Negli stessi minuti in cui Arnaldi parlava nella room numero 3, a poca distanza, alla “1”, quella principale, c’era una folla di giornalisti ad ascoltare le parole di Alcaraz, il predestinato. “Sono contento - esordisce lo spagnolo - di aver giocato con intensità dalla prima all’ultima palla. Penso di aver fatto un match solido, con meno errori rispetto al passato, giocando sotto rete tutto il tempo”. A vent’anni Alcaraz comincia a sommare numeri senza precedenti: è il più giovane tennista ad aver raggiunto per tre anni di fila agli Us Open i quarti di finali e l’unico nell’era degli Open, assieme a Andre Agassi, a raggiungere per tre volte i quarti a New York prima di compiere 21 anni.

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