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Djokovic l’eterno: “Il mio segreto è cambiare”

Djokovic con la figlia Tara

 (reuters)

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Il serbo, battendo Medvedev agli US Open, ha conquistato il 24° Slam. Ivanisevic: “Non ditegli che non può fare una cosa, la farà”
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Abbracciare la tua bimba di sei anni, seduta in prima fila, dopo il trionfo Slam è il tocco di dolcezza del serial winner. Oppure potrebbe rappresentare il nirvana? Se lo stile di gioco di un tennista definisce la persona, chi è Novak Djokovic? I numeri, e forse le parole, cominciano a essere insufficienti per un atleta, un campione come lui. Perché, a ogni tappa successiva del suo personalissimo viaggio, offre una nuova prospettiva. «Tara era stata seduta di fronte a me: sorridendo, mi dava quell’innocente energia infantile ogni volta che ne avevo bisogno». Scacco matto al povero Daniil Medvedev: il maestro di scacchi russo non avrebbe mai potuto vincere Flushing Meadows.


Al 24° Slam conquistato, su 36 finali giocate (72 le sue partecipazioni) Novak Djokovic raggiunge M…

Abbracciare la tua bimba di sei anni, seduta in prima fila, dopo il trionfo Slam è il tocco di dolcezza del serial winner. Oppure potrebbe rappresentare il nirvana? Se lo stile di gioco di un tennista definisce la persona, chi è Novak Djokovic? I numeri, e forse le parole, cominciano a essere insufficienti per un atleta, un campione come lui. Perché, a ogni tappa successiva del suo personalissimo viaggio, offre una nuova prospettiva. «Tara era stata seduta di fronte a me: sorridendo, mi dava quell’innocente energia infantile ogni volta che ne avevo bisogno». Scacco matto al povero Daniil Medvedev: il maestro di scacchi russo non avrebbe mai potuto vincere Flushing Meadows.


Al 24° Slam conquistato, su 36 finali giocate (72 le sue partecipazioni) Novak Djokovic raggiunge Margaret Court (anche lei vinse 24 Slam, l’ultimo proprio cinquant’anni fa), e sembra correre solo contro sé stesso. Fino a dove? Fino a quando? «Per altri ventitré, ventiquattro anni…» ha scherzato dopo il trionfo newyorkese. Forse non troppo: «Vuole giocare le Olimpiadi di Los Angeles nel 2028» ha anticipato Goran Ivanisevic, e chissà quanto c’era di vero, oppure no. Il croato, che accompagna il serbo ormai da un po’ di tempo, custodisce ormai le chiavi dei suoi segreti. «Con Nole non dovete commettere l’errore di dirgli che non può fare una cosa: sarà quello l’attimo in cui dimostrerà che può farcela. Non ci sono scuse, trova sempre il modo di farcela».


E allora andiamo a ritroso, pensiamoci. Questo giovane tennista entra nello scintillante mondo dell’Atp, e trova due colleghi come Roger Federer e Rafael Nadal: che spazio avrebbe mai potuto avere ipoteticamente? Nessuno? Beh, i fatti dicono che li ha lasciati dietro le sue spalle. I numeri parlano di una sua dittatura: per il quarto anno Djokovic ha sfiorato il Grande Slam, vincendo tre tornei sui quattro disponibili: oltre al 2023, era già accaduto nel 2011, 2015 e 2021. Lo svizzero ebbe i suoi anni migliori nel 2004, e poi nel 2006-07. Nadal solo nel 2010.

«Ogni tanto mi domando perché ho ancora bisogno di tutto questo, dopo quello che ho fatto. Ma, visto che sono ancora a un livello così alto e vinco i grandi tornei, non voglio sbarazzarmi di questo sport». Cosa non ha fatto, per essere dov’è. Incurante delle critiche, totalmente padrone di tempi e ritmi. Sprezzante, estremista, finto sindacalista: sono solo alcuni, degli epiteti che ha ricevuto. Ha vissuto i suoi alti e bassi, eppure oggi è il numero uno assoluto, a 36 anni, 3 mesi e spiccioli di giorni. Oggi possiamo dire che è stato più feroce di Nadal, più resiliente di Federer. Se quest’ultimo si è rassegnato all’età, e l’altro vuole regalarsi ancora un anno di chance, l’ultimo canto del cigno, per Djokovic l’orizzonte appare sgombro da nuvole. Altro che terzo incomodo. Certo, ha modificato molto del Nole originario. Si è darwinianamente evoluto: la tecnica, certo. Gli allenamenti, sicuro. Ma ha compreso che doveva intervenire sul proprio corpo, impadronirsene. La letteratura è ricca. «Beve solo acqua tiepida». «Consuma miele di Manuka» (albero della Nuova Zelanda, di cui si nutrono le api). « È ghiotto di frullati a base di piselli, avocado e burro di anacardi». «Astemio, evita la caffeina». «Si rilassa con tè alla liquirizia».
Farà bene dunque Ken Rosewall a preoccuparsi per il suo record di vincitore più anziano di uno Slam: l’appuntamento è per i prossimi US Open. Lunga vita, dunque, a Djokovic: «Ho imparato che se una formula funziona, l’anno dopo no. Devi cambiare. Perfezionista? Ce ne sono altri, LeBron James, Tom Brady, competitivi in età avanzata». Questa è la via.
 

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